-Buonasera, sono l'avvocato Casartelli, sono qui per assistere il dottor Sponzini e....soprattutto per chiederne il rilascio immediato sulla base del fatto che non ci sono prove, esordì l'avvocato di Sponzini.
-Lo vedremo, se non ci sono prove, disse Santoro.
-Non potete trattenere il mio assistito.
-Perché? Abbiamo trovato un sacchetto di cocaina a casa sua!
-Il mio assistito non ha precedenti per droga. Ha qualche precedente per il suo passato di militante di estrema sinistra risalente agli anni '70.
-Be', ha dei precedenti per rapina, disse Santoro.
-Rapina per autofinanziamento, quindi , in definitiva, dato il clima dell'epoca, lei ne converrà, un reato di carattere politico!
-Rapina per autofinanziamento personale! Visto che da quel reato derivano le fortune economiche dell'imputato!, disse Santoro.
-Non c'è nessun imputato, disse Casartelli. Rolex d'oro sul polsino della camicia , gibbosità addominale da aperitivo selvaggio, Regimental al collo, Blazer blu, sembrava uscito dalla pubblicità della Banca Mediolanum!
-Invece sì, tratteniamo il dottor Sponzini per possesso e spaccio di stupefacenti...per il momento. Ma la avverto, avvocato, che potrebbero venire fuori altre cose, altri reati, disse Santoro.
-Che diavolo sta dicendo. Lo sa bene che non c'è niente contro il mio assistito. Quella droga potrebbe benissimo averla messa lei. Del resto era noto il fumus persecutionis da parte sua nei confronti del dottor Sponzini. Il quale ha copie delle registrazioni dei suoi, diciamo così, interventi poco ortodossi, in casa sua. Se lei lo arresta , visto che vuol giocare sporco, io sarò costretto a denunciarla per persecuzione, fabbricazione di prove false, al fine estortivo!
-Vedremo, disse Santoro. Per il momento, Agostinelli, accompagna l'imputato Sponzini in cella qui da noi.
-Inaudito, fece Casartelli. Abbronzato, sopracciglia ad ali di gabbiano come un ragazzetto di periferia qualsiasi diretto in discoteca il sabato sera, non si dava pace.
-Non si preoccupi, dottore, le garantisco che al massimo domani mattina la faccio uscire!, disse Casartelli rivolto a Sponzini .
-Non è un film americano, non c'è la cauzione. Dovrebbe essere più cauto, avvocato, e consigliare al suo assistito di collaborare.
-Neanche per sogno. Lei, maresciallo, si sta mettendo in un brutto guaio.
-Ah sì? Beh, allora semo in due, avvocà, fece Agostinelli.
Casartelli non rispose nemmeno, e mostrò un viso snobbante.
Agostinelli portò Sponzini in cella.
Il giorno dopo un giudice avrebbe dovuto convalidare o meno il fermo.
Sonia Grimaldi, raggiunta telefonicamente aveva disposto l'arresto. Entro 48 ore doveva essere convalidato.
Santoro sembrava tranquillo.
Quando tornò Agostinelli, andato via l'avvocato Casartelli, i due restarono soli nella stanza degli interrogatori.
-Marescia, semo sicuri che non lo lasceno domani?, chiese Agostinelli.
-Non ti preoccupare, abbiamo delle prove schiaccianti. Flagranza di reato, capisci?
-Sarà, ma io nun ce credo. Sta gente c'ha conoscenze altolocate.
-Nervi saldi, Giulio, nervi saldi!
-Ok, marescià.
-Vai a dormire, adesso su, te lo sei meritato!
-E voi che fate, marescià?
-Io vado a casa. Mi cucino qualcosa e ascolto un po' di musica. Domani è un altro giorno, capisci?
-Marescia e se , puta caso, er giudice de domani mattina, nun convalida l'aresto?
