Entrarono come due furie. Alle reception c'era il Porpora. Li guardò
incuriosito.
-Che c'è? Disse.
-In che camera sta l'olandese?
-L'olandese? Chiese Cazzaniga.
-Si, disse Santoro, si è registrato come olandese.
-Urca! Un altro reato, fece Cazzaniga.
-Cazzanì, non è il momento, disse Santoro.
-Camera 48, disse Porpora, ma che volete fare?
-Entrare, disse Santoro.
-Hanno appena chiesto tre spritz, disse Porpora. Li stanno
preparando.
-Ottimo, disse Santoro. Possiamo coglierli di sorpresa.
-Come, fece Cazzaniga.
-Il nostro amico, qui, il futuro avvocato Porpora, porterà
gli spritz. Così quando aprono la porta, non avranno il tempo
di preparare il comitato d'accoglienza.
-Non è male come idea, disse Cazzaniga.
-Ma io non posso abbandonare la reception, disse Porpora.
-Porpora, fece Santoro.
-U capì, disse il giovane receptionista.
Organizzarono il tutto. Porpora tornò dalla cucina con un vassoio
pieno di tartine e tre bicchieri di spritz. A Cazzaniga venne
l'acquolina in bocca. Santoro se ne accorse.
-Non è il momento, gli strillò Santoro.
Salirono in ascensore.
Mentre salivano Santoro disse rivolto a Cazzaniga-ho un idea.
-Una delle tante, disse Cazzaniga.
-Che c'è , fai dello spirito?
-No, che c'entra, era per dire.
-Tu che sai usare questi telefonini in voga. Tu ne hai uno, giusto?
-Sì, disse Cazzaniga.
-Questi congegni hanno anche la possibilità di registrare, corretto?
-Sì, sì...ma che vuole fare?
-Cercherò si far parlare Thompson. Di fargli confessare l'omicidio
di Carvalho.
-Due piccioni con una fava?
-Esatto, Ambrò.
-Ma non mi ricordo come si fa ad azionare il registratore.
-Cazzanì...non mi fare questo, adesso. Datti da fare.
Cazzaniga si mise a smanettare il suo smartphone. Porpora
si stava chiedendo se fosse la scena di un film comico oppure
era tutto vero. Un comico poliziesco, ecco cosa sembrava.
L'ascensore arrivò al piano. Terzo piano. Si incunearono in un
corridoio. Si fermarono davanti alla porta. Porpora di fronte. I due
carabinieri piazzati ai lati. Per evitare di essere scorti dallo
spioncino. Santoro non sapeva se Cazzaniga fosse riuscito
ad attivare il registratore. Ma era troppo tardi per chiederglielo.
In quel momento dovevano stare in silenzio.
Porpora dette di nocche.
Avvertirono che qualcuno da dentro la stanza, stava guardando
attraverso lo spioncino.
La porta si aprì e Santoro e Cazzaniga fecero il loro ingresso
trionfale, le pistole entrambe spianate.
I tre uomini furono effettivamente colti di sorpresa. Non avevano
armi in mano pronte a far fuoco. E tanto bastò a Santoro.
Thomspon lo osservò bene. Abbassò gli occhiali da miope che
si accinge a guardare lontano.
-Maresciallo, che ci fa lei qui? Disse Thompson in perfetto italiano.
-Uh? Lei parla in italiano?
-Quando occorre, disse Thompson. E fece segno ai due sgherri di
stare tranquilli.
-Che cosa vuole, lei qui. E con un complice al seguito armato come
lei? Chi la manda, l'ambasciata inglese, per proteggermi?
-Cos'è, un esempio classico di humor inglese? disse Santoro,
continuando a tenere il Maggiore inglese sotto tiro.
-Dov'è la valigetta? Disse Santoro.
-Quale valigetta? Chiese Thompson.
Santoro dette un'occhiata in giro. C'era una poltrona girata di
schiena, nella stanza. Il letto sfatto. Avevano dormito in tre.
Non era il momento di indagini sui gusti sessuali di nessuno,
pensò Santoro. Si avvicinò alla poltrona. La superò sul lato. E
vide la valigetta. La prese, la posò su una consolle lì a fianco. La aprì
e ne controllò il contenuto. I sacchetti di eroina erano ancora lì.
-Bene, fece, tenendo la valigetta in mano. Caro il nostro ineffabile
Maggiore Thompson dei miei stivali. Sorseggi pure il suo spritz.
Perchè ho idea che passerà parecchio tempo prima che lei possa
degustarne qualcun altro. I due uomini al seguito di Thompson
presero ad agitarsi. Cazzaniga li teneva sotto tiro.
