Fecero una cinquantina di chilometri, nel deserto infuocato del primo pomeriggio, badando a tenersi a debita distanza . Ma dopo un po' dovettero uscire dallo spettro visivo dei due boss per evitare di essere scoperti. Avrebbero seguito le tracce, facili da seguire, in quella zona in cui nessuno sembrava essere passato da mesi. Fino al tramonto. Non si capiva quanto carburante ci fosse e presi come erano dall'inseguimento non ci pensarono. Ma il buggy sembrava avere un serbatoio inesauribile. Inoltre sul retro, nel sia pur stretto vano portabagagli, avevano un bidone di carburante di scorta pronto per eventuali emergenze.
Seguirono le tracce come nel vecchio West dei film western . O come nei fumetti di Tex Willer, fino al tramonto. E a giudicare dallo stato delle tracce non dovevano essere molto lontani da loro. Infatti ad un certo punto, li scorsero mentre sparivano dietro ad una duna. Avevano rallentato. Santoro avverti che c'erano sviluppi in arrivo. Ora pero' il sole stava calando e dovevano accelerare per non perdere il contatto. Dovevano rischiare.
Dieci minuti dopo , spuntando dietro una grande duna, videro al centro di una spianata sabbiosa con qualche cactus gigantesco intorno, una dimora non troppo sontuosa. E vicino a quella costruzione visibile all'improvviso come un'apparizione nel deserto nordestino, il buggy turchese di Cezar Sampajo e di Ze Roberto,i boss, parcheggiato e solitario. Dalla casa evidentemente dotata di caminetto, usciva del fumo. Santoro disse a Michel di fermarsi. Avrebbero nascosto il buggy dietro ad un cespuglio , vicino ad una duna. Non c'era molto altro in giro, avrebbero rischiato. E cosi fecero. Poi si idratarono con foga, al fine di ritemprarsi dal viaggio e dalla tensione.
-Sono indeciso se andare subito , o quando fa buio.
-Meglio de noite, disse Michel.
Santoro convenne, anche perche' appariva improbabile che Vanessa fosse ancora viva. Loro erano li per sapere che fine avesse fatto, rassegnati al peggio, si capiva, e per catturare Cezar Sampaio e Ze Roberto. Con che armi non era dato di sapere. Con che metodo nemmeno. Ma Santoro stava rimuginando qualcosa. Il suo cervello funzionava a mille. Si appostarono sulla duna, distesi, cercando di appiattirsi al suolo quanto piu' possibile. Dopodiche' Santoro tiro' fuori dallo zaino il suo binocolo. E inizio' ad osservare. Intorno alla casa non c'era nessuno. Nemmeno un cane. Letteralmente. La qual cosa risulto' al maresciallo alquanto sospetta. Come faceva quella vecchia pazza di curandeira a vivere in pieno deserto , al centro di una spianata , senza nemmeno l'ausilio di un cane da guardia?
La sera arrivo' e Santoro tiro' il piano per l'attacco. Si sarebbero avvicinati lentamente. Poi una volta nei pressi della casa avrebbero dato un'occhiata dentro. Infine , avrebbero improvvisato. Ma Santoro disse a Michel di non fare niente a meno che non glielo dicesse lui. Gli chiese di ripetere il concetto, per essere sicuro che avesse capito.
-Non fare un cazzo, disse Michel.
-A meno che?
-A meno che tu dire.
-Bravo , figliolo!Disse Santoro.
A 50 metri dalla dimora si acquattarono e proseguirono al passo del leopardo. Lentamente. Michel non voleva farlo. Ma non c'era da discutere. Santoro immagino' che ci dovessero essere dei motivi legati alla presenza di animali o trappole. Cosi anche lui si alzo' e prosegui a camminare piegato, offrendo allo sfondo nel buio meno sagoma possibile.
In breve furono lungo uno dei muri perimetrali della casa . Tesero le orecchie per vedere se dentro si sentissero voci o altro. Ma il silenzio era assoluto. Santoro fece segno che avrebbe sbirciato da una finestra. Michel gli fece segno che aveva capito.
Si avvicino' a quella che sembrava una finestra. Dentro sembrava ci fosse della luce. Dette la famigerata occhiata. Ma non vide niente. E non senti niente. Magari stavano dormendo, penso' Santoro. Impossibile, penso' un minuto dopo. Se fosse entrato lo avrebbero fatto fuori tempo zero e addio sogni di vendetta . E addio anche verita'. E la verita' era forse piu' importante della vendetta. Santoro voleva sapere. Doveva sapere!
