Aeroporto Pinto Martins, Fortaleza, fine febbraio. Santoro era seduto ad un bar e beveva un succo di maracuja. La camomilla l'avrebbe bevuta in aereo. Nove ore di volo erano tante e avrebbe preferito dormire anziche' guardare sei o sette insulsi filmetti americanoidi con quel coglione di Eddie Murphy come protagonista. Mentre beveva qualcuno gli poggio'una mano sulla spalla. Santoro raggelo'.Era disarmato ed in un paese straniero. Stette un bel po' prima di girarsi. Poi lentamente lo fece. Un franco sorriso lo accolse. Era Junior Moreno.
-Che ci fai da queste parti, mi hai fatto venire un colpo, disse Santoro.
-Venuto ti salutare...ho portato un amico, fece Junior Moreno. Dietro di lui c'era Michel.
-Ciao, ragazzo, come stai, disse Santoro.
-Bene...un po' di saudade perche' tu tornare in Italia.
-Devo andare...in Italia fanno le migliori camomille del mondo, non lo sapevi?, disse Santoro, e fanno i migliori concerti di musica jazz e classica.
Michel sorrise debolmente....
-L'officiale Moreno fatto indagine su trapianto a Neusa, disse Michel.
-Eh? , fece Santoro in preda ad un ansia terribile.
-Cornee sono di Vanessa.
Santoro resto' in silenzio per un momento. Dentro di se' addivenne ad un momento di pacificazione improvvisa. Meno male penso'. Cosi posso partire. Mi manca l'Italia. Mi manca la Puglia. Mi manca persino Milano. Del resto i migliori cantanti brasiliani vengono li a fare i loro concerti. La caipirinha la potro' bere al festiva "latinamericando" di Assago. E il profumo di Neusa lo potro' ritrovare nelle mille feste brasiliane in giro per il mio paese. Brasile da esportazione, d'accordo. Ma come spesso accade certa gente da' il meglio di se' lontano dalla propria terra. Persino lui c'era riuscito, risolvendo l'ennesimo caso. 100% di casi risolti. Niente male per un investigatore italiano.
-Bene, disse infine, vieni qui ragazzo, fece a Michel. Lo chiamo' a se e lo abbraccio' forte.
Michel sbotto' a piangere. Poi si calmo' di colpo, riacquistando una certa dignita'.
-E tu, Junior, che sei venuto a fare ...non mi dirai che sei venuto solo per accompagnare Michel.
-No amico, no. Sono venuto per accertarmi tu partire. L'ultima historia di Nestor Silva e' stata difficile gestire. Fortuna che c'era testimuni che messo per iscritto che lui caduto in mare da solo.
Santoro sorrise.
-Hai fatto bene a venire, mio caro amico. Questa faccenda delle cornee di Vanessa mette la parola fine a questa storia. E quindi posso partire. Con il cuore a pezzi, ma con piu' verita' di prima. Vanessa puo' ora riposare in pace, disse Santoro. E si commosse un po' , il maresciallo pugliese. In fondo quella donna di pelle nera gli era entrata dentro come nessun'altra donna fino a quel momento. Aveva qualcosa di speciale. Forse la sua magia. Forse perche' anche lei era una cercatrice di verita'.
-Anche perche', aggiunse Santoro, se le cornee non fossero state quelle di Vanessa, sarei rimasto ancora per scoprire fino in fondo tutta la vicenda.
Junior Moreno lo guardo' come se stesse pensando, grazia a Dio non e' successo. Santoro gli piaceva, ma era un uomo che perseguiva un unica personale disciplina. Quella della ricerca della verita'. Fosse anche Dio in persona il colpevole. E questo nel suo paese, il Brasile," l'elefante sentado", non era ancora possibile. Ma lui e quelli come lui avrebbero lavorato per renderlo possibile. Si strinsero la mano. Santoro lo abbraccio' Abbraccio' ancora Michel.
-Ate' logo, disse in portoghese. E si diresse verso il passaggio che lo avrebbe condotto attraverso i controlli per l'imbarco.
Mentre si incamminava nel serpentone della fila dei viaggiatori in coda per i metal detector, si volto'. I suoi amici non c'erano piu' . E non li avrebbe mai piu' rivisti in tutta la sua vita. Perlomeno in quella che stava vivendo. Vivere per qualche tempo in quel paese sembrava gli avesse aperto le porte della spiritualita'.
Passando attraverso il metal detector ci fu un segnale acustico che qualcosa non andava. Lo fecero ripassare e ci fu ancora il senale acustico. Dovevano perquisirlo. Un uomo si avvicino', ma Santoro lo stoppo' con una mano.
-Amico, se proprio qualcuno mi deve mettere le mani addosso, beh, preferisco lei, fece indicando la collega dell'uomo, una brasiliana bionda mozzafiato, certamente di lontane origini teutoniche. L'uomo sorrise.
In portoghese gli disse che non era possibile. Poi aggiunse, durante l'orario di lavoro. Santoro rise. Se era vero che il Brasile era un paese di spiriti. Beh, anche gli spiritosi non mancavano. Mentre l'uomo lo perquisiva con discrezione constatando che Santoro era"pulito", ebbe un moto di nostalgia. Stava partendo e gia' quella terra gli mancava. Gente sportiva, gente per la quale fare sesso era come bere una bibita ghiacciata nel deserto: un gesto naturale, senza quella sacralita' che ci mettevano gli europei, rendendolo gravido di significati al limite del mistico...fino al punto da inventare la psicanalisi per dire che tutto ruota intorno a quella cosa. Quella cosa che per i brasiliani e' gioia, vita, relax, in una parola:amore. E senza tante pippe. E per i brasiliani era cosi per ogni cosa. Ecco cosa significava essere un continente giovane. Avevano voglia di vivere. Ma Santoro , da europeo, si sarebbe accontentato persino di non aver voglia di morire.
Fine
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