domenica 9 giugno 2019

Lisboa 15

Dopo che ebbero fatto l'amore ancora una volta, Santoro , si 

sentiva strano.

-Scusa, ma hai messo qualcosa nella bevanda?

Vanessa lo fissò con uno sguardo sornione.

-Rispondi!

-Sì, fece lei e andò verso il bagno per farsi una doccia.

Porca puttana, pensò Santoro. Affermazione , non definizione.

Quando Vanessa uscì dalla doccia era sorridente, rilassata. Sotto 

l'accappatoio i suoi capezzoli erano ancora turgidi.

-Cosa mi hai messo nella bevanda?

-Calmati...è una cosa innocua, non fa male. E' un aiutino.

-Un aiutino? Cos'era, viagra?

-No.

-Cos'era?

-Era GHB.

-Cioè?

-E' un farmaco per il cuore che viene usato come stimolante 

sessuale...Nell'uomo migliora tantissimo l'erezione.

-Grazie tante per la fiducia, disse Santoro.

-Non volevo correre rischi, volevo divertirmi, disse Vanessa 

sorridendo.

Santoro cominciò a stare male. Gli girava la testa.

-Che c...osa mi succederà? Fece il Maresciallo.

-Niente di grave, conosco le dosi che si possono usare...Domani 

non ti ricorderai nulla.

-In che senso, disse Santoro a cui girava la testa come se avesse 

bevuto 10 litri di whiskey.

-Ti farai una bella dormita e al risveglio non ricorderai nulla.

-Uhm...E ti pare bello?

-Certo...E' stato uno sballo, hai funzionato come un ventenne con 
la maturità perversa di un maturo, il massimo.

-L'hai presa anche tu?

-Certo.

-Ma non fai dei controlli antidoping?

-Non lascia tracce nell'organismo già nel giro di qualche ora. Ed 

entro un giorno non mi ricorderò nemmeno di cosa sia successo.

-E questo sarebbe divertente? Cancellare i ricordi?

-Sì...Voglio ricordare ora questo momento. Da domani la mia 

vita continua. E anche la tua. Non avrai memoria di ciò che è 

stato.

-Sembra incredibile. Perché al momento ricordo tutto alla 

perfezione.

Vanessa sorrise.

-E' ora di andare, gli disse senza mezzi termini, domani devo 

allenarmi, voglio riposare bene.

Santoro fece per rialzarsi, barcollò e ricadde sulla sedia.

-Cristo, disse Vanessa, ci mancava anche questo.

-Cosa? Chiese Santoro disorientato.

-Che non la reggi.

-Dì un po', come fai a procurartela?

-Che ti importa? Ho tanti amici farmacisti!

-E ti procurano anche altro? Chiese Santoro furbescamente.

-E' normale...Tutto quello che voglio: coca, extasy, anfetamine, 

Mdm...

-Mdm?

-Sì, se ti va domani la proviamo.

-Domani non mi ricorderò più di te, giusto?

-Non di me...Ma del fatto che abbiamo fatto sesso.

-Io preferisco spaghetti, olio, peperoncino e un bicchiere di vino

Negramaro...Sono queste le mie droghe.

-Roba da vecchi, disse Vanessa. E rise.

-Comunque adesso devi andare, chiamo un taxi, Disse. Prese il 

telefono e attivò un tasto collegato ad una linea taxi.

-Domani pomeriggio vieni allo stadio? Chiese Vanessa.

-Se non muoio prima...

Vanessa sorrise.

-Sai , conoscevo un tizio con il tuo stesso umorismo. Era un 

poliziotto. Purtroppo ora non c'è più. Adoravo fare sesso con lui.

-Ah sì? E perché non c'è più?

-Morto.

-Come è morto?

-Non ne ho idea, disse Vanessa probabilmente mentendo.

-Perché me lo dici, vuoi darmi qualche messaggio?

-Che messaggio? No , no, era uno che ti assomigliava. Come 

modo di pensare. Lui odiava queste cose. Lui era un atleta. Alla 

sua età faceva tempi da Olimpiadi in molte gare di corsa. E 

faceva sesso come un dio.

-Be' avrei potuto farlo anch'io, disse Santoro.

-Non credo. Hai la pancetta, non sei allenato come lui. Be', certo, 

sei più ricco di lui. Per questo resteremo in contatto, non è vero, 

Gabriel?

-Mi chiamo Gabriele, disse Santoro.

-Gabriel, mi piace di più.

Il taxi era arrivato, e aveva già avvisato Vanessa che attendeva lì 

nei pressi. C'era da fare un pò di strada a piedi. Ma Vanessa 

confidava che Santoro ce l'avrebbe fatta ad arrivare a prenderlo.

Santoro si rimise in piedi. Si sentiva come ubriaco. Per Giuda, 

pensò, roba pesante quella che mi ha somministrato.

-Buonanotte, disse Vanessa e lo spinse quasi fuori dalla porta.

Santoro scese le scale come un praticante di thai chi sbronzo. 

Agitava le mani per stare in equilibrio. Sceso in strada cercò di 

ricordare le indicazioni di Vanessa. Svoltò dietro al primo 

angolo e scese per una strettoia fatta di scale da percorrere in 

discesa. Al termine della scalinata i pensieri di Santoro si fecero 

ancora più confusi e la vista risultava appannata. Ma riuscì a 

vedere il taxi.

Si trascinò all'interno dell'auto verde e nera ( colori tipici dei 

taxi portoghesi). Riuscì appena a dire al tassista dove dovesse 

accompagnarlo. Per un momento pensò che non tutto era andato 

per il verso sbagliato. Vanessa conosceva Carvalho. Bingo! 

Pensò. Prima che il buio si impossessasse di lui.

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