Bothelo era seduto. Le mani legate dietro la spalliera della
seggiola. Erano in uno scantinato. Santoro lo aveva portato, in
taxi presso il finto Bed&Breakfast dove dimorava
temporaneamente. Al tassista aveva detto che era sbronzo. Poi,
aiutato da Merzagora, avevano portato Bothelo, ancora mezzo
stordito, nello scantinato. La luce in alto oscillava. Scenario da
uffici della Gestapo. Si capiva che Merzagora era a suo agio, in
quella situazione.
-Deve aver assunto un cocktail con queste droghe sintetiche che
vanno di moda, disse Merzagora. Santoro non disse niente.
-Appena si riprende gli inietto del penthotal!
-Non c'è il rischio che ci rimetta le penne? Chiese Santoro.
-Solo se non conosci la dose giusta, disse Merzagora , sbrigativo.
Dette una scorsa a Santoro. Uno sguardo strano. Con la sua
faccia da Michael Caine.
-Pensa che ci darà qualche informazione?
-Ne sono certo. Ma dobbiamo fargli le domande giuste ed in
breve tempo. L'effetto dura non più di 15 minuti.
-Non gli staremmo mettendo troppe sostanze in corpo, perchè
riesca sopportarle? Insistette Santoro.
-Maresciallo. Mi lasci lavorare. Dopotutto lo faccio per lei.
Santoro non disse niente.
C'era un secchio di metallo, pieno di acqua gelida. Merzagora,
con un gesto rapido, lo sollevò e lo versò in testa a Bothelo.
Questi si riebbe. Dette una scorsa ai due uomini che aveva
davanti.
-Dove sono? Chiese in portoghese.
-In un posto dove non può sentirci nessuno, disse risoluto,
Merzagora.
Bothelo osservò l'ex agente dei servizi segreti, ora consulente ed
ebbe un moto di stizza. Santoro lo notò. Fu impercettibile, ma
Santoro se ne accorse. Forse Bothelo conosceva già, Merzagora.
Ma Merzagora non dette il tempo a Bothelo, di aggiungere altro.
Si avvicinò allo spacciatore e gli infilò una siringa alla base del
collo, sul lato sinistro.
-Ecco qua, fece, adesso risponderai alle nostre domande.
-Maresciallo, tocca a lei. Lo interroghi.
Bothelo sembrava ripiombato improvvisamente nello stato di
torpore nel quale si era venuto a trovare al termine
dell'inseguimento da parte del Maresciallo italiano, prima che
svenisse.
-Ma...Mi è sembrato che la conoscesse, fece Santoro, rivolto a
John Merzagora.
-Sciocchezze. Era l'effetto stordente delle droghe, aggiunse
rapidamente l'uomo con la faccia di Michael Caine.
-D'accordo, disse Santoro. Noi dei carabinieri non abbiamo mai
usato questi metodi. Queste sostanze. Pensavo che esistessero
solo nei fumetti di Diabolik.
-Fumetti di Diabolik? Disse Merzagora. Ma di che sta parlando?
-Niente, disse Santoro. Non mi sembra di avere altra scelta.
Vediamo se funziona d'avvero, disse il Maresciallo.
Merzagora gli fece un cenno di assenso.
-Bothelo, ascoltami bene. Prima domanda, disse Santoro.
- Chi ha ucciso, Vanessa Dias?
Bothelo ascoltò. Ci mise qualche secondo a realizzare. Poi, con
voce fioca rispose-non so chi ha ucciso Vanessa Dias... Io ho solo
portato il suo corpo sotto la Ruota in Marques Pombal... Questo
era il mio compito.
-Sì, d'accordo, ma chi ti ha detto di farlo? Lo incalzò Santoro.
-Il colonnello Fonseca, fu la risposta secca e perentoria di
Bothelo.
Santoro si voltò e guardò dritto negli occhi Merzagora. L'ex
agente era una sfinge.
-Che vuol dire, chiese Santoro a Merzagora.
-Lo vediamo dopo, continui a interrogarlo, l'effetto sta per
terminare.
-Chi ha ucciso l'agente Tiago Carvalho? Domanda secca. Senza
fronzoli. Era il suo stile, negli interrogatori. I pensieri invece
vagavano nell'interspazio.
-Non lo so. So che Fonseca...lo...odiava, disse Bothelo.
Dopo questa risposta, Bothelo, svenne. Merzagora gli si
avvicinò.
Prese il polso e lo auscultò al tatto della mano.
-E' morto, disse.
A Santoro gli si raggelò il sangue nelle vene.
-Come...E' morto?