Resto qualche decina di minuti a tergiversare. Michel lo guardava interrogativo.
Strano, penso'. Niente voci. Niente rumori. Il fumo che aveva visto uscire dalla casa nel pomeriggio ormai passato non c'era piu'. Era una situazione di stallo. Stallo messicano, avrebbe detto Quentin Tarantino. Stallo brasiliano, penso' Santoro. Doveva essere un altro tipo di stallo in cui le pistole ce le avevano solo alcuni e gli altri dovevano solo decidersi quando farsi ammazzare.
Senza dire niente a Michel, Santoro si mise in piedi. Si diresse con apparente calma verso l'ingresso. E busso'.
Michel ebbe un attacco di colite anche se non ne soffriva. Questo gringo e' loco, penso', pazzo.
Nessuno rispose dall'interno dell'abitazione. Il silenzio era assoluto. E non c'erano nemmeno rumori di animali notturni. Sembravano proiettati in un altra dimensione, amniotica e silente.
Santoro tiro' la maniglia della porta e Michel si copri le orecchie in attesa degli spari.
Passo' un minuto.
Passarono due minuti.
Passarono cinque minuti.
Niente, nessun segno di vita.
Michel si tolse le mani dalle orecchie , ma non si decideva a muoversi.
Poi senti la voce di Santoro.
-Ragazzo, entra pure, non c'e' un cazzo di nessuno qua dentro. E mi venga un colpo apoplettico se ho capito dove sono andati a finire gli abitanti di questa casa del deserto!
Michel un po' titubante, entro' in casa. Santoro aveva acceso un lume a petrolio. Evidentemente non c'era elettricita'. Magari alla curandeira non serviva. La prendeva dai fulmini, penso'.
-Sei sicuro loro non nascosti?
-Ho rovistato dappertutto e a meno che non siano sepolti sotto il pavimento, cosa che ritengo improbabile, in questa casa non c'e' nessuno.
-Cosa significa, chiese Michel.
-Dalle mie parti in Italia si dice , siamo stati fottuti. Probabilmente i piccioncini ci avevano visti. E ci hanno seminati attirandoci qui.
-Ma noi non avere armi. E loro non avere paura.
-Oppure si sono fatti sparire con un incantesimo, cosa vuoi che ti dica. Non ho visto nessuno allontanarsi dalla casa. E' al centro di una spianata e fino a quando non e' diventato buio nessuno e' uscito da questo posto. E secondo me neanche dopo.
A Michel cominciarono a venire i brividi. Santoro avvertiva il rumore dei suo denti che battevano. E c'era anche il fatto che la sera nel deserto non e' che fosse cosi "quente", vale a dire ,calda.
-Adesso che facciamo? Chiese Michel.
-Tanto vale dormire qui, disse Santoro.
-Sei tutto loco, gringo, io non dormire nella casa di una curandeira.
-Perche', che possono farci. Al massimo ci ammazzano. Credimi, se avessero voluto, lo avrebbero gia' fatto. Non c'e' nessuno in questa casa. E io sono stanco. Di la' ho visto un paio di redes. Io direi di sdraiarci.
-Io no, disse Michel, io dormire fuori nel buggy.
-Non essere cretino, fuori fa freddo. Dai retta a me, dormiamo su un paio di queste redes.
-Ma qui abitare qualcuno che puo' tornare.
-Si, e' vero, ho visto che e' tutto in ordine, non manca niente. A parte l'elettricita' e di conseguenza la Tv. Ma quest'ultimo aspetto a me personalmente non risulta sgradito, disse Santoro.
-Io andare dormire in buggy,
-Beh, non sono tuo padre, fai come ti pare, disse Santoro. E ando' a sdraiarsi su una di quelle amache. Sembrava pulita e , ad occhio e croce non ci aveva dormito nessuno di recente.
All'improvviso l'atmosfera intorno si fece ovattata , in un momento, in una frazione di secondo. E il fruscio del vento e qualche strillo di animale notturno che avevano cominciato ad avvertire,si tacquero. Successe come se fossero stati al cinema e fosse andato via il volume e fosse poi tornato all'improvviso.
Santoro continuo' a starsene sdraiato. E noto' che al tavolo al centro della sala, ora c'era qualcuno seduto. Se ne stava immobile ed era come se lo osservasse. Normalmente a quel punto Santoro sarebbe dovuto catapultarsi giu' dall'amaca e mettersi in guardia. Ma ebbe l'impressione che non gli sarebbe servito a molto. Forse era meglio fare come certi animali. Starsene immobile per non farsi notare. O per non mostrare di avere paura.
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