domenica 23 giugno 2019

Lisboa 17

Dunque, si era punto e a capo. Delle due l'una , o Quaresma

 bluffava o veramente quel video non proveniva da qualcuno 

delle forze dell'ordine portoghesi. O magari anche , proveniva 

da qualcuno dell'interno delle forze dell'ordine portoghesi , 

ma forse non della Guardia Repubblicana. Santoro era 

stranamente tranquillo. Gli dispiaceva per Vanessa, ma non 

ricordava molto della ragazza. A parte che l'aveva conosciuta 

allo stadio di atletica e che conosceva Carvalho. I giornali 

avevano riportato la notizia e alcuni fotogrammi del video in cui 

Santoro era impegnato nella sua performance amatoria erano 

stati ingranditi e pubblicati. Le immagini per fortuna non erano 

proprio nitide. Era abbastanza buio, in quella stanza. Ma uno 

che lo conoscesse avrebbe potuto sospettare di lui. Ad ogni modo 

non poteva rischiare. Girava con il suo trolley da qualche parte 

sotto la ruota panoramica di Piazza Pombal. C'era una corona 

di fiori dove avevano trovato Vanessa. Era un atleta abbastanza 

conosciuta. Certo, non era un calciatore, ma quel delitto stava 

destando scalpore , a Lisbona. E a giudicare da notiziari e 

giornali, in tutto il Portogallo. Santoro non poteva contare su 

nessuno, lì a Lisbona. Si decise a chiamare Cazzaniga.

Prese il telefono e compose il numero.

Dopo pochi secondi Il Cazza rispose.

-Sciur marescial, cum te stet?

-Mai stato così lontano dallo stare bene, grazie.

-Uellah, cus'è l'è success?

-E' successo un casino, Ambrò, sono nel letame animale ed 

umano fino al collo. Pensa che una volta nella masseria di mio 

zio camminando finii in un palmento di sterco di galline e affini, 

avrò avuto sei sette anni. Meno male che ero abbastanza alto per 

la mia età, perché mi immersi in quella roba fino al collo. Mi è 

capitato di pensare, a volte, se fosse stato più profondo, il 

palmento...Niente, sarei annegato nella merda. Tu dici che 

c'entra qualcosa il karma con questa cosa?

-Ueh, ma si sente bene?

-No, Ambrogio, ho già detto come mi sento.

-Ma cos'è successo?

Santoro rese edotto Cazzaniga sugli ultimi fatti.

-Venga via subito, Santoro! Prenda il primo volo! Disse a quel 

punto Cazzaniga.

-Lo sai che non posso.

-Quelli lì, i portoghesi, l'hanno messa in mezzo a qualcuna delle 

loro sporche storie. Non ci vuol molto a capirlo.

-Dì un po', Gianuli è tranquillo?

-S'è bevuta la storia della tua malattia. Anche se comincia a dire 

che la convalescenza dura molto.

-Ambrogio, non mi posso fidare di nessuno. Io ho bisogno di un 

alloggio pulito e di un documento falso.

-Sull'alloggio posso vedere io, ma sul documento...Sarà un po' 

difficile. Ci vuole il suo tempo.

-Ambò...Per ieri.

-Vedo che posso fare. Ma , Santoro, mi dica una cosa:  che ci 

faceva a letto con una ventenne?

-Ambrò, hai presente un tir. Fattelo, ma di cacchi 

tuoi...Comunque ti assicuro che con l'omicidio non c'entro 

niente. Inoltre non mi ricordo di essere andato a letto con 

nessuna. Dalle foto sui giornali , però, mi sono riconosciuto. Ma 

com'è possibile?

Cazzaniga tacque.

-Ambrò ti ho fatto una domanda.

-Sto pensando...L'unica cosa che mi viene in mente è che può 

aver messo in qualcosa che beveva del GHB.

-E che cos'è?

-E' una farmaco che viene usato per potenziare le prestazioni 

sessuali...Solo che non lascia traccia nella memoria di quello che 

hai fatto. E non lascia traccia nell'organismo già dopo qualche 

ora. La ciamen droga dello stupro! 

-E che gusto c'è?

-Non lo so, ma a Milano ultimamente ci sono stati molti casi.

-Bingo! Ecco cos'è stato...Ora capisco. Può essere.

-Lo spero per lei, disse Cazzaniga.

-Perché dici così, credi che abbia ucciso quella povera ragazza?

-Non l'ho pensato nemmeno per un minuto, conoscendola.

-Chi, la ragazza?