-Morto..deceduto...defunto...farò fare un'autopsia, disse
Merzagora.- Conosco un medico che la può fare. E senza che
dica nulla in giro a nessuno. Non so se mi spiego. Ma ci dirà che
sostanze aveva in circolo.
-Cos'è, gli farà un'iniezioncina anche a lui? Dopo l'effettuazione
dell'autopsia? Disse Santoro sarcastico.
-O no di certo. Santoro, ma cosa ha capito? Non mi faccia
l'ingenuo. Bothelo sarebbe morto anche senza l'iniezione di
penthotal. Sono sicuro che l'autopsia lo confermerà. Qualcuno
deve averlo indotto a ingerire un cocktail pieno zeppo di
psicodroghe sintetiche. Abbiamo fatto appena in tempo a sapere
ciò di cui ci premeva sapere.
-E cioè cosa?
-Che dietro tutti i morti che albergano nella macchinazione di
cui lei è stato vittima, c'è il colonnello Fonseca.
-Già...Disse Santoro. Si fermò un attimo a riflettere.-Ecco perchè
era stato così freddo con me. E così perentorio nel dirmi che
l'inchiesta era già chiusa...Ma allora...Allora...E Quaresma?
-Quaresma?Chiese Merzagora.
-Sì, il sottufficiale della Guardia Nazionale che mi aveva offerto
il suo aiuto, nell'indagine che stavo svolgendo su Tiago
Carvalho? Anche lui è compromesso? Un doppiogiochista?
-Non lo so, disse Merzagora. -Questo è un nodo che spetta
sciogliere a lei.
Santoro restò un pò a pensare. Il turbinio dei pensieri era simile
ad un mare in tempesta. Una tempesta di tramontana
sull'adriatico pugliese, come quelle che aveva visto tante volte
frangersi sugli scogli del suo amato Salento. Chi sa perchè, gli
venne in mente quel paragone. E chi sa perchè gli si focalizzò in
mente quell'immagine. Meno male che non mi drogo, pensò
subito dopo, se no chi sa cosa avrei potuto pensare. Bene, vuol
dire che sono ancora lucido. Che ci sono ancora. Che sono sul
pezzo. Il pezzo di merda: Fonseca, aggiunse, per associazione.
Ma certo. Era chiaro come la luce del sole. Fonseca dirigeva il
traffico di droga. Carvalho lo aveva scoperto. Il Colonnello lo
aveva fatto uccidere, fingendo un suicidio per overdose di
eroina.
Poi si era occupato di orchestrare l'affaire della mezzofondista
portoghese. Vanessa Dias. Per incastrare Santoro, dal momento
che qualcuno doveva avergli riferito che stava indagando. Ma
chi? Forse Quaresma. Non c'era troppo da dubitare. Proprio un
gran figlio di buona donna, questo Fonseca.
Gettò lo sguardo su Merzagora.
-E ora che facciamo?
-Io mi occuperò di far sparire il cadavere di Bothelo. E' compito
mio. Lei gioca fuori casa. Si occupi invece di Fonseca, disse
Merzagora.
-Un momento, fece Santoro. Non ha detto che gli faceva fare
l'autopsia? Chiese Santoro.
-Certo, disse Merzagora. La parte illusionista della sparizione
del corpo, viene dopo, disse John Merzagora.
-Ma come faccio a incastrare Fonseca? Chiese Santoro.
Merzagora lo osservò bene in viso. Lo monitorò con lo scanner
della sua vista enigmatica.
-Trovi il modo...Voi italiani...Del sud in particolare, siete famosi
per la vostra fantasia, disse. Sembrava non ridesse , ma invece,
secondo Santoro, Merzagora rideva interiormente. Doveva
proprio ammazzarsi dalle risate, nella sua interiorità. Una sorta
di bipolarismo autoindotto. Un ventriloquismo dei pensieri,
pensò ancora Santoro. Devono insegnarle nei servizi segreti,
queste cosa, immaginò.
-Torni pure nella sua stanza, gli disse Merzagora. -Pensò a tutto
io, qui.
-Un'ultima domanda, disse Santoro.
-Prego, disse Merzagora,-mi chieda pure.
-Quindi il colonnello Fonseca è implicato in un traffico di droga?
Merzagora lo osservava senza interloquire. Resto a guardarlo
per alcuni lunghi minuti, senza rispondere.
-Già...Che stupido. Dimenticavo che noi uomini italiani, del sud
in particolare, siamo dotati di molta fantasia, disse. Si voltò e
fece per uscire dallo scantinato. Fuori, attraverso un tunnel ad
altezza di bipede, si sarebbe ritrovato fuori. Sarebbe uscito da
una porta, poco a fianco all'ingresso del finto Bed&Breakfast.
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