Di giorno invece, diradatasi la nebbia che copriva la città nelle
prime ore del giorno, si stava bene.
A piedi, superata Praca Marques Pombal, in mezzo ai fari della
automobili che sfrecciavano intorno alla rotonda, imboccò
Avenida Liberdade, un ampio corso che , in discesa, portava
verso il centro, verso l'Atlantico. Sui sampietrini istoriati
geometricamente si mise a camminare a passo lento, attento.
Carvalho era rientrato nella sua dimora da single, dopo che la
moglie lo aveva messo alla porta. E Santoro solitario come
spesso gli accadeva, camminava lasciando che i pensieri gli
rotolassero in testa, snocciolati al ritmo dei suoi passi.
Bruce Chatwin che era uno scrittore che adorava camminare,
sarebbe stato fiero di lui. Mentre camminava in discesa incontrò
un campionario antropologico non indifferente. Il Portogallo
con le sue colonie si era portato a casa un retaggio di varietà di
razze , colori della pelle, morfologie umane, che erano ora
accomunate da un unico e del tutto non esotico aspetto: la
conoscenza del portoghese. Il Portogallo era un paese dove si era
vissuto tutto in eccesso: prima la predazione delle colonie con
conseguenti massacri. Poi il pentimento, nato in Africa per
merito di ufficiali del suo stesso esercito che si ribellarono ai
massacri e alla guerra di bottino che il paese conduceva in
Africa, negli anni settanta (guerra per tenersi le colonie), dopo
che nei secoli passati aveva rapinato ori e ricchezze in Brasile.
Gli ufficiali dell'esercito portoghese impegnati nella guerra
coloniale, si era negli anni '70, riuscirono, ribellandosi al
dittatore Salazar che li aveva mandati in guerra, a trasformare
il paese da dittatura spietata in democrazia parlamentare.
Famigerato il capitano Maya, eroe della rivolta di Libona che
portò alla "rivoluzione dei garofani", durante la quale questi
ufficiali, colti e raffinati, instaurarono in Portogallo una
democrazia socialista. Mentre Santoro camminava in Avenida
Liberdade pensava a tutte queste notizie frammentarie da lui
raccolte negli anni passati a leggiucchiare nel tempo libero. E gli
venne in mente che il capitano Maya alla fine, abdigò a dei
colonnelli e generali, quando aveva in mano Lisbona e , in
definitiva, l'intero paese. Ma tutti i colonialismi hanno il loro
karma e il Portogallo ospitando e integrandosi con gente dei
paesi che aveva colonizzato, era oggi un paese nuovo, diverso,
multietnico. Persino una delle sue più importanti cantanti di
Fado, il tipica forma di blues locale che Santoro apprezzava
tantissimo, cantato disperatamente in tutte le bettole di Lisbona,
tra un sorso di vino rosso, un baccalà o sardine fritte, la bella e
filiforme Maritza, era di origine Angolana. E questa era stata la
vendetta della genetica, dei sentimenti e della irreversibilità
della mescolanza dei geni: inevitabile e opportuna nemesi di
tutti i colonialismi e di tutti i razzismi.
Anche se però, alla fine, pensò Santoro, tutte queste persone di
colore di origina africana, si disse, che lavori facevano, che vita
conducevano? A giudicare dagli abbigliamenti, e dalle tante
immagini che dopo solo un paio di giorni in quella città ,
caleidoscopicamente si ricomponevano in un puzzle speciale
nella sua mente, Santoro intuiva una verità terribile: immagini
che mostravano gli originari delle ex colonie, occupare i ranghi
più bassi della società: camerieri, pulitrici di vetrine, operai che
componevano sampietrini sui viali ; e alla fine di tutto , in
definitiva, tutte queste scene portavano a dimostrare solo una
cosa: il capitano Maya aveva riconsegnato il potere a chi
avrebbe cambiato tutto per non cambiare nulla. Anche i
portoghesi avevano avuto , quindi, il loro Garibaldi!
Ma che razza di Maresciallo era poi mai, Santoro, pensò fra sé e
sé. E come aveva fatto a serbare dentro di sé tutti quegli anni
questi nobili sentimenti di riscatto sociale e di sovversione delle
storiche gerarchie umane ed esistenziali di ogni epoca? Forse
per questo a lui la manovalanza della criminalità non aveva mai
interessato più di tanto, sul piano criminale. Aveva capito che
erano delle vittime di un sistema nel quale i colletti bianchi del
crimine restavano con le fedine penali linde e immacolate e le
anime lerce e fetide...Perché tanto poi se le sarebbero ripulite in
Chiesa o studiando a Cambridge. Ecco qua, pensò. Sarò mica
comunista? No, si disse. Non bisogna essere comunisti per
pensare tutto questo. Basta solo e semplicemente essere delle
persone decentemente oneste e con un profondo senso della
giustizia.
La notte incombeva su Lisbona e Santoro lasciò questi suoi
pensieri che il suo cervello aveva prodotto inevitabilmente,
perché al pensier non si comanda, come avrebbe detto un Dante
contemporaneo di periferia, in uno degli scantinati della sua
mente. Lui doveva fare la sua parte in questo mondo, perché la
giustizia continuasse ad avere una dignità. Quasi quasi stava
finendo per lasciarsi convincere dalla retorica di quei pensieri.
Arrivato in zona Rossio, entrò in un Bar e ordinò una
Arrivato in zona Rossio, entrò in un Bar e ordinò una
camomilla. Il barman , un bianco portoghese panciuto, lo
guardò con una certa costernazione. Costernazione che lasciò
posto al rasserenamento allorché il maresciallo pugliese
aggiunse che voleva un paio di Pastel de Nata, da inzupparci
dentro. Il tipico dolce portoghese di pasta sfoglia e crema. I
pasticciotti portoghesi, pensò, da bravo pugliese.
Seduto ad un tavolino all'ingresso di Rua Augusta, all'aperto,
con una stufa a gas nei pressi, solo come un cane, gli venne fatto
di pensare che non doveva essere poi così male vivere a Lisbona.
Era un pò come vivere a Milano...Tolto il Duomo e il traffico ma
con in più il mare.
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