lunedì 18 ottobre 2021

Lisboa 40

 Entrarono come due furie. Alle reception c'era il Porpora. Li guardò

incuriosito.

-Che c'è? Disse.

-In che camera sta l'olandese?

-L'olandese? Chiese Cazzaniga.

-Si, disse Santoro, si è registrato come olandese.

-Urca! Un altro reato, fece Cazzaniga.

-Cazzanì, non è il momento, disse Santoro.

-Camera 48, disse Porpora, ma che volete fare?

-Entrare, disse Santoro.

-Hanno appena chiesto tre spritz, disse Porpora. Li stanno

preparando.

-Ottimo, disse Santoro. Possiamo coglierli di sorpresa.

-Come, fece Cazzaniga.

-Il nostro amico, qui, il futuro avvocato Porpora, porterà

gli spritz. Così quando aprono la porta, non avranno il tempo

di preparare il comitato d'accoglienza.

-Non è male come idea, disse Cazzaniga.

-Ma io non posso abbandonare la reception, disse Porpora.

-Porpora, fece Santoro.

-U capì, disse il giovane receptionista.

Organizzarono il tutto. Porpora tornò dalla cucina con un vassoio

pieno di tartine e tre bicchieri di spritz. A Cazzaniga venne

l'acquolina in bocca. Santoro se ne accorse.

-Non è il momento, gli strillò Santoro.

Salirono in ascensore. 

Mentre salivano Santoro disse rivolto a Cazzaniga-ho un idea.

-Una delle tante, disse Cazzaniga.

-Che c'è , fai dello spirito?

-No, che c'entra, era per dire.

-Tu che sai usare questi telefonini in voga. Tu ne hai uno, giusto?

-Sì, disse Cazzaniga.

-Questi congegni hanno anche la possibilità di registrare, corretto?

-Sì, sì...ma che vuole fare?

-Cercherò si far parlare Thompson. Di fargli confessare l'omicidio

di Carvalho.

-Due piccioni con una fava?

-Esatto, Ambrò. 

-Ma non mi ricordo come si fa ad azionare il registratore.

-Cazzanì...non mi fare questo, adesso. Datti da fare.

Cazzaniga si mise a smanettare il suo smartphone. Porpora

si stava chiedendo se fosse la scena di un film comico oppure

era tutto vero. Un comico poliziesco, ecco cosa sembrava.

L'ascensore arrivò al piano. Terzo piano. Si incunearono in un 

corridoio. Si fermarono davanti alla porta. Porpora di fronte. I due 

carabinieri piazzati ai lati. Per evitare di essere scorti dallo

spioncino. Santoro non sapeva se Cazzaniga fosse riuscito 

ad attivare il registratore. Ma era troppo tardi per chiederglielo.

In quel momento dovevano stare in silenzio.

Porpora dette di nocche.

Avvertirono che qualcuno da dentro la stanza, stava guardando

attraverso lo spioncino.

La porta si aprì e Santoro e Cazzaniga fecero il loro ingresso

trionfale, le pistole entrambe spianate.

I tre uomini furono effettivamente colti di sorpresa. Non avevano

armi in mano pronte a far fuoco. E tanto bastò a Santoro.

Thomspon lo osservò bene. Abbassò gli occhiali da miope che 

si accinge a guardare lontano.

-Maresciallo, che ci fa lei qui? Disse Thompson in perfetto italiano.

-Uh? Lei parla in italiano?

-Quando occorre, disse Thompson. E fece segno ai due sgherri di 

stare tranquilli.

-Che cosa vuole, lei qui. E con un complice al seguito armato come 

lei? Chi la manda, l'ambasciata inglese, per proteggermi?

-Cos'è, un esempio classico di humor inglese? disse Santoro, 

continuando a tenere il Maggiore inglese sotto tiro.

-Dov'è la valigetta? Disse Santoro.

-Quale valigetta? Chiese Thompson. 

Santoro dette un'occhiata in giro. C'era una poltrona girata di

schiena, nella stanza. Il letto sfatto. Avevano dormito in tre.

Non era il momento di indagini sui gusti sessuali di nessuno,

pensò Santoro. Si avvicinò alla poltrona. La superò sul lato. E

vide la valigetta. La prese, la posò su una consolle lì a fianco. La aprì

e ne controllò il contenuto. I sacchetti di eroina erano ancora lì.

-Bene, fece, tenendo la valigetta in mano. Caro il nostro ineffabile

Maggiore Thompson dei miei stivali. Sorseggi pure il suo spritz. 

Perchè ho idea che passerà parecchio tempo prima che lei possa 

degustarne qualcun altro. I due uomini al seguito di Thompson

presero ad agitarsi. Cazzaniga li teneva sotto tiro. 

