Avevano le armi, adesso. Presero un omnibus. Direzione Aracati. Sull'omnibus c'erano un sacco di giovani diretti ad Aracati , per quello che era uno dei Carnaval de praya piu' importanti del Brasile. Bevevano allegramente misture di aranciata con cachaca, il distillato di canna da zucchero base della caipirinha. Cantavano allegramente. Erano ragazzi e ragazze. Santoro resto' colpito dalla percentuale di ragazze che portavano l'apparecchio ai denti. Ma erano ugualmente splendide. Il ritratto della salute e della bellezza. A parte l'apparecchio per i denti. More, castane, pelli olivastre , mulatte, cafuze, cabocle, tedesche, italiane, portoghesi, un campionario antropomorfico destinato a diventare un esempio storico di un riuscito processo di integrazione multiculturale. Se non altro quanto a "battaglie nei letti".Ecco una cosa che gli piaceva del Brasile, penso' Santoro. Michel se ne stava seduto a fianco a Santoro, sprofondato nel sedile tutt'altro che morbido e comodo, triste e solitario.
Tre ore dopo , era quasi sera, febbraio , primo giorno di Carnevale, l'omnibus li scarico' in una piazza di Aracati. Le strade sterrate erano piene di musica ad alto volume e gente che ballava forro' e fevro, i due balli nordestini che andavano per la maggiore. Michel si avvicino' ad alcuni ragazzi e confabulo' con loro. Poco dopo ando' verso Santoro.
-Trovato casa da affittare per Carnaval, disse.
-Ma che ti e' preso, hai fatto uso di nascosto di sostanze psicoattive?Hai fatto una cura di fosforo, o cosa?
Michel non disse niente. Attendeva una risposta.
-E sia, disse Santoro, andiamo a posare i bagagli in questa inaspettata dimora.
Michel e Santoro si diressero verso una signora di colore. Lei fece un sorriso imbarazzante a Santoro. Poi chiacchiero' con Michel. Tiro' fuori dalla tasca delle chiavi e presumibilmente gli spiego' dove fosse l'abitazione.
Due isolati dopo, in mezzo a queste dimore massimo ad un piano che si stagliavano a macchia di leopardo a migliaia nel reticolo delle strade sterrate solcate da buggy gravidi di sound system rombanti sui quali sgambettavano ragazze discinte decisamente free slip sotto le loro minigonne minimaliste, si insinuarono in una sterrata. Venti metri dopo si trovarono davanti ad una porta di legno. Michel la apri. Salirono un piano. Al piano superiore c'erano un tavolo, due sedie, un cucinino, un bagno con doccia. E un' altra stanza con due redes. L'occorrente per dimorarvi qualche giorno. Ovviamente il piccolo frigo e la dispensa risultarono vuoti.
Santoro poso' le sue cose e fece cenno a Michel che non c'era tempo da perdere. Ma non per non perdersi il divertimento carnascialesco. Dovevano andare a caccia di trafficanti. Cezar Sampajo, Ze Roberto e Cazuza, erano decisamente in cima alla lista, penso' Santoro. Come uscirono in strada furono travolti dal fiume di folla che si dirigeva verso il corso principale. Lo seguirono lasciandosi trasportare e cercando di non perdersi di vista. Santoro portava con se' lo zainetto con dentro le due Taurus. Lo teneva davanti a se', in modo tale da poterlo tenere sott'occhio in ogni momento. Cosi arrivarono rapidamente sul corso principale. Era illuminato a giorno da enormi fari e al centro c'erano quelli che Michel aveva chiamato Blocos. Gruppi di persone che danzavano forsennatamente dietro i "trios" elettrici ,degli enormi tir bardati sui lati da lastre di protezione , in cima ai quali si esibivano gruppi musicali e ballerine , dal vivo. Uno spettacolo unico al mondo. La maggior parte dei giovani dei blocos non erano vestiti in maschera , ma normalmente, con canotte, bermuda o solo bermuda e a torso nudo e le ragazze in bikini, con le forme ben in vista e le risate sguaiate deformate dall'alcol e dal desiderio di follia. Santoro si attacco' con la schiena al muro di un'abitazione, di questo lungo corso all'interno del quale trios elettrici e blocos andavano su e giu', mentre intorno la gente era scatenata, danzava, si agitava e flirtava, senza soluzione di continuita', scomparendo senza alcuna distinzione di gusti sessuali, dietro i vicoli consapevolmente lasciati bui che si aprivano in verticale, incrociando il corso...per tornare qualche decina di minuti dopo sul corso avendo consumato del sesso rapido e facile.
