giovedì 30 settembre 2021

Lisboa 33

 Santoro fu condotto dai due uomini in loden oltre il Colonnello

 Fonseca e Quaresma. Passando in mezzo ai due uscì dal raggio

 del faro che gli puntava contro. Osservò che erano in una specie

 di magazzino. Face una ventina di metri, mentre Fonseca e

 Quaresma chiudevano il piccolo corteo. Entrarono in una

 stanza. Dentro c'erano delle sedie , una scrivania ed una 

poltrona  dietro la scrivania. Gli uomini che controllavano

 Santoro lo invitarono a sedersi davanti alla scrivania. Fonseca

 girò a lato e si accomodò sulla poltrona dietro la scrivania.

 Quaresma si sedette davanti alla scrivania a fianco al

 maresciallo pugliese. Fonseca fece un gesto rivolto ai due

 accompagnatori di Santoro indicando si liquefarsi. Poco dopo i

 due sparirono dietro alla porta dalla quale poco prima erano

 entrati. La richiusero alle loro spalle. Si fece silenzio. Santoro

 osservava Fonseca e Quaresma, alternativamente. Con un'aria

 interrogativa. Non era preoccupato. Francamente ne aveva gli

 zebedei pieni. Almeno ci avrebbe capito qualcosa, di lì a poco, in

 quella vicenda.

-Allora? A cosa debbo l'onore, disse in tono ironico, immagino

 che questa piccola riunione, ormai, di famiglia, decreterà il mio

 futuro!

-E' preoccupato? Disse Fonseca in tono lieve.

-Non particolarmente, disse Santoro.

Fonseca fece un cenno a Quaresma. Erano entrambi in borghese,

 spolverini caffellatte e scarpe comode paramilitari.

-Maresciallo, l'abbiamo convocata per spiegarle la situazione,

 disse Quaresma.

-Sono tutt'orecchi, fece Santoro.

-Lei ficcando il naso nelle nostre faccende ha rischiato di

 mandare a monte le indagini su un grosso traffico di

 stupefacenti a cui lavoriamo da anni, disse Quaresma.

-Davvero? Non me lo dite....Disse Santoro ironico.

-Sì, disse Quaresma...Tiago Carvalho stava per scoprire e

 incastrare i mandanti di questo traffico...Ed è questo il motivo

 per cui è stato ucciso.

-Ma come, non si era suicidato? Disse Santoro.

Quaresma tacque. Evidentemente era il turno di Fonseca, quanto

 a parlare.

-Maresciallo, lei lo ha capito subito che Carvalho non si è

 suicidato. Dev'essere un ottimo investigatore, nel suo paese. Ha

 intuito, non so come, dopo solo un giorno di frequentazione del

 sottufficiale Carvalho che non poteva essersi suicidato. Tanto

 meno tramite l'uso di droghe. 

-Già, disse Santoro.

-Già cosa? Chiese Quaresma.

-Sono un ottimo investigatore...Nel mio paese, ha detto il

 colonnello. Ma vedete c'è un errore nella sua frase.

-Quale errore, chiese Fonseca incuriosito.

-Io sono un ottimo investigatore. Punto.

Fonseca sorrise. Quaresma restò serio.

-Non è il momento di scherzare...Disse Quaresma, lei con la sua

 sortita al museo d'Oriente, ha corso il rischio di interrompere la

 catena umana che trasporta droga sino ai mandanti del traffico,

 si rende conto? Non so se il sottufficiale Alves riuscirà, ne',

 francamente, come, riuscirà, a far giungere la valigetta con la

 merce allo scambio successivo. Per poi seguirne il percorso. Lei

 ha creato un problema. Un grosso problema.

-Ma non ci davamo del tu? Disse Santoro.

-Ora non è il momento, rispose Quaresma.

-Ora che avete scoperto cosa so...Be', non vi servo più. Immagino

 che mi arresterete per l'affaire di Vanessa Dias.

-Il video del suo amplesso è scomparso, disse Fonseca,

 ammiccando.

-Quindi sapete che non sono stato io a uccidere quella ragazza...

Fonseca annuì. Quaresma confermò.

-Chi è stato?

Fonseca e Quaresma tacevano.

-Non ha importanza.

-Ne ha , invece, per me. A proposito, dov'è quel mattacchione di

 Botelho? Si sta alcolizzando e impasticcando prima di portare a

 termine qualche altro lavoretto per "il gatto e la volpe?"

Fonseca e Quaresma si guardarono interrogativi.

-Il gatto e la volpe? Fece Fonseca.

-Mai letto Pinocchio di Collodi?

-No, disse Fonseca.

-No , disse poco dopo Quaresma. 

-Immaginavo, voi due non avete l'aria di passare molto tempo a

 leggere, pero Pinocchio usato come sinonimo per voi due,

 scommetto che lo capite.

