lunedì 26 luglio 2021

Lisboa 32

 Mentre saliva per le scale del palazzo in Baixa Chiado dove si

 teneva il corso di aggiornamento interforze sui crimini

 informatici, gli squillò il nokia. Era Gianuli. Santoro sollevò gli

 occhi al cielo e imprecò mentalmente nel suo dialetto d'origine.

 Non diceva mai parolacce ad alta voce, in generale. Ma

 interiormente diceva a se stesso di tutto, nel suo dialetto

 d'origine. Rispose-Buongiorno, Signor Capitano, come va?

-Come va lo chiedo io a lei, Santoro. Dal momento che sembra

 scomparso. Dopo questa storia dell'appendicite! Replicò il

 Capitano Gianuli con fare sarcastico. Delle due l'una, o Gianuli

 intuiva qualcosa o Gianuli sapeva tutto. Ma non aveva molto

 tempo per occuparsi di questo, in quel momento. 

-Volevo appunto dirle che ho recuperato, disse mentendo, e che

 sto per assistere alle conclusioni del corso interforze sui crimini

 informatici...Così almeno potrò riferire le conclusioni. Una volta

 rientrato in patria.

-Uhm, fece Gianuli, vedremo se non ci saranno altre sorprese,

 disse.

-Ma quali sorprese? Può capitare di star male ogni tanto, no,

 capitano?

-Signor Capitano, Maresciallo, SIGNOR CAPITANO! Non

 dimentichi l'educazione formale della nostra Arma. E spero che

 non  l'abbia dimenticata nemmeno durante il corso. Per quel

 poco che l'ha frequentato.

-Non mancherò, signor Capitano...Ehm..Ora mi scusi ma devo

 andare, sono in ritardo.

-E' naturale, sennò che Maresciallo Santoro sarebbe, disse

 Gianuli beffardo. Santoro chiuse lo sportellino. Gianuli non

 avrebbe mai capito dove sarebbe stato mandato nei pensieri di

 Santoro. Ma il maresciallo giurò che ne avrebbe avuto il

 sospetto.

Una volta entrato nell'auletta del corso, vide che erano tutti al

 proprio posto. Thomson stava parlando. Santoro salutò con la

 mano, dando cenno come per scusarsi, per il ritardo. Vide che il

 posto di Carvalho era vuoto. E si andò a sedere proprio lì.

 Thompson lo squadrò con un certo sospetto. Poi continuò a

 parlare. Andò avanti un bel pò. Le conclusioni del corso

 prevedevano la snocciolatura di statistiche sui vari crimini

 informatici: truffe, virus che catturavano informazioni, crimini

 sessuali. Nessun accenno a droga e affini. E questo a Santoro

 sembrò piuttosto sospetto. Così, senza neanche rendersene

 conto, alzò la mano. Thompson lo ignorò, ma il francese

 interruppe il Maggiore inglese e gli dette la parola. Santoro lo

 ringraziò.

-Buongiorno, disse in inglese, vorrei fare una domanda, se è

 possibile. Thomson gli dette un cenno di assenso con il capo.

-Vorrei sapere come mai, riguardo ai crimini informatici, non è

 stato fatto cenno a traffici di droga. Il web sembra proprio un

 ambiente adatto a questo tipo di traffci, non crede, Maggiore Thompson?

Tutti i presenti guardarono prima Santoro. Poi Thompson. Come

 se stessero assistendo ad un incontro di tennis. Gli altri relatori

 seduti al tavolo, fecero lo stesso. Attendevano una risposta ad

 una domanda che pareva pertinente.

Thompson tossì. Come se stesse prendendo la rincorsa, per

 pensare a cosa sarebbe stato più opportuno dire. Poi fece-scusi,

 con chi ho il piacere? Chiese.

-Sono il Maresciallo Santoro, dei Carabinieri, Italia, disse

 Santoro.

-Ah, fece Thompson sogghignando, italian, aggiunse come a

 volersi fare beffe del Maresciallo a causa del suo paese di

 origine.

-Italian, sure, why? Rispose Santoro alquanto piccato.

-O niente, niente...Voi italiani siete bravi sempre a colorire le

 cose, disse Thompson.

-Ho fatto una semplice domanda, Signor Maggiore. Io sono

 mancato a molte lezioni per motivi di salute, ma non credo che

 questo tema sia stato affrontato durante il corso. Come mai?

 insistette il maresciallo pugliese.

-Perchè non è una materia del corso, disse Thomspon poco

 convintamente. Tutti lo osservarono esterrefatti.

-Mah...Con tutto il rispetto io non credo, disse Santoro. La

 tensione nell'aria dell'auletta cominciò a tagliarsi con il coltello. 