-Le stavo dando del "lei".

-Uhm...Cazzanì, aspetto una tua telefonata tra massimo dieci 

minuti. Voglio un posto sicuro a Lisbona dove alloggiare, 

possibilmente dove non chiedono documenti e un passaporto 

falso.

-In dieci minuti posso trovare l'alloggio, non il documento.

-Va bene, almeno l'alloggio. Voglio un posto dove leccarmi le 

ferite e ripartire. Non ho molto tempo, stanotte stessa devo fare 

qualcosa.

-Cosa?

-Non lo so ancora...non te lo posso dire, magari ho il telefono 

sotto controllo.

-Impossibile, quel Nokia lì controlli no.

-Va  be', ti faccio sapere. Nel frattempo forniscimi il nome 

dell'albergo.

-Ma quale albergo...devo trovare delle case private che non 

chiedono documenti e affittano per pochi giorni.

-Va bene, tanto lo sai che mi adatto...

-Ok, Marescial, passo e chiudo.

Santoro chiuse lo sportellino. Per Giuda! GHB, ecco cosa doveva 

essere stato. Era stato drogato. Ecco perché non si ricordava 

niente. Ma quelle immagini, quelle riprese, chi le aveva fatte? 

Aveva ragione a vederci del marcio nella morte di Carvalho. 

C'era qualcuno che voleva farlo fuori. Sapeva qualcosa e doveva 

essere messo a tacere. E anche lui, Santoro, poteva fare la stessa 

fine. Avevano paura che scoprisse qualcosa sul portoghese, 

pensò. Ma cosa aveva scoperto, Carvalho? Individuata 

questa cosa, pensò Santoro, capire chi avesse avuto interesse nel 

farlo fuori sarebbe stato più facile.

Squillò il telefono. Era Quaresma.

-Nemmeno quando sono in Italia ricevo così tante telefonate, 

disse Santoro, che c'è? Che vuoi?

-Non sei stato ancora individuato.

-Ma perché non glielo dici tu?

-Perché dovrei. Io e te stiamo dalla stessa parte.

-Tu dici?Disse Santoro, in tono sarcastico.

-Certo, stupido, non devi avere dubbi. Se non sei ancora in 

carcere con l'accusa infamante di omicidio, lo devi a me. Io so 

chi sei.

-Ah, comunque ho capito cosa è successo quella sera.

-Cosa? Chiese impazientemente Quaresma.

-GHB, ti dice qualcosa?

-Cos'è?

-E' un farmaco usato come droga negli incontri sessuali. Dopo 

che hai fatto quanto devi fare non ti ricordi più nulla. Sono stato 

drogato.

-Sottoponiti a delle analisi, così chiarisci tutto.

-Macchè, dopo poche ore non ne resta traccia nell'organismo.

-Come lo sai, non lavori per la narcotici, che io sappia.

-Ho le mie fonti...E i miei amici.

-Dobbiamo incontrarci, disse Quaresma.

-Lo deciderò io, quando, disse Santoro. Per adesso ti saluto.

-Dove sei adesso.

-Vicino al marchese, disse Santoro.

-Praca Pombal?

-Sì, certo, sono venuto a vedere dov'è morta Vanessa . Faccio un 

giro qui nei pressi per vedere se trovo qualche indizio.

-Sei pazzo? Non devi farti vedere lì, potrebbero riconoscerti. 

L'assassino torna sempre sul luogo del delitto, non lo sai?

-Già, ma l'assassino non sono io, disse Santoro.

-Che ne sai? Hai detto che non ti ricordi niente e che quella roba 

crea l'oblio mentale.

-Ma dalle immagini si vede che io l'ho uccisa?

-No, disse Quaresma, tutt'altro, fece senza ironia.

-Ecco, appunto, Quaresma, tu sei un uomo di mondo e lo sai che 

non sono stato io. Ma troverò chi è stato. Fosse l'ultima cosa che 

faccio su questa terra e in questa dannata città.

-Cos'è, non ti piace Lisbona?

-Mi piace. E' anche per questo che cerco giustizia. Il sangue dei 

martiri desertifica tutto, se a quei martiri non viene data 

giustizia. Se  vuoi tornare ad essere un cittadino fiero della tua 

città, devi augurarti che trovi quei bastardi, concluse Santoro. 

Chiuse lo sportellino del Nokia. 

Attendeva che Cazzaniga gli comunicasse la buona novella. Un 

nome e un indirizzo per riposare, già per quella notte. Santoro 

ne aveva proprio bisogno.

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