sabato 9 ottobre 2021

Lisboa 37

Notte inoltrata. Quasi le 3. Un taxi scaricò Santoro da qualche 

parte in Bairro alto. Santoro non sapeva dove fosse. Era 

naturale, pensò. Per uno che non era di quelle parti. Di Lisbona. 

Neanche la Alves dava l'impressione di sapere bene dove fosse. 

Avevano bevuto parecchio. Vino bianco. E anche se era buono 

dava pur sempre alla testa. Bevuto in quantità elevata.

Si incunearono fra i vicoli. La Alves barcollava e ridacchiava. 

Santoro era un pò preoccupato.

Per la sua missione del giorno dopo. E non avevano ancora 

definito alcun particolare. Tipico dei portoghesi. Tipico del sud del 

mondo. Immaginò che ancora una volta avrebbe dovuto 

improvvisare.

Come i marines. Ma i marines erano pur sempre i marines. E lui 

era un semplice Maresciallo dei Carabinieri. Poi si disse, al 

diavolo i pregiudizi. I marines le avevano prese di santa ragione

dappertutto nel mondo. Erano i film americani che li avevano 

fatti sembrare imbattibili.

Quello che avevano perso sul terreno se l'erano ripreso 

attraverso Hollywood. 

Ad un certo punto, Daniela Alves disse che erano arrivati. 

Davanti ad un portoncino la Alves infilò una chiave nella toppa. 

Aprì il portoncino. C'era una scala da salire. Poco male, pensò 

Santoro. Mi servirà per svegliarmi.

Salirono reggendosi alle pareti laterali. Una volta in casa la 

Alves disse a Santoro di togliersi l'impermeabile. Avrebbero 

bevuto del Porto e pianificato la giornata successiva. Che poi

era quella. La nozione del tempo stava sfuggendo di mano alla 

portoghese, pensò Santoro.

Si sedettero ad un tavolo lì di fronte ad un cucinino. Daniela 

Alves prese una bottiglia di Porto

da qualche parte. E riempì due bicchieri. 

-Alla salute, disse. 

Urtarono i bicchieri. E sorseggiarono. Era un ottimo porto. 

Daniela Alves fece il bis. 

Santoro declinò.

-Domani mattina, verso mezzogiorno, andremo in aeroporto, 

disse la Alves.

-Tu avrai dei baffi posticci e documenti falsi. Ho già pianificato 

tutto.

-Sei sicura che Thomspon non mangerà la foglia?

-In che senso, disse la Alves.

-Che non se ne accorgerà.

-Garantito. Entrerai un pò in ritardo e dalla parte posteriore 

dell'aereo. Thompson sarà già seduto. I suoi due uomini a 

fianco. 

Non ti vedrà. Non si accorgerà di niente. Una volta a Milano 

starai attento a non farti notare. Sarai l'ultimo a scendere 

dall'aereo. Non dovrebbe esserti difficile.

-Si può fare, disse Santoro. E poi che faccio?

-Poi sei a casa tua. Sul tuo terreno di caccia. Thompson deve 

lasciare la sua valigia ad un altro corriere. Che deve partire 

per Roma. Lì, presumo, la droga sarà smerciata. 

-Sì, d'accordo. Ma io che devo fare?

-Devi intervenire nel momento in cui Thompson passa il carico. 

Intesi?

-Più facile a dirsi che a farsi. E' proprio necessario che io 

intervenga in quel momento? E se lo becco prima, con il carico al seguito?

-Non è una cattiva idea. Ma sarà difficile farlo prima. Sarà 

protetto dai suoi complici. E dall'immunità diplomatica. E 

non sappiamo se lo scambio avverrà all'aeroporto stesso o da 

qualche altra parte.

-Dove?

-In albergo, per esempio. Se va in albergo con il carico, be', lo 

scambio potrebbe avvenire lì. 

In effetti, ora che ci penso, all'aperto e, specialmente in 

aeroporto, potrebbe essere più rischioso, 

per lui. Ci sono molti occhi che osservano. E telecamere.

-Giuste osservazioni...Posso farti una domanda?

-Dimmi, accennò Daniela Alves.

-Come fai a reggere così bene l'alcol? Due minuti fa sembravi 

fuori combattimento. Ora invece sembri già aver smaltito la 

sbornia.

-Io l'alcol lo reggo. Al contrario di te, maresciallo. Peccato.

-Peccato perchè? Chiese Santoro.

La Alves lo osservò molto attentamente. Lo stava studiando 

come se lei fosse una creatura aliena 

e Santoro avesse invaso il suo pianeta. Il suo spazio. Come Alien 

versus Predator, pensò Santoro.

Aveva visto quel film una volta quando non aveva niente da fare 

e aveva lo stereo rotto. Non potendo ascoltare Yuja Wang fece

 un pò di zapping tra i canali. 

La tv non la vedeva quasi mai. 

La tv aveva la funzione di avere un mobile per la tv sul quale 

poggiava di tutto. Persino i preservativi. Adesso che ci pensò 

dovevano essere scaduti. Dato che era parecchio che non si dava 

da fare in quel campo. E che in Portogallo sembravano fuori 

moda.  Secondo le sue recenti esperienze.