I portoghesi si guardarono.

-Le stiamo dicendo la verità.

-Voglio sapere della Dias...e di Bothelo.

Fonseca restò in silenzio. Poi fece un cenno con il capo a Fonseca.

-La Dias faceva parte dell'organizzazione che stiamo studiando

 da anni. Era un'intermediaria e curava una sezione

 dell'organizzazione dedita allo spaccio. Cocaina, eronia...Ma

 anche nuovi tipi di droghe. Sintetiche, a quanto pare. Era una

 specialista.

-Uh...E com'è morta si può sapere?

-Mentre la inseguivamo per arrestarla, ha reagito facendo fuoco:

 abbiamo dovuto eliminarla.

-Chi l'ha eliminata, Botelho?

-No di certo, disse Quaresma. Botelho è un agente infiltrato. Ha

 solo accompagnato altri membri dell'organizzazione a portare il

 corpo della Dias lì dov'è stato trovato.

Santoro riflettè qualche secondo sulla veridicità o meno di quello

 che i due portoghesi gli avevano fino a quale momento riferito.

-E Merzagora? Che c'entra in tutto questo?

Fonseca lo guardò in modo molto serio:-tutte le polizie de mondo

 si servono di ex agenti segreti. Dovevamo essere al corrente di 

quello che lei  sapeva. Capisce? Non volevamo correre rischi su

 Carvalho. Non doveva venire fuori che stava indagando su una

 pista buona e che stava per scoprire chi fosse il capo di questa

 organizzazione. Per stampa e opinione pubblica doveva

 sembrare che Carvalho fosse morto per droga. Il contrario di

 com'era morto. E cioè ucciso perchè si era avvicinato molto a

 questo Cartello, chiamiamolo così. Nessuno doveva sapere.

 Merzagora era deputato al suo controllo, Maresciallo.

-Certo, quelli del Cartello sapevano la verità, ma non dovevano

 capire se altri oltre a Carvalho sapevano qualcosa o stavano

 indagando nella stessa direzione, continuò Quaresma...Le

 circostanze in cui è stato ucciso, comunque sono reali. Qualcuno

 gli ha iniettato una dose letale di eroina purissima...Il cuore non

 ha retto. Ovviamente era legato e imbavagliato, durante

 l'operazione. 

-Marzagora mi controllava, dite. Ma, al tempo stesso, mi usava!

 E anche lei, Quaresma!

-Mi dica una cosa, gli chiese a quel punto Fonseca, cambiando

 discorso,  com'è arrivato lei alla valigetta e al museo d'Oriente?

-Vi ho seguiti. Come avrebbe fatto qualunque detective che

 avesse sentito puzza di bruciato...Lo so dove vuole arrivare. Vuol

 sapere se so di Thompson....

Fonseca osservò Quaresma. I due comunicavano

 telepaticamente, pensò Santoro.

-Lei deve andarsene stasera. Le abbiamo già riservato un volo

 sulla Tap. Per Milano. Quaresma stesso la accompagnerà

 all'aeroporto. E si assicurerà che prenda quel volo. Vero? Disse

 con espressione severa, Fonseca.

Santoro non disse niente. Dopotutto aveva fatto il possibile, per

Carvalho. Il suo recente defunto amico. 

-Non mi sembra che la mia presenza non vi sia stata utile, disse

 Santoro.

-Si, ma ha corso il rischio di rivelare che Carvalho non era morto

 per droga. Creando un disturbo nell'indagine. Lei ha idea di

 quanti giornalisti investigativi e bloggers avremmo avuto alle

 calcagna? Impossibile svolgere un'indagine seria, in questo

 modo, disse ancora Fonseca.

Poi il colonnello fece un gesto verso Quaresma. Era ora di

 andare. Di accompagnare Santoro all'aeroporto.

Mentre era in macchina con Quaresma, diretti all'aeroporto di

 Lisbona, Santoro rifletteva. Era tutto molto strano. Il racconto

 dei due, momentaneamete soprannominati, il gatto e la volpe,

 poteva essere plausibile. Ma perchè togliersi lui dai piedi, con

 quella fretta? Dopotutto avrebbe potuto fargli comodo. Ora che

 sapeva come stavano le cose, avrebbe potuto indagare nella

 direzione giusta. La sua impressione era che non si trattasse di

 semplice gelosia professionale , ne' di un qualche conflitto di

 attribuzioni. No. Ci doveva essere dell'altro. Ma se avesse preso

 l'aereo per Milano, non l'avrebbe mai scoperto.

-Spero che quando concluderete l'inchiesta, riabiliterete

 Carvalho?...Disse improvvisamente Santoro ad un, fino a quel

 momento, silenzioso, Quaresma.

-Naturale, disse Quaresma. Ma il tono usato dal sottufficiale

 portoghese, parve a Santoro, opposto al significato di quella

 parola.

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