-Be' non succede niente. Almeno a te. Se il giudice non convalidasse l'arresto vorrebbe dire che ci troveremmo di fronte ad una situazione nuova. Quella di un giudice che di fronte alla testimonianza di due graduati delle forse dell'ordine, non crede a loro ma dà ragione all'imputato.
-Beh? E se succede?
-Non credo che succeda, ma se succede mi gioco l'ultima carta.
-Quale?
-Per quest'ultima carta mi serviresti tu.
-Io?
-Tu, Agostinè...naturalmente questo è il mio piano "b". Piano "b "che funzionerebbe se le intuizioni che ho avuto risultassero azzeccate.
-Sennò?
-Sennò mi distruggeranno. Non farò più il carabiniere.
-State a scherza'?
-No. Affatto. Per raggiungere la verità devi assumerti delle responsabilità. E quando ti assumi delle responsabilità c'è sempre un margine di rischio. E' nella logica di questo mestiere. E' nella logica della vita. Se non rischi mai non vivi mai. Ma puoi anche rimetterci le penne. D'altra parte bisogna qualche volta scegliere di vivere pienamente per un breve periodo che morire lentamente per un periodo infinito. E io, caro Agostinelli, se proprio devo scegliere, scelgo la prima che ho detto!
-Boh? Nun c'ho capito 'n cazzo!
-Be', è normale, Agostinè. Il rischio genera dubbi.
-Io me sto a cacà sotto.
-A te in ogni caso non accadrebbe nulla. Tu hai preso ordini da me. Punto. La responsabilità sarebbe mia. Gianuli non mi coprirebbe. Nonostante mi avesse dato carta bianca. Ma per dirla con Totò...be', ci siamo capiti!
-Allora io vado, marescià. Se vedemo domani in tribunale. Davanti ar giudice.
-Perfetto. Buona serata.
-Marescia e se er giudice nun ce crede?
-Se non ci credesse prega che quello che ti chiederei conseguentemente di fare tu riesca a farlo. E soprattutto che dia i frutti che prevedo.
-Sennò?
-Sennò sono fregato. Sarei un bersaglio giudiziario e anche fisico. Nessuno potrebbe proteggermi da un bel proiettile vagante che resterebbe senza colpevole!
-Ma come fate a restà così freddo, sereno?
-A casa mi attende un bel piatto di maccheroni col sugo di salsiccia e un bel disco jazz. A volte è meglio della figa, come la chiamate voi giovani....
-Perché voi come la chiamate?
-Io lo chiamo piccione...suona meglio. Hai presente quando la scorgi, pelosa, da lontano, che sembra proprio un piccione scuro in mezzo al biancore delle gambe?
-Marescia, da quanto tempo non andate co 'na donna?
-Eh, un bel po'....
-Se vede...
-Da cosa?
-La cosa che avete detto, quella immagine, è 'na cosa che nun c'è sta più. Mo' le donne in mezzo alle gambe c'hanno la mohicana e per de più bionda. Nun se vede praticamente niente...
-Non si vedrà, ma di sicuro si sente....
-Bravo marescià, ve l'appoggio...
-Andiamoci piano con l'appoggiare, io appartendo alla old school. Nulla contro le sperimentazioni, ma io sono un tipo classico, un eterosessuale senza licenze di castigamenti altrove...
-Sete stato chiarissimo, marescià, v'ho capito persino io.
-Quando si tratta di figa la tua capacità di comprensione si acuisce...
-Nun ce lo so se m'accudisce, so solo che quell'argomento pe'me tira de più da Lazio.
-E hai detto tutto...
Santoro sorrise senza puntualizzare il suo "acuisce" . Tanto non serviva a determinare l'andamento generale delle cose. A quel punto si salutarono.
Agostinelli uscì dal comando dei carabinieri di via della Moscova e dentro di sé sorrise. Aveva imparato a conoscere Santoro abbastanza bene. E immaginava che la notte per lui sarebbe stato insonne. Lunga , insonne e di merda. Letteralmente e coliticamente.
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