Santoro stava bevendo un deteinato, Cin Cin Bar, maggio 2018. Lo sorseggiava con calma. Intorno un chiasso d'auto, passeggini, bambini frignanti , cani scacazzanti e rumore di macchina da bar per caffe e affini. Aspettava Ahmed. Poco dopo, macilento, sfumacchiante, ad andatura lenta e inesorabile come un fennec dei deserti, Ahmed apparve a pochi metri. Non lo aveva visto arrivare e la sua apparizione gli ricordò un passo del Corano che parlava dei Jinn, apparizioni maligne a metà fra gli angeli e gli umani.
Con un gesto lo invitò a sedersi.
-Allora, Ahmed, che nuove mi porti?
-Non so nome ma posso dire come era vestito quello che sparato a tuo collega.
-Uhm...e com'era vestito? Lasciami indovinare, impermeabile nero, capello e sciarpa che copre il viso, giusto?
Santoro gli voleva tendere un trabocchetto.
-No. Magro, viso scuro, fumare molto, impermeabile bianco...
Bingo! Pensò Santoro, la descrizione esatta di Nepoti . Ma non c'erano foto e non era una prova. Ma per Santoro valeva molto. Quel bastardo aveva tentato di ammazzare il maresciallo Ambrogio Cazzaniga. Aveva varcato il confine. Era un criminale, per lui. Furbo, sfuggente, protetto. Ma criminale. Era una questione di tempo.
-Uhm, fece Santoro, ascolta Ahmed, devi farmi un altro favore.
-Un altro? Ancora?
-Scusa, qual è il problema?
-Non potere dire in giro fare ricerche ad altri amici...loro poi non fidare più di me...
-Ho capito. E da quando voi criminali avete un codice? Cazzo siete, dei telefonini?
-Non capito. Era battuta?
-Più o meno. Stammi a sentire e non accetto rifiuti. Devi organizzare un incontro con due tizi. Devi proporgli un affare. Ma non un affare da pezzenti, come i tuoi solito affari...che, del resto, ti hanno permesso di restare fuori libero e bello....perché chi vende marijuana, finchè questo cazzo di paese non la liberalizza, merita di guadagnarci su...rispetto a uno stato che vende tranquillamente veleni come tabacco e alcolici e ci guadagna su. Ma queste considerazioni tienile per te. Ma torniamo all'affare. Devi metterti in contatto con due tizi di cui ti darò nomi e indirizzi. E devi proporgli di farti finanziare per un movimento.
-Che movimento?
-Come li chiamate voi gli arrivi di droga? Io li chiamo movimenti. Non è che la droga appare per magia! Qualcuno la trasporta. Quindi è un movimento, no? Echeccazzo!
Ahmed aveva capito che doveva "stare schiscio", come avrebbe detto il Cazzaniga in quel suo milanese impeccabile.
Santoro chiese a Nando di portargli carta e penna. Nando gliele procurò in un batter d'occhi.
Santoro scrisse sul foglio i nomi e gli indirizzi di Nepoti e di Sponzini. Piegò il foglio in due e lo consegnò ad Ahmed.
Ahmed lo osservò con una certa preoccupazione.
-Ahmed, sono incazzato nero. Devi farmi questo favore , dopodiché ti prometto che ti lascerò in pace per sempre.
Ahmed non fece nessun movimento con il viso. Ascoltava freddamente.
-Uno di questi due, quello che si chiama Carlo Nepoti...beh, a lui devi stare molto attento. E' della polizia. Naturalmente è un corrotto. Ma i suoi amici poliziotti non lo sanno. O fanno finta di non saperlo.
Ahmed se ne stava con il foglio in mano.
-Che c'è? Non ti senti all'altezza?
-No, disse Ahmed.
-Beh, scordati che scelga qualcun altro. Non c'è tempo e io ho te sotto mano.
-Quando?, chiese Ahmed con una certa rassegnazione.
-Per ieri, disse Santoro.
Ahmed si alzò con quel foglio in mano. Lo teneva in mano , chiuso e lo osservava. Come se ci fosse scritta su la propria condanna a morte.
Santoro sapeva che Ahmed stava per correre dei rischi. Lo stava usando. Era stato machiavellico, in questo senso. E non era suo costume. Ma il gioco si era fatto duro e risolvere la cosa , con ogni mezzo necessario, come avrebbe detto Malcom X, gli sembrava l'unica soluzione praticabile. C'era un uomo che giaceva intubato in un letto d'ospedale. E glielo doveva.
Passarono tre giorni e Ahmed non si fece vivo. Poi il quarto giorno, secondo le sacre scritture, si presentò al Cin Cin Bar, e si sedette al tavolo del maresciallo. Santoro nel frattempo era stato a far visita a Cazzaniga. Ambrogio Cazzaniga aveva ripreso conoscenza. Santoro ci aveva parlato. E aveva scoperto altri particolari interessanti, che gli sarebbero serviti per un eventuale piano B.
