venerdì 8 febbraio 2019

Lisboa 7

Il giorno dopo , puntuale come un orologio svizzero, si era 

seduto nell'auletta del palazzo pombaliano che ospitava il 

briefing d'aggiornamento. Carvalho non c'era. Ma la cosa non 

lo preoccupò più di tanto. Avrà avuto da fare, pensò, qualche 

emergenza o robe del genere.

I relatori in inglese e francese affrontarono il tema degli uomini 

soli che si facevano abbindolare da finte bellone dei paesi terzi , 

che con foto reali facevano loro proposte irreali: il tutto condito 

con promesse d'amore (virtuale, s'intende), che culminavano 

con la richiesta di denaro per affrontare il viaggio dal loro paese, 

(delle bellone), per giungere agli agognati lidi e soddisfare gli 

stentati lombi stressati dalla produzione occidentale. E per 

consolare gli spiriti infiacchiti di sentimenti di uomini soli di 

mezz'età mollati, a volte, per giovani benestanti virgulti di 

turno. Il tutto avveniva attraverso i social, Facebook e altri, 

come primo contatto. Poi si proseguiva via mail o via Whatsapp. 

Una storia triste. Inutile dire che una volta inviato il denaro 

nelle forme più diverse, dall'aereo che doveva condurre le 

principesse negli aeroporti dell'occidente libero e opulento, non 

sbarcava nessuno. Dietro quel corredo di mail, messaggi e 

telefonate, c'erano dei veri e propri ridanciani e beffardi 

criminali che avrebbero riso di gusto della tontaggine dei maturi 

in questione.

Finita la lectio magistralis i relatori inglese e francese si 

strinsero la mano e rimandarono al giorno successivo. Santoro 

aveva quindi gran parte del pomeriggio libero. Ma aveva perso 

la sua guida turistica: Carvalho non si era fatto vedere.

Uscì dal palazzo pronto ad affrontare pedibus calcantibus 

Lisbona, in tutta la sua misteriosa bellezza. E in fondo Santoro 

non era uomo da perdersi in un bicchiere d'acqua. Decise quindi 

di andare a visitare il caratteristico quartiere Alfama, un 

crocchio di case di pochi piani con i caratteristici tetti di tegole 

rosse, addossate le une sulle altre, inframezzate da un dedalo di 

vicoli molto caratteristici. Avrebbe pranzato in una di quelle 

bettole, al suono di una chitarra e di una voce femminile 

struggente che avrebbe raccontato di amori perduti e ritrovati, 

con un lieto fine che stentava ad arrivare comunque sempre , 

anzi, quasi sempre volgendo al tragico. Qualcosa a cui i 

portoghesi erano abituati: rialzatisi mille volte , nella , loro 

storia , da vicende umane ed esistenziali ben più pesanti.

Fece un biglietto per un tram che lo avrebbe portato, tagliando 

il centro di Lisbona, nella zona antistante il porto e si sarebbe 

inerpicato su per i vicoli ammirando alle sue spalle l'oceano, 

calmo, e silenzioso, con le navi da crociera nella rada artificiale 

del porto.

Il tram prese una serie di salite (davvero curioso e 

antigravitazionale questo fatto, continuava a pensare 

stupendosi, Santoro).

Scese nei pressi di Rossio, pienocentro di Lisbona- oramai 

andava ambientandosi-e a piedi si diresse verso l'Alfama. 

Questo era un quartiere molto  tipico, raccontato nelle canzoni 

da una delle più famose cantanti di Fado: Amalia Rodrigues... 

Venuta a mancare alla fine degli anni '90. Una donna del popolo, 

nata da una famiglia di immigrati in un quartiere (che i 

portoghesi chiamavano barrio)  operaio, quello di Alcantara : fu 

a lungo definita "La voce del Portogallo" e questo suo 

attaccamento alla tradizione del Fado, da lei mantenuto sul 

binario di canzoni che parlano esclusivamente di amore e di 

sentimenti , fu preso di mira dalla "rivoluzione dei Garofani" 

come fosse un atto di accondiscendenza nei confronti del 

dittatore Salazar, il Mussolini del Paese. Un'altro dei grotteschi 

accadimenti della storia, come se continuare a cantare i 

sentimenti umani durante la guerra e in periodi 

economicamente difficili non potesse rappresentare per 

intrinseca natura poetica, una forma di ribellione all'orrore. 

Santoro sorrise amaramente dentro di sé mentre pensava tutte 

queste cose. Gli mancava Carvalho, avrebbe voluto discutere 

con lui queste questioni ed altro. 

Intanto sul tram aveva gustato delle succose scene di furti e 

scippi di varie zingarelle: macchine fotografiche staccate dal 

collo  di distratti turisti stranieri o portafogli da borse 

colpevolmente lasciate aperte da signore nordamericane  perse 

dietro le emozioni del giro turistico. Ma si guardò bene 

dall'intervenire giudicando la cosa endemica e perfettamente 

assorbile dai pingui conti in banca dei soggetti in questione.

Quando cominciò ad entrare nei vicoli, l'Alfama lo inghiottì, e 

lungo le pareti dei muri meravigliosi e immemori graffiti 

cominciarono a mostrargli il volto del quartiere popolare. 

Arrivato all'incrocio tra rua Madalena e escardinhas de Sao 

Cristovao c'era una scalinata. Alle sue spalle sulle due pareti di 

due vecchie abitazioni , addossate l'una all'altra, un enorme 

graffito mostrava dei chirarristi portoghesi che 

accompagnavano una cantante di Fado Vadio, tradizionale fado 

cantato per strada da artisti girovaghi. I soliti giapponesi 

stavano saccheggiando le immagini con le loro potenti macchine 

fotografiche e le loro accompagnatrici dagli occhi a mandorla 

munite di ombrellini variopinti , dal momento che minacciava 

pioggia, facevano a gara nel farsi ritrarre sullo sfondo 

di quell'incredibile opera pittorica che riproduceva persino 

qualcuno che s'affacciava da un balcone vero la cui  finestra 

murata aveva fatto da splendida tavolozza per gli  artisti che 

l'avevano riempita di profili umani.

Salì lungo la scalinata e si sedette su una panchina sita proprio 

sotto uno strano albero    che spuntava in cima alle scale e che lo 

riparò dalle prime gocce di pioggerella.

Seduto lì ascoltò una lezione su quei luoghi da una guida 

turistica che aveva trascinato con sé un'orda di turisti americani.

Dopo la lezione, il portoghese che guidava la ciurma, si inerpicò 

per la salita con il serpentone umano dei turisti al seguito. Lì nei 

pressi scorse un'osteria che esponeva il menù su una lavagna 

poco fuori. Cibi e prezzi gli sembrarono adeguati, tanto più che 

la lunga scarpinata gli aveva acceso un certo appetito. Così 

entrò nell'osteria, come un Clint Eastwood di periferia.

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