Dunque ricapitoliamo, si disse Santoro, mentre se ne stava
seduto su una panchina nel parco retrostante la ruota ludica
che era davanti alla statua del Marchese di Pombal.
A pochi metri dove era stato ritrovato il cadavere di Vanessa
Dias. Era stato fatto ritrovare, si corresse. Elencò gli attori in
gioco e li passò al vaglio della sua famosa classificazione
antropologica. Era da tempo che non la tirava fuori dal cilindro
dei suoi pensieri. La classificazione divideva gli esseri umani in
Fossili o Camaleonti. A loro volta queste categorie, se ripetute
due volte non davano adito a varianti di alcun tipo. Un Fossile
Fossile restava tale. Come pure un Camaleonte Camaleonte.
Poi c'erano le sottocategorie. In questi casi le due categorie
venivano associate ad aggettivi positivi o negativi. E secondo
Santoro questo era, con buona approssimazione un buon
metodo per distinguere caratterialmente gli esseri umani
Partiamo da Carvalho,pensò, buonanima.
Carvalho cos'era? Fossile o Camaleonte? Se fosse stato un
Fossile Fossile sarebbe dovuto essere un uomo tutto
d'un pezzo, saldo nelle sue convinzioni e tuttavia prevedibile.
Carvalho era saldo nelle sue convinzioni ma imprevedibile
riguardo a come restare coerente con le stesse. Perchè aveva
fantasia e la fantasia, leggi capacità di sorprendere
continuamente, lo portava a non essere inquadrabile tanto
facilmente. Stava indagando su un traffico di droga,
presumibilmente ad alto livello, ma i suoi superiori non ne erano
al corrente. E sul fatto che una volta venutone a capo sarebbero
stati messi al corrente, be', Santoro non ci avrebbe scommesso.
Ergo, Carvalho era un Fossile con tendenze camaleontiche. In
altre parole la specie meno inquadrabile.
Parlava ad alta voce con se stesso, come un folle, mentre se ne
stava seduto sulla panchina e intorno passavano i soliti
invertiti a caccia di sesso. Gli uccelli cinguettavano, era una
giornata discreta-ancora nebbia, ma gli uccelli cinguettavano e i
pini dalle chiome ad ombrellone, secolari e maestosi, se ne
stavano fermi ad ascoltare quell'uomo sull'orlo di una crisi di
nervi.
Fonseca, invece, disse ancora Santoro a se stesso, era un Fossile
Fossile...Vale a dire saldo nelle sue convinzioni fino a difendere i
propri errori. Incapace di riconoscerli. No, si disse, mutando
idea repentinamente. Quel figlio di buona donna è un
Camaleonte travestito da Fossile. Voleva dare l'impressione di
essere un Fossile, per giustificare i propri errori come reali e non
destare sospetti se qualcuno avesse potuto sospettare che fossero
errori fatti di proposito. Per nascondere i suoi traffici. Quindi in
definitiva Fonseca era un Camaleonte Cattivo. Cioè, ottimo
Camaleonte ma orientato al male. Ecco, così suona meglio, si
disse. La classificazione da lui inventata e nata per semplificare
gli esseri umani secondo i caratteri, cominciava a complicarsi.
Passiamo a Quaresma, disse ad alta voce: Quaresma dovrebbe
essere un Fossile Fossile, se fosse sincero. Uno che pensa alla
pensione e che si sente in colpa per la morte di Carvalho. Perchè
forse sa qualcosa. Se fosse un doppiogiochista complice di
Fonseca in qualche traffico di droga, sarebbe un Camaleonte
Imperiale. Imperiale sta per grande capacità di ingannare il
prossimo. E' una questione ancora da dirimere, si disse.
Ora passiamo a Merzagora. Questo soggetto, disse, è di
complessa definizione. Per la vita che ha condotto dovrebbe
essere un Camaleonte a tutto tondo...Solo non si capisce bene se
buono o cattivo. Forse è un Camaleonte Opportunistico. Una
nuova categoria antropologica, disse Santoro compiacendosi.
E la moglie di Carvalho? La moglie di Carvalho è un Fossile che
si è comportato da Camaleonte per scopi personali, per vendetta.
Ecco, anche questa suona bene, funziona, come cosa, aggiunse in
preda ad una specie di febbre.
E io cosa sono? COSA SONO? Urlò a se stesso. Io sono l'etologo
della situazione, ma perchè poi dovrei perdere tempo a
definirmi? Dovrei dire che sono un cercatore di verità, ma ora
come ora sono nella posizione di uno che deve tirarsi fuori le
castagne dal fuoco, da se'. Poi per la verità si sarebbe visto.
Si alzò e cominciò a camminare in circolo intorno alla panchina.
