lunedì 14 giugno 2021

Lisboa 22

 Bothelo era seduto. Le mani legate dietro la spalliera della 

seggiola. Erano in uno scantinato. Santoro lo aveva portato, in 

taxi presso il finto Bed&Breakfast dove dimorava 

temporaneamente. Al tassista aveva detto che era sbronzo. Poi, 

aiutato da Merzagora, avevano portato Bothelo, ancora mezzo 

stordito, nello scantinato. La luce in alto oscillava. Scenario da 

uffici della Gestapo. Si capiva che Merzagora era a suo agio, in 

quella situazione.

-Deve aver assunto un cocktail con queste droghe sintetiche che 

vanno di moda, disse Merzagora. Santoro non disse niente.

-Appena si riprende gli inietto del penthotal!

-Non c'è il rischio che ci rimetta le penne? Chiese Santoro.

-Solo se non conosci la dose giusta, disse Merzagora , sbrigativo. 

Dette una scorsa a Santoro. Uno sguardo strano. Con la sua 

faccia da Michael Caine.

-Pensa che ci darà qualche informazione?

-Ne sono certo. Ma dobbiamo fargli le domande giuste ed in 

breve tempo. L'effetto dura non più di 15 minuti.

-Non gli staremmo mettendo troppe sostanze in corpo, perchè 

riesca sopportarle? Insistette Santoro.

-Maresciallo. Mi lasci lavorare. Dopotutto lo faccio per lei.

Santoro non disse niente.

C'era un secchio di metallo, pieno di acqua gelida. Merzagora, 

con un gesto rapido, lo sollevò e lo versò in testa a Bothelo.

Questi si riebbe. Dette una scorsa ai due uomini che aveva 

davanti.

-Dove sono? Chiese in portoghese.

-In un posto dove non può sentirci nessuno, disse risoluto, 

Merzagora.

Bothelo osservò l'ex agente dei servizi segreti, ora consulente ed 

ebbe un moto di stizza. Santoro lo notò. Fu impercettibile, ma 

Santoro se ne accorse. Forse Bothelo conosceva già, Merzagora.

Ma Merzagora non dette il tempo a Bothelo, di aggiungere altro. 

Si avvicinò allo spacciatore e gli infilò una siringa alla base del 

collo, sul lato sinistro.

-Ecco qua, fece, adesso risponderai alle nostre domande.

-Maresciallo, tocca a lei. Lo interroghi.

Bothelo sembrava ripiombato improvvisamente nello stato di 

torpore nel quale si era venuto a trovare al termine 

dell'inseguimento da parte del Maresciallo italiano, prima che 

svenisse.

-Ma...Mi è sembrato che la conoscesse, fece Santoro, rivolto a 

John Merzagora.

-Sciocchezze. Era l'effetto stordente delle droghe, aggiunse 

rapidamente l'uomo con la faccia di Michael Caine.

-D'accordo, disse Santoro. Noi dei carabinieri non abbiamo mai 

usato questi metodi. Queste sostanze. Pensavo che esistessero 

solo nei fumetti di Diabolik.

-Fumetti di Diabolik? Disse Merzagora. Ma di che sta parlando?

-Niente, disse Santoro. Non mi sembra di avere altra scelta. 

Vediamo se funziona d'avvero, disse il Maresciallo.

Merzagora gli fece un cenno di assenso.

-Bothelo, ascoltami bene. Prima domanda, disse Santoro.

- Chi ha ucciso, Vanessa Dias?

Bothelo ascoltò. Ci mise qualche secondo a realizzare. Poi, con 

voce fioca rispose-non so chi ha ucciso Vanessa Dias... Io ho solo 

portato il suo corpo sotto la Ruota in Marques Pombal... Questo 

era il mio compito.

-Sì, d'accordo, ma chi ti ha detto di farlo? Lo incalzò Santoro.

-Il colonnello Fonseca, fu la risposta secca e perentoria di 

Bothelo.

Santoro si voltò e guardò dritto negli occhi Merzagora. L'ex 

agente era una sfinge.

-Che vuol dire, chiese Santoro a Merzagora.

-Lo vediamo dopo, continui a interrogarlo, l'effetto sta per 

terminare. 

-Chi ha ucciso l'agente Tiago Carvalho? Domanda secca. Senza 

fronzoli. Era il suo stile, negli interrogatori. I pensieri invece 

vagavano nell'interspazio.

-Non lo so. So che Fonseca...lo...odiava, disse Bothelo.

Dopo questa risposta, Bothelo, svenne. Merzagora gli si 

avvicinò. 

Prese il polso e lo auscultò al tatto della mano. 

-E' morto, disse.

A Santoro gli si raggelò il sangue nelle vene.

-Come...E' morto?

