martedì 22 giugno 2021

Lisboa 25

 Dunque ricapitoliamo, si disse Santoro, mentre se ne stava

 seduto  su una panchina nel parco retrostante la ruota ludica

 che era davanti alla statua del Marchese di Pombal. 

A pochi metri dove era stato ritrovato il cadavere di Vanessa 

Dias. Era stato fatto ritrovare, si corresse. Elencò gli attori in 

gioco e li passò al vaglio della sua famosa classificazione 

antropologica. Era da tempo che non la tirava fuori dal cilindro 

dei suoi pensieri. La classificazione divideva gli esseri umani in 

Fossili o Camaleonti. A loro volta queste categorie, se ripetute 

due volte non davano adito a varianti di alcun tipo. Un Fossile 

Fossile  restava tale. Come pure un Camaleonte Camaleonte. 

Poi c'erano le sottocategorie. In questi casi le due categorie 

venivano associate ad aggettivi positivi o negativi. E secondo

Santoro questo era, con buona approssimazione un buon 

metodo per distinguere caratterialmente gli esseri umani

Partiamo da Carvalho,pensò, buonanima. 

Carvalho cos'era? Fossile o Camaleonte? Se fosse stato un 

Fossile Fossile sarebbe dovuto essere un uomo tutto 

d'un pezzo, saldo nelle sue convinzioni e tuttavia prevedibile. 

Carvalho era saldo nelle sue convinzioni ma imprevedibile 

riguardo a come restare coerente con le stesse. Perchè aveva 

fantasia e la fantasia, leggi capacità di sorprendere 

continuamente, lo portava a non essere inquadrabile tanto 

facilmente. Stava indagando su un traffico di droga, 

presumibilmente ad alto livello, ma i suoi superiori non ne erano 

al corrente. E sul fatto che una volta venutone a capo sarebbero 

stati messi al corrente, be', Santoro non ci avrebbe scommesso. 

Ergo, Carvalho era un Fossile con tendenze camaleontiche. In 

altre parole la specie meno inquadrabile. 

Parlava ad alta voce con se  stesso, come un folle, mentre se ne 

stava seduto sulla  panchina e intorno passavano i soliti 

invertiti  a caccia di sesso. Gli uccelli cinguettavano, era una 

giornata discreta-ancora nebbia, ma gli uccelli cinguettavano e i 

pini dalle chiome ad ombrellone, secolari e maestosi, se ne 

stavano fermi ad ascoltare quell'uomo sull'orlo di una crisi di 

nervi. 

Fonseca, invece, disse ancora Santoro a se stesso, era un Fossile 

Fossile...Vale a dire saldo nelle sue convinzioni fino a difendere i 

propri errori. Incapace di riconoscerli. No, si disse, mutando 

idea repentinamente. Quel figlio di buona donna è un 

Camaleonte travestito da Fossile. Voleva dare l'impressione di 

essere un Fossile, per giustificare i propri errori come reali e non 

destare sospetti se qualcuno avesse potuto sospettare che fossero 

errori fatti di proposito. Per nascondere i suoi traffici. Quindi in 

definitiva Fonseca era un Camaleonte Cattivo. Cioè, ottimo 

Camaleonte ma orientato al male. Ecco, così suona meglio, si 

disse. La classificazione da lui inventata e nata per semplificare

gli esseri umani secondo i caratteri, cominciava a complicarsi.

Passiamo a Quaresma, disse ad alta voce: Quaresma dovrebbe 

essere un Fossile Fossile, se fosse sincero. Uno che pensa alla 

pensione e che si sente in colpa per la morte di Carvalho. Perchè 

forse sa qualcosa. Se fosse un doppiogiochista complice di 

Fonseca in qualche traffico di droga, sarebbe un Camaleonte 

Imperiale. Imperiale sta per grande capacità di ingannare il 

prossimo. E' una questione ancora da dirimere, si disse.

Ora passiamo a Merzagora. Questo soggetto, disse, è di 

complessa definizione. Per la vita che ha condotto dovrebbe 

essere un Camaleonte a tutto tondo...Solo non si capisce bene se 

buono o cattivo. Forse è un Camaleonte Opportunistico. Una 

nuova categoria antropologica, disse Santoro compiacendosi.

E la moglie di Carvalho? La moglie di Carvalho è un Fossile che 

si è comportato da Camaleonte per scopi personali, per vendetta. 

Ecco, anche questa suona bene, funziona, come cosa, aggiunse in 

preda ad una specie di febbre.

E io cosa sono? COSA SONO? Urlò a se stesso. Io sono l'etologo

della situazione, ma perchè poi dovrei perdere tempo a 

definirmi? Dovrei dire che sono un cercatore di verità, ma ora 

come ora sono nella posizione di uno che deve tirarsi fuori le 

castagne dal fuoco, da se'. Poi per la verità si sarebbe visto.

Si alzò e cominciò a camminare in circolo intorno alla panchina. 