-Allora, Ahmed, cosa prendi?
-Un caffè, disse Ahmed.
Era scuro in viso.
-Che c'è, t'ha morsicato la tarantola? , disse Santoro.
-Fatto quello che mi chiesto.
-Veramente?
-Sì.
-Beh, non credevo che ci saresti riuscito. Racconta un po'...
-Domani io ho appuntamento in area di parcheggio tangenziale ovest, disse Ahmed...
-Uhm
-Arrivare merce da Marsiglia. A Marsiglia arrivata da Spagna...
-Merce? Che merce?
-Cocaina, disse Ahmed.
-Cocaina?
-Sì...o pensava che questa gente si muoveva per marijuana o hashish? Con hashish fare la fame. Cocaina fa guadagnare..
-Cioè? Fammi capire, tu hai organizzato un traffico di cocaina?
-Importante è risultato, disse Ahmed.
-Sì, mah...
-Sì mah un cazzo, maresciallo...portato loro un sacchetto per provare...
-Sì, ma dopo quella roba la consegni a noi dei carabinieri...
-Perché?
-Come perché? Io non ti ho autorizzato ad organizzare un traffico di cocaina...
-Secondo te come convincere loro...
-Uhm...d'accordo...per il momento lasciamo perdere questa faccenda...raccontami come li hai convinti?
-Non è stato difficile. Andato a casa di quello ricco. Sponziello...
-Sponzini...
-Sì, Sponzini...con un sacchetto di neve...lui ha assaggiato. Quello uomo è un figlio di puttana esperto...
-E che hai detto?
-Detto lui che potevo fare arrivare da Marsiglia carico grande....
-Grande quanto?
-GRANDE, disse Ahmed con gli occhi spiritati. Tanto grande da non lavorare più tutta la vita.
-Non lavorare tutta la vita chi?
-Tutti. Io, lui e figlio di puttana di Polizia!
-Ma tu già non lavori, disse Santoro.
-Hai capito, maresciallo...
-Uhm, vai avanti...
-Lui fatto telefonata davanti a me a altro. Al telefono chiamava lui Carlo. Stesso nome di sbirro...
-Già, disse Santoro. Quei figli di puttana sono in affari da molti anni. E si reggono il gioco. Ora capisco. Sponzini ha bisogno che Nepoti rimanga nella Polizia: per insabbiare indagini scomode. Proprio una bella associazione a delinquere.
-Sì, capito tutto...
-Sì ma adesso che hai combinato l'incontro, come fai ad essere sicuro che verranno tutti e due nel momento in cui, presumo, scambierete la cocaina con "il dinero"?
-Perché lui detto me che aveva socio . E che socio doveva essere presente a scambio!
-Bingo! Non lo so, però...mi sembra troppo semplice...
-Io credo loro avere organizzazione potente. Non avere paura di nienti....
-Può essere...E...l'appuntamento per lo scambio ci sarà domani in questo fatidico parcheggio in tangenziale ovest?
-Sì, dove parcheggiano camionisti...
-La roba è già passata dalla frontiera?
-Già passata...
-Ahmed, sei un figlio di puttana, disse Santoro.
Ahmed non sorrise...
-Lo sai che non posso lasciartelo fare...
-Tuo amico è in ospedale...quasi morto. E io so che è stato quel poliziotto. Io ti consegno loro. Io mi tengo cocaina e soldi....
-Uhm...facciamo così, invece, vediamo se ti piace....tu ti tieni i loro soldi sporchi e io mi tengo loro due e la cocaina...
Ahmed pensò. Non disse nulla. Sembrava riflettere .
Poi improvvisamente fece-ok....
-Ok?
-Sì, ok....
-Ok e basta?
-Sì...
-Sei un figlio di puttana, lo sai? Voi arabi sapete mercanteggiare. Io credo che i soldi fossero il tuo obbiettivo iniziale....
Ahmed sorrise...sembrava soddisfatto...
-Mah, dimmi un po', come te la caverai con gli amici che ti hanno procurato la roba, se noi la sequestriamo?
-Quale roba?
-La cocaina!
-Se voi sequestrare io cosa potere fare?
-Giusto...ma poi in fin dei conti il culo lo rischi più tu...
Ahmed assentì con il viso.
-Va bene, Ahmed...a che ora avverrà lo scambio?
-Cinque di pomeriggio...
Eh già, che domanda stupida, da Garcia Lorca in poi, le cose importanti avvenivano tutte a "los cinco dela tarde".
Si salutarono. Santoro sapeva che ci sarebbero volute armi. La beretta non sarebbe bastata. E non sarebbe potuto andare da solo. Gianuli però non doveva essere informato.
Avrebbe pensato a tutto.
Los cinco dela tarde, pensò ancora, come avrebbe detto nel suo famoso poema Garcia Lorca. Lorca Puttana, pensò ancora, affermazione, non definizione.
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