-Morto..deceduto...defunto...farò fare un'autopsia, disse 

Merzagora.- Conosco un medico che la può fare. E senza che 

dica nulla in giro a nessuno. Non so se mi spiego. Ma ci dirà che 

sostanze aveva in circolo.

-Cos'è, gli farà un'iniezioncina anche a lui? Dopo l'effettuazione 

dell'autopsia? Disse Santoro sarcastico.

-O no di certo. Santoro, ma cosa ha capito? Non mi faccia 

l'ingenuo. Bothelo sarebbe morto anche senza l'iniezione di 

penthotal. Sono sicuro che l'autopsia lo confermerà. Qualcuno 

deve averlo indotto a ingerire un cocktail pieno zeppo di 

psicodroghe sintetiche. Abbiamo fatto appena in tempo a sapere 

ciò di cui ci premeva sapere.

-E cioè cosa?

-Che dietro tutti i morti che albergano nella macchinazione di 

cui lei è stato vittima, c'è il colonnello Fonseca.

-Già...Disse Santoro. Si fermò un attimo a riflettere.-Ecco perchè 

era stato così freddo con me. E così perentorio nel dirmi che 

l'inchiesta era già chiusa...Ma allora...Allora...E Quaresma?

-Quaresma?Chiese Merzagora.

-Sì, il sottufficiale della Guardia Nazionale che mi aveva offerto 

il suo aiuto, nell'indagine che stavo svolgendo su Tiago 

Carvalho? Anche lui è compromesso? Un doppiogiochista?

-Non lo so, disse Merzagora. -Questo è un nodo che spetta 

sciogliere a lei.

Santoro restò un pò a pensare. Il turbinio dei pensieri era simile 

ad un mare in tempesta. Una tempesta di tramontana 

sull'adriatico pugliese, come quelle che aveva visto tante volte 

frangersi sugli scogli del suo amato Salento. Chi sa perchè, gli 

venne in mente quel paragone. E chi sa perchè gli si focalizzò in 

mente quell'immagine. Meno male che non mi drogo, pensò 

subito dopo, se no chi sa cosa avrei potuto pensare. Bene, vuol 

dire che sono ancora lucido. Che ci sono ancora. Che sono sul 

pezzo. Il pezzo di merda: Fonseca, aggiunse, per associazione. 

Ma certo. Era chiaro come la luce del sole. Fonseca dirigeva il 

traffico di droga. Carvalho lo aveva scoperto. Il Colonnello lo 

aveva fatto uccidere, fingendo un suicidio per overdose di 

eroina. 

Poi si era occupato di orchestrare l'affaire della mezzofondista 

portoghese. Vanessa Dias. Per incastrare Santoro, dal momento 

che qualcuno doveva avergli riferito che stava indagando. Ma 

chi? Forse Quaresma. Non c'era troppo da dubitare. Proprio un  

gran figlio di buona donna, questo Fonseca.

Gettò lo sguardo su Merzagora.

-E ora che facciamo?

-Io mi occuperò di far sparire il cadavere di Bothelo. E' compito 

mio. Lei gioca fuori casa. Si occupi invece di Fonseca, disse 

Merzagora.

-Un momento, fece Santoro. Non ha detto che gli faceva fare 

l'autopsia? Chiese Santoro.

-Certo, disse Merzagora. La parte illusionista della sparizione 

del corpo, viene dopo, disse John Merzagora.

-Ma come faccio a incastrare Fonseca? Chiese Santoro.

Merzagora lo osservò bene in viso. Lo monitorò con lo scanner 

della sua vista enigmatica. 

-Trovi il modo...Voi italiani...Del sud in particolare, siete famosi 

per la vostra fantasia, disse. Sembrava non ridesse , ma invece, 

secondo Santoro, Merzagora rideva interiormente. Doveva 

proprio ammazzarsi dalle risate, nella sua interiorità. Una sorta 

di bipolarismo autoindotto. Un ventriloquismo dei pensieri, 

pensò ancora Santoro. Devono insegnarle nei servizi segreti, 

queste cosa, immaginò. 

-Torni pure nella sua stanza, gli disse Merzagora. -Pensò a tutto 

io, qui. 

-Un'ultima domanda, disse Santoro.

-Prego, disse Merzagora,-mi chieda pure.

-Quindi il colonnello Fonseca è implicato in un traffico di droga?

Merzagora lo osservava senza interloquire. Resto a guardarlo 

per alcuni lunghi minuti, senza rispondere.

-Già...Che stupido. Dimenticavo che noi uomini italiani, del sud 

in particolare, siamo dotati di molta fantasia, disse. Si voltò e 

fece per uscire dallo scantinato. Fuori, attraverso un tunnel ad 

altezza di bipede, si sarebbe ritrovato fuori. Sarebbe uscito da 

una porta, poco a fianco all'ingresso del finto Bed&Breakfast. 


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