Uno che lo avesse osservato da lontano avrebbe di certo 

chiamato un'ambulanza e l'avrebbe proposto per un Tso 

(Trattamento Sanitario Obbligatorio). Non era così che i grandi 

della storia prendevano decisioni? Al termine di corroboranti 

camminate terapeutiche? Pensò. Ne aveva abbastanza. Gli 

venne un'idea. Doveva pedinare Quaresma. Doveva capire in 

che rapporti era con Fonseca, non c'era altra soluzione. E 

Merzagora? A Merzagora non avrebbe detto niente. Non si

fidava, di quel Camaleonte Opportunista. Uno che si era 

venduto ai servizi di tutto il mondo non poteva che avere un solo 

tipo di coerenza: fare i propri interessi. Qualsiasi essi fossero. 

Scese dalla collina dov'era il parco. Passò sotto la ruota. Cinque 

del pomeriggio e stava per intensificarsi la nebbia. C'era un 

umidità tale che se fosse stato un supereroe ci avrebbe 

camminato su e si sarebbe catapultato al Chafariz do Carmo, 

sede della GRP, la Guardia Repubblicana Portoghese, dove 

Santoro era già stato e dove aveva conosciuto sia Fonseca che 

Quaresma.

Niente paura, si disse. Ci metterò quaranta minuti a piedi. 

Da Marques de Pombal al Chafariz do Carmo, sede della GRP, 

zona Baixa Chiado, più o meno, lungo tutta Avenida da 

Liberdade, è tutto dritto. Stimò che era un buon calcolo 

temporale.

E così fece. Sui marciapiedi istoriati , si incamminò, nell'ora 

fatidica delle corride, cinque del pomeriggio, pensò tra se'. 

Incontrò un mucchio di gente, passando tra marciapiedi e piste

ciclabili, spesso evitando di giustezza i monopattini elettrici.

La gente , a quell'ora si accingeva ad uscire dagli uffici.

I bar cominciavano a riempirsi e qualcuno si faceva uno

spuntino, preserale. Con qualche pastel fritto ripieno di pollo

o gamberetti. Giunto all'altezza di Praca dos Restauradores,

sulla sinistra notò l'alto obelisco che celebrava l'indipendenza

portoghese dal dominio spagnolo, avvenuta intorno alla metà

del XV secolo. Sulla destra, invece due statue bronzee 

raffiguranti figure umane, in stile moderno, l'una recante una

palma e l'altra una corona: raffiguravano rispettivamente la

Vittoria e la Libertà. Come una corona potesse rappresentare la

libertà, a Santoro gli parve l'ennesima baggianata che gli artisti

dovevano far digerire al popolo pur di intascare le commesse di

chi quel popolo voleva che continuasse ad essere sottomesso.

Passò da Rossio, e vide la solita folla di turisti davanti a "A

Ginjinha", storico baretto  dove si serviva il caratteristico

liquore a base di ciliegia, genius loci alcolico, di Lisbona, che

dava il nome al locale. Da lì salì verso Baixa Chiado, passando da

un vicolo a fianco al Elevador da Santa Justa, l'ascensore

panoramico, anch'esso affollato di turisti all'ingresso. Di lì a poco

fu davanti all'ingresso della sede della GRP, Chafariz do Carmo.

Il cambio della guardia , che tutti i turisti non mancavano di

fotografare e filmare era, ormai a quell'ora vespertina, già

avvenuto. Santoro si appostò lì nei pressi, fingendo di attendere il

tram ad una fermata lì vicino. Aveva bisogno di fortuna. In quel

 momento più che mai ... 

Aspettò lì in zona, nascosto dietro la fontana, che era proprio di

fronte all'ingresso della sede della Gierrepì. Poi si confuse tra i

turisti, seduti a dei tavolini, che erano disseminati intorno ad un

chiosco che distribuiva i soliti succulenti rustici portoghesi.

Seduto ad uno di quei tavolini, osservava sottecchi, l'uscita dei

vari militari. Dal Chafariz do Carmo. Ordinò una camomilla.

Del resto era novembre e ci poteva stare. Il cameriere gli portò la

camomilla accompagnata da un pastel da nata. La crema del

pastel avrebbe annullato l'effetto antispasmico della camomilla.

Ma Santoro non vi badò. Sarebbe voluto restare seduto lì tutta la

 vita. Come al Cin Cin bar a Milano, in corso Buenos Aires. E si

sarebbe fatto assegnare un tavolino sempre libero per lui,

proprio come al Cin Cin bar. Proprio mentre faceva tutte queste

congetture, vide Quaresma uscire dalla caserma. E...Non era

solo. Era accompagnato dal Colonello Fonseca. Interessante,

 pensò Santoro. Forse Quaresma è andato subito a riferire quello

 che Santoro avrebbe fatto.

Per il momento li seguì con lo sguardo. Quando svoltarono

l'angolo lì seguì che scendevano verso Rossio. Magari vanno a

bersi una Ginjinha, pensò

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