Uno che lo avesse osservato da lontano avrebbe di certo
chiamato un'ambulanza e l'avrebbe proposto per un Tso
(Trattamento Sanitario Obbligatorio). Non era così che i grandi
della storia prendevano decisioni? Al termine di corroboranti
camminate terapeutiche? Pensò. Ne aveva abbastanza. Gli
venne un'idea. Doveva pedinare Quaresma. Doveva capire in
che rapporti era con Fonseca, non c'era altra soluzione. E
Merzagora? A Merzagora non avrebbe detto niente. Non si
fidava, di quel Camaleonte Opportunista. Uno che si era
venduto ai servizi di tutto il mondo non poteva che avere un solo
tipo di coerenza: fare i propri interessi. Qualsiasi essi fossero.
Scese dalla collina dov'era il parco. Passò sotto la ruota. Cinque
del pomeriggio e stava per intensificarsi la nebbia. C'era un
umidità tale che se fosse stato un supereroe ci avrebbe
camminato su e si sarebbe catapultato al Chafariz do Carmo,
sede della GRP, la Guardia Repubblicana Portoghese, dove
Santoro era già stato e dove aveva conosciuto sia Fonseca che
Quaresma.
Niente paura, si disse. Ci metterò quaranta minuti a piedi.
Da Marques de Pombal al Chafariz do Carmo, sede della GRP,
zona Baixa Chiado, più o meno, lungo tutta Avenida da
Liberdade, è tutto dritto. Stimò che era un buon calcolo
temporale.
E così fece. Sui marciapiedi istoriati , si incamminò, nell'ora
fatidica delle corride, cinque del pomeriggio, pensò tra se'.
Incontrò un mucchio di gente, passando tra marciapiedi e piste
ciclabili, spesso evitando di giustezza i monopattini elettrici.
La gente , a quell'ora si accingeva ad uscire dagli uffici.
I bar cominciavano a riempirsi e qualcuno si faceva uno
spuntino, preserale. Con qualche pastel fritto ripieno di pollo
o gamberetti. Giunto all'altezza di Praca dos Restauradores,
sulla sinistra notò l'alto obelisco che celebrava l'indipendenza
portoghese dal dominio spagnolo, avvenuta intorno alla metà
del XV secolo. Sulla destra, invece due statue bronzee
raffiguranti figure umane, in stile moderno, l'una recante una
palma e l'altra una corona: raffiguravano rispettivamente la
Vittoria e la Libertà. Come una corona potesse rappresentare la
libertà, a Santoro gli parve l'ennesima baggianata che gli artisti
dovevano far digerire al popolo pur di intascare le commesse di
chi quel popolo voleva che continuasse ad essere sottomesso.
Passò da Rossio, e vide la solita folla di turisti davanti a "A
Ginjinha", storico baretto dove si serviva il caratteristico
liquore a base di ciliegia, genius loci alcolico, di Lisbona, che
dava il nome al locale. Da lì salì verso Baixa Chiado, passando da
un vicolo a fianco al Elevador da Santa Justa, l'ascensore
panoramico, anch'esso affollato di turisti all'ingresso. Di lì a poco
fu davanti all'ingresso della sede della GRP, Chafariz do Carmo.
Il cambio della guardia , che tutti i turisti non mancavano di
fotografare e filmare era, ormai a quell'ora vespertina, già
avvenuto. Santoro si appostò lì nei pressi, fingendo di attendere il
tram ad una fermata lì vicino. Aveva bisogno di fortuna. In quel
momento più che mai ...
Aspettò lì in zona, nascosto dietro la fontana, che era proprio di
fronte all'ingresso della sede della Gierrepì. Poi si confuse tra i
turisti, seduti a dei tavolini, che erano disseminati intorno ad un
chiosco che distribuiva i soliti succulenti rustici portoghesi.
Seduto ad uno di quei tavolini, osservava sottecchi, l'uscita dei
vari militari. Dal Chafariz do Carmo. Ordinò una camomilla.
Del resto era novembre e ci poteva stare. Il cameriere gli portò la
camomilla accompagnata da un pastel da nata. La crema del
pastel avrebbe annullato l'effetto antispasmico della camomilla.
Ma Santoro non vi badò. Sarebbe voluto restare seduto lì tutta la
vita. Come al Cin Cin bar a Milano, in corso Buenos Aires. E si
sarebbe fatto assegnare un tavolino sempre libero per lui,
proprio come al Cin Cin bar. Proprio mentre faceva tutte queste
congetture, vide Quaresma uscire dalla caserma. E...Non era
solo. Era accompagnato dal Colonello Fonseca. Interessante,
pensò Santoro. Forse Quaresma è andato subito a riferire quello
che Santoro avrebbe fatto.
Per il momento li seguì con lo sguardo. Quando svoltarono
l'angolo lì seguì che scendevano verso Rossio. Magari vanno a
bersi una Ginjinha, pensò.
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