-Lei può credere quello che vuole. Adesso, se non le dispiace,

 finisco il mio intervento. Soddisfarà le sue curiosità leggendo la

 brochure che distribuiremo al termine del corso.

-Brochure sulla quale, immagino, non ci sarà scritto nulla

 sull'argomento traffico di droga tramite internet. O sbaglio?

Thomspon sorrise istericamente. Continuò la sua lectio

 magistralis. Riprese a snocciolare dati. Su crimini non meno

 gravi. Ma omettendo l'argomento droga. E forse non era un

 caso, pensò Santoro. 

Al termine della conferenza di Thompson, non ci furono altre

 domande. Tutti i presenti si guardarono bene dal farne.

 All'insegna del non calpestare i piedi all'orso con un favo di

 miele nelle mani. Oppure perchè erano stanchi e volevano

 tornarsene a casa.

Si alzarono tutti in piedi e Santoro stava per avvicinarsi a

 Thomspon, solo che in quel momento, due uomini gli si

 affiancarono. E con molta circospezione, senza dare nell'occhio,

 fecero segno a Santoro di seguirli. Santoro notò il rigonfiamento

 delle loro pistole sotto i loden verdi. Il Maresciallo fece come

 dissero. Uscirono dall'auletta, mentre tutti erano intenti nei

 convenevoli finali. Gli scelti dell'interforze europea riuniti e non

 si erano accorti che qualcuno stava "rapendo" Santoro.

 L'Europa era davvero in buone mai, pensò ironicamente.

Gli uomini , scortando Santoro, scesero le scale con una certa

 rapidità. Una volta fuori fecero pochi passi. Santoro non disse

 niente. Ne' aveva urlato niente nell'auletta per  attirare

 l'attenzione. Forse perchè voleva sapere chi c'era dietro quello

 strano rapimento. Docilmente si fece portare dietro l'angolo.

 Adesso mi sparano alla nuca, pensò. Pensò a Padre Pio. Non

 sapeva pregare. Ma pensò a Padre Pio. Che pugliese sarebbe

 stato se non avesse pensato a Padre Pio?

Si avvicinarono ad un furgone. Uno dei due uomini, due

 portoghesi, bussò al portello del furgone. Il portello si aprì.

 Fecero salire Santoro nel furgone. Ah, ok, pensò Santoro. Mi

 spareranno più tardi. Ma non ho lo stesso il tempo di imparare a

 pregare. Lo fecero sedere sul lato del furgone. Il furgone partì. I

 finestrini del furgone erano oscurati. Si poteva guardare fuori

 ma da fuori non si poteva vedere dentro il veicolo. Santoro si

 sedette e attese. Gli uomini che lo avevano preso in consegna

 confabulavano tra loro. Avevano tirato fuori le loro Glock. Arma

 in dotazione alle forze portoghesi, pensò Santoro. Ma magari

 sono al servizio degli inglesi. O dei libanesi.

Gli uomini stavano commentando tra loro, con meraviglia, del

 perchè Santoro non avesse chiesto niente. La cosa appariva loro

 alquanto strana. 

Tanto a che sarebbe servito chiedere? Pensava Santoro. Non gli

 avrebbero di certo risposto. Quei tizi erano dei fattorini e lui il

 pacco. I destinatari li avrebbe conosciuti di lì a poco. Oppure

 avrebbe scoperto se c'era un al di là. 

Dopo un pò di chilometri di saliscendi, Santoro avvertì che il

 furgone era entrato in qualche luogo chiuso. O almeno questa fu

 la sua sensazione.

Il veicolo si fermò. Uno dei due portoghesi in loden aprì il

 portello. Fuori c'era luce. Sembrava l'interno di un magazzino.

 Non voglio morire in un magazzino, pensò Santoro. Si preparò

 quindi a fare qualcosa di rapido per sottrarsi a quella

 situazione. Doveva agire più in fretta di quanto stesse pensando.

 Scese dal furgone. Aveva un faro puntato in faccia e davanti a

 lui c'erano due sagome umane. Ma Santoro non riusciva a

 scorgerne il viso. Spensero il faro e dopo qualche secondo

 Santoro riuscì a scorgere i volti delle sagome umane. Erano

 Fonseca e Quaresma. Ok, pensò, non erano due sagome umane.

 Diciamo due sagome e basta. -Porco giuda, disse, il gatto e la

 volpe.

I due si guardarono l'un l'altro interrogativi.

-Lasciamo stare, un'altra volta ve la spiego, disse Santoro

 sorridendo ironicamente.


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