Santoro osservava tutto questo con curiosita' , ma anche con lo sguardo attento a scorgere qualcuna di quelle facce patibolari che stava cercando. Michel appofitto' per farsi una ballata con una travestita che era' li nei pressi , sul marciapiedi. Santoro non aveva ancora capito da che parte stava Michel. E a dire il vero non e' che gli importasse molto. Sia perche' non era mai stato un moralista, sia perche' , dopotutto, mancato parente o meno, erano comunque cazzi suoi, in tutti i sensi...era il caso di dire. Era un carabiniere moderno, una specie di infiltrato dell FBI in Italia, uno con quella mentalita', ecco.
Restarono li per tutta la serata, fino a notte inoltrata. Ma nessuno dei "patibolari" si fece vivo. Inoltre Santoro non aveva notato alcun movimento di spaccio di varia natura. Cosa che francamente lo aveva sorpreso. Era come se dall'alto, qualcuno, avesse imposto di non fare movimenti di quel tipo. Evidentemente per non attirare l'attenzione. Magari quelli del cartello , che oramai avevano capito di essere seguiti, ci stavano andando con i piedi di piombo. Eppure, penso'Santoro, quello era il posto giusto per fare affari. Se non a Carnevale quando? Magari avevano lasciato passare il primo giorno per organizzarsi meglio. Intanto Santoro non cessava di monitorare tutto.
Verso le due di notte, disse a Michel che aveva fame. Si scrosto' dal muro dove era stato incollato fino a quel momento e indico' a Michel una pizzeria. Non gliene importava di dare nell'occhio o meno. Era una di quelle cose biunivoche, a doppio taglio. Comunque movimentare la serata sarebbe stato utile.
Si sedettero ai tavolini la' fuori. Un ragazzo porto' il menu. Santoro individuo' "Pizza Calabresa". Fece cenno con un dito sul menu a Michel che ne voleva una. E prendesse cio' che voleva a sua volta, lui.
Michel ordino' una pizza normale, poteva essere l'equivalente di una margherita. Ed una birra. Santoro da bere prese un "Guarana Antartica", una bibita gasata tipica del Brasile a base di guarana'.
Arrivarono le pizze. Beh, non erano lontanamente vicine alle pizze originali che Santoro aveva mangiato in Italia. Morbide, mollicce e Michel le stava cospargendo di maionese e ketchup. Quella di Santoro era sottile, molliccia e con fette di salame piccante. Michel l'aveva istoriata con strisce di maionese. I trigliceridi di Santoro stavano per chiedere asilo politico in un altro corpo. Comunque non era male, penso' Santoro addentandola. Poi dette un sorso al Guarana'. Era gelido al punto giusto. In quella serata torrida a trentotto gradi era quello che ci voleva. Ecco un'altra cosa che sapevano fare bene i Brasiliani. Servire le bevande, birra e bibite principalmente, alla temperatura giusta. In Italia le birre al confronto sembravano bicchieri di analisi delle urine, tanto erano tiepide. Ecco, penso' Santoro, e' la loro cerimonia del te', qualcosa che sanno fare bene, con dovizia. La birra Antartica di Michel era stata avvolta nel suo vestitino di polistirolo, per impedirle di scaldarsi presto. Santoro si sdraio' sulla sedia. Continuo' a bere il guarana'. Tutto sommato provo' una certa rabbia. Era nel paradiso terrestre ma lo doveva attraversare stando attento a non cadere sui serpenti a sonagli. E questo gli rovinava lo spettacolo. Un motivo in piu' per odiare gli uomini a cui dava la caccia.
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