-Lei si sta mettendo nei guai, Maresciallo. Guai seri, disse 

Thompson. Porpora era rimasto con il vassoio in mano. Gli veniva 

da orinare. Per la paura, credette. Non poteva essere che un film,

pensò, per farsi coraggio. 

-Lei non ha la più pallida idea di quello che potrebbe accaderle. Lei 

non conosce il motivo per cui in quella valigetta c'è della droga. E

a cosa serva, soprattutto.

-Ho idea che presto conoscerò questo segreto di Fatima, disse 

Santoro.

-E' per un'operazione di polizia internazionale, disse Thompson.

Un'esca!

-Un'esca...fece Santoro. Di tutte le cose che poteva dire, questa

è la più comica in assoluto. E lei si aspetta che me la beva?

Guardi che so tutto. L'operazione è di spaccio internazionale, altro

che di polizia!

Thompson a quel punto stava pensando a quali carte giocarsi.

-Maresciallo, le ripeto. Cessi immediatamente questa

sceneggiata e se ne vada. E io farò finta che non sia successo

niente.

-Secondo lei Carvalho a questo punto che cosa avrebbe fatto.

Thompson accusò il colpo. -Carvalho? Lei conosceva Carvalho?

-L'ho conosciuto al corso, disse Santoro. E se quel poco che 

l'ho conosciuto mi potesse dare la cifra morale di quell'uomo,

be', caro Maggiore, crede che Carvalho se ne sarebbe andato?

-Infatti. E per questo è morto, disse Santoro.

-Ucciso da lei, giusto? Santoro pregò che Thompson rispondesse

in modo adeguato. E pregò anche perchè Cazzaniga fosse riuscito

ad attivare il registratore del telefono. 

-Non da me, no...disse Thompson...e sorrise. Queste incombenze

le lascio a quelli di infimo grado. 

-Quindi lei è il mandante, giusto?

Thompson sorrise.-Carvalho si era messo a fare un gioco troppo

rischioso. Proprio come lei. E guardi che fine ha fatto. Lei vuole

morire? Non credo. Abbassi la pistola, la prego.

Per tutta risposta disse-che fine gli ha fatto fare, disse Santoro.

-Che differenza fa? Tanto lo avrebbero ucciso comunque. Era un

poliziotto e i poliziotti muoiono. Quelli stupidi!

Era una confessione. Santoro disse a Cazzaniga di ammanettare i 

due sodali di Thompson. Cazzaniga lo guardò esterrefatto.

-Sciur Marescial, non le ho portate con me, disse. Santoro si mise 

una mano in fronte. Poi si riebbe.-Non c'è problema. Cazzanì. 

Squestra le pistole dei nostri due amici e chiama un taxi.

Cazzaniga eseguì.

-Come hanno fatto a farle passare dal metal detector? Chiese a 

Santoro.

-Semplice: immunità diplomatica.

-Ecco, appunto. Maresciallo, disse Thompson. Io e i miei due 

colleghi godiamo dell'immunità diplomatica. Non può arrestarci.

Siamo cittadini inglesi.

-Olandesi, prego, disse Santoro.

Thomspon sorrise. Appariva tranquillo e sicuro di sè. Per nulla

turbato da quello che stava accadendo. 

-E' una copertura per l'operazione, Maresciallo, semplice.

-See, see...Elementare Thompson, disse Santoro. Cazzaniga 

sorrise a mezz'asta.

Scesero a piedi: Santoro dietro Thompson che era dietro a Cazzaniga

che era dietro i due agenti che scortavano Thompson. La pistola

spianata. Thomspon sapeva che, per quanto buffi, i due Carabinieri

erano in grado di sparare. Per cui non fece niente. Pensava che

se la sarebbe sfangata con altri mezzi. 

Salirono sul Taxi. Santoro dietro con Thompson e i due suoi Agenti.

Cazzaniga davanti. Si voltò e tenne di mira gli inglesi. Il taxi 

stracolmo, si mosse verso Corso Buenos Aires. Thompson disse 

qualcosa in inglese ai suoi agenti. I due risero di gusto. Santoro

aveva percepito che Thompson li aveva tranquillizzati con una 

battuta maldestra sull'inefficienza degli italiani. Porpora guardò il

taxi muoversi verso il corso. Aveva ancora il vassoio con i tre spritz

in mano.  Ne prese in mano uno e se lo scolò. Posò il bicchiere.

 Fare il receptionist all'Hotel Colombia, era meglio che vedere un film 

al Multisala di Viale Sarca. Qui ci potevi partecipare,

pensò.  







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