Poi Alien fece la sua mossa. Agguantò Santoro-Predator e 

attaccò le sue labbra a ventosa alle sue

Predator predato, pensò a Santoro. Non si ricordava chi avesse 

vinto nel film. E non gli parve una cosa buona. 

La Alves trascinò Santoro in camera da letto. Che era attaccata

 alla cucina come le labbra di Alien-Alves alle sue di Santoro-

Predator.

Non sapeva cosa sarebbe successo. Non reggeva l'alcol per via 

della colite. Ma quando sei in debito, riguardo a questioni di sesso, 

non si sapeva mai cosa poteva accadere.

La Alves lo baciava dappertutto. E Santoro-Predator-Predato, 

alla fine si ricordò che nel film non si capiva, alla fine, chi aveva vinto. 

Per cui si mise l'animo in pace e si lasciò andare.

Dieci minuti dopo si stava dando da fare come un giovincello 

qualunque reduce da una lunga astinenza sotto gli occhi meravigliati 

ed estasiati di Daniela Alves.

Al termine Daniela Alves tirò fuori da qualche parte uno 

spinello già preparato. Santoro la guardò meravigliato.

-Che c'è? Ti meravigli? Non è eroina. O cocaina. E' mariujana. 

Una pianta.

-Anche la cocaina e l'eroina vengono da piante.

-In teoria. Ma la cocaina e l'eroina che vendono ai consumatori 

occidentali è più polvere di talco che altro. E altre schifezze peggiori.

-In effetti...ci puoi fare le strisce pedonali, disse Santoro. La 

Alves rise di gusto.

-Devo dirti una cosa, disse a quel punto Daniela Alves, mentre 

tirava qualche boccata alla canna. 

-Dimmi pure, disse Santoro.

-Non mi immaginavo che ci sapessi fare così. Adesso se ti 

fumassi uno spinello con me e ricominciassimo, sarebbe perfetto. 

Meglio che con qualunque giovane palestrato. Questi ragazzi

di oggi...sono tutti maricones. E sottolineò "maricones" ad alta 

voce.

-Be', che ci vuoi fare. Soffriranno del complesso di Edipo, disse 

Santoro per alleggerire la conversazione.

-Vi fanno corsi di psicologia, a voi dei Carabinieri? Chiese 

ironica la Alves.

-No. Era una battuta.

-Dico sul serio. Adesso fumi con me e lo rifacciamo. E' 

incredibile, sai? Non sei per niente atletico. Ma è come baci e 

come tocchi che mi fa impazzire. E poi hai un buon odore. Di

maschio.

-Anche tu hai un buon odore...disse Santoro.

-Che intendi dire?

-Quello che ho detto.

-Volevi alludere al fatto che sono negra?

Santoro sorrise. Raccolse le idee. Doveva stare attento a quello 

che avrebbe risposto.

-Senti, Daniela...Hai detto che vuoi fare carriera nel tuo lavoro. 

Per riscattare la tua condizione di figlia di migranti di colore, 

giusto?

La Alves non disse niente. Lo osservava e si limitava ad 

ascoltarlo.

-Non mi rispondi. Silenzio assenso. Ascoltami attentamente. 

Potrai fare tutta la carriera che vuoi.

E magari ci riuscirai. Ti auguro di riuscirci. Ma non sarai mai 

un bravo comandante se non ti libererai del tuo complesso di 

inferiorità. Se io dico che hai un buon odore e tu fraintendi per il 

fatto che io sono bianco...be', amica mia, sei messa male. Potrai 

diventare anche generale. Ma non sarai mai sicura di essere 

rispettata come donna, come nera. E soprattutto come generale.

Capisci cosa voglio dire?

-Più o meno, disse la Alves.

-Comunque hai un buon odore, ribadì Santoro. Un odore di 

selvatico. Un odore di sudore. Qualcosa che in questi tempi di 

creme e profumi che nascondono la condizione di scarsi lavaggi 

corporali, in molte donne, specie bianche, ti rende estremamente 

umana. E quindi, per me, estremamente appetibile. Sono stato 

più chiaro, adesso?

La Alves restò seria. Poi scoppiò improvvisamente a ridere.

-Ho capito...guarda che lo so. Ti mettevo alla prova. Dopotutto 

non ti conosco bene. Certo, però, che tu dici le cose, con estrema 

serietà, come un professore...e poi a letto sei un perfetto 

mandrillo...mi fai ridere.

-L'importante è che tu non abbia riso durante. Sarebbe stato un 

brutto segnale.

La Alves rise di nuovo di gusto. Finì di fumare il suo spinello e 

disse- andiamo a dormire, che è meglio. Dobbiamo recuperare

 energie per domani.

-Sono d'accordo, disse Santoro. E poi io in certe cose sono come 

Paganini. E Paganini non replica. Buona la prima. E ritiriamoci da vincenti.

La Alves lo osservò sorridendo.- E' una decisione saggia. A volte 

per esagerare si finisce per rovinare le cose.










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