-Lei si sta mettendo nei guai, Maresciallo. Guai seri, disse
Thompson. Porpora era rimasto con il vassoio in mano. Gli veniva
da orinare. Per la paura, credette. Non poteva essere che un film,
pensò, per farsi coraggio.
-Lei non ha la più pallida idea di quello che potrebbe accaderle. Lei
non conosce il motivo per cui in quella valigetta c'è della droga. E
a cosa serva, soprattutto.
-Ho idea che presto conoscerò questo segreto di Fatima, disse
Santoro.
-E' per un'operazione di polizia internazionale, disse Thompson.
Un'esca!
-Un'esca...fece Santoro. Di tutte le cose che poteva dire, questa
è la più comica in assoluto. E lei si aspetta che me la beva?
Guardi che so tutto. L'operazione è di spaccio internazionale, altro
che di polizia!
Thompson a quel punto stava pensando a quali carte giocarsi.
-Maresciallo, le ripeto. Cessi immediatamente questa
sceneggiata e se ne vada. E io farò finta che non sia successo
niente.
-Secondo lei Carvalho a questo punto che cosa avrebbe fatto.
Thompson accusò il colpo. -Carvalho? Lei conosceva Carvalho?
-L'ho conosciuto al corso, disse Santoro. E se quel poco che
l'ho conosciuto mi potesse dare la cifra morale di quell'uomo,
be', caro Maggiore, crede che Carvalho se ne sarebbe andato?
-Infatti. E per questo è morto, disse Santoro.
-Ucciso da lei, giusto? Santoro pregò che Thompson rispondesse
in modo adeguato. E pregò anche perchè Cazzaniga fosse riuscito
ad attivare il registratore del telefono.
-Non da me, no...disse Thompson...e sorrise. Queste incombenze
le lascio a quelli di infimo grado.
-Quindi lei è il mandante, giusto?
Thompson sorrise.-Carvalho si era messo a fare un gioco troppo
rischioso. Proprio come lei. E guardi che fine ha fatto. Lei vuole
morire? Non credo. Abbassi la pistola, la prego.
Per tutta risposta disse-che fine gli ha fatto fare, disse Santoro.
-Che differenza fa? Tanto lo avrebbero ucciso comunque. Era un
poliziotto e i poliziotti muoiono. Quelli stupidi!
Era una confessione. Santoro disse a Cazzaniga di ammanettare i
due sodali di Thompson. Cazzaniga lo guardò esterrefatto.
-Sciur Marescial, non le ho portate con me, disse. Santoro si mise
una mano in fronte. Poi si riebbe.-Non c'è problema. Cazzanì.
Squestra le pistole dei nostri due amici e chiama un taxi.
Cazzaniga eseguì.
-Come hanno fatto a farle passare dal metal detector? Chiese a
Santoro.
-Semplice: immunità diplomatica.
-Ecco, appunto. Maresciallo, disse Thompson. Io e i miei due
colleghi godiamo dell'immunità diplomatica. Non può arrestarci.
Siamo cittadini inglesi.
-Olandesi, prego, disse Santoro.
Thomspon sorrise. Appariva tranquillo e sicuro di sè. Per nulla
turbato da quello che stava accadendo.
-E' una copertura per l'operazione, Maresciallo, semplice.
-See, see...Elementare Thompson, disse Santoro. Cazzaniga
sorrise a mezz'asta.
Scesero a piedi: Santoro dietro Thompson che era dietro a Cazzaniga
che era dietro i due agenti che scortavano Thompson. La pistola
spianata. Thomspon sapeva che, per quanto buffi, i due Carabinieri
erano in grado di sparare. Per cui non fece niente. Pensava che
se la sarebbe sfangata con altri mezzi.
Salirono sul Taxi. Santoro dietro con Thompson e i due suoi Agenti.
Cazzaniga davanti. Si voltò e tenne di mira gli inglesi. Il taxi
stracolmo, si mosse verso Corso Buenos Aires. Thompson disse
qualcosa in inglese ai suoi agenti. I due risero di gusto. Santoro
aveva percepito che Thompson li aveva tranquillizzati con una
battuta maldestra sull'inefficienza degli italiani. Porpora guardò il
taxi muoversi verso il corso. Aveva ancora il vassoio con i tre spritz
in mano. Ne prese in mano uno e se lo scolò. Posò il bicchiere.
Fare il receptionist all'Hotel Colombia, era meglio che vedere un film
al Multisala di Viale Sarca. Qui ci potevi partecipare,
pensò.
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