Il giorno dopo era tutto pronto. Se ne stavano appostati nel parcheggio della tangenziale ovest di Milano scelto per lo scambio. Santoro, Agostinelli e Strippoli, in macchina, occhiali da sole, in attesa. Ancora non c'era nessuno , quattro e mezza del pomeriggio. Mancava mezz'ora a los cinco de la tarde. Strippoli mordeva il freno - Marescia, quando arriva il regista? Entro stasera le armi devono rientrare, se no al conteggio dell'inventario mancano.
-Voi stare tranquillo?
-Sì, marescià, di voi mi fido...ma era proprio necessario che veniva pure questo qui, il romano?
-Certo, John ha detto che voleva tre carabinieri.
-John? Chi cazz'è John?
-Carpenter, Giusè, John Carpenter, il regista.
-Ah, già , fece Strippoli. Poi accennò un gesto come per dire "mai coperto".
Ascoltavano radio Classica 94 megahertz, la stazione radio preferita di Santoro. L'auto era quella di Agostinelli. Santoro non aveva un'auto.
Verso le cinque meno dieci, un'altra auto si approssimò all'interno e parcheggio. Era una mercedes vecchio tipo , di quelle che piacevano ai marocchini e che ai marocchini duravano trent'anni. Erano i loro cammelli di latta occidentali. Uno status symbol. Era Ahmed.
Strippoli osservò la machina e la giudicò sospetta.
-Marescia, na machina di marucchini, fece...
-Sì, lo so, sono i cameramen...
-Veramente? , fece Strippoli.
-Certo, disse Agostinelli.
-Mah, cameramen marrucchini...che strano è stu regist...disse Strippoli.
Ahmed scesa dalla sua macchina e si diresse verso la vettura dei tre caramba, come avrebbe detto Cazzaniga.
Per inciso, Cazzaniga era migliorato, ma non era stato ancora dichiarato dimettibile. Santoro era felice di questo.
-Marescia, o marrucchino viene verso di noi...
-Lo so, Strippoli, è il capo cameramen...
-Ah, beh, fece Strippoli.
Santoro che sedeva a destra rispetto a Strippoli, sul lato dell'accompagnato, abbassò il finestrino.
Ahmed, magro, scheletrico, fumava, occhiali da sole innestati che lasciavano solchi sulle orecchie-Maresciallo, è tutto brondo....
-Ok Ahmed, aspettiamo. Noi restiamo qui defilati. Facci un segno quando vuoi che interveniamo.
-Bortate armi?
-Portate, amico, stai tranquillo. Ci sono tre m16 due mitragliette e le nostre parabellum, disse Santoro.
Ahmed fece per tornare verso la sua macchina.
Strippoli non ci stava capendo nulla.
Agostinelli per confondere le acque a quel punto disse-marescià, ma già la stanno a girà a scena o deve arivà quarcun artro?
-Come stanno girando? E le telecamere dove sono? , fece Strippoli.
-Dietro l'arberi, disse Agostinelli.
-Io non vedo niente, disse Strippoli.
-Nun te preoccupà, girano a infrarossi...
-Ah, non lo sapevo che c'erano ste diavolerie, ora, disse Strippoli.
-Devi vedè più tardi, che diavolerie, disse Agostinelli.
Santoro lo fulminò con lo sguardo.
Alle cinque in punto un Suv nero, probabilmente blindato, entrò , dalla tangenziale, direttamente nel parcheggio.
-Ci siamo , disse Santoro.
-E' arrivato, il regista? , fece Strippoli.
-Certo, disse Agostinelli con un fare sarcastico.
Da lontano i tre carabinieri osservavano la scena.
-Beh, che facciamo, non andiamo anche noi?
-No, Strippoli, stiamo già girando, non hai capito?
-Ah, già, disse Strippoli e si dette una rassettata.
Dal Suv uscì un tizio, magro, impermeabile bianco tirato a lucido. Era Nepoti.
Strippoli non lo riconobbe. Agostinelli e Santoro si dettero un'occhiata d'intesa.
Ahmed si avvicinò a Nepoti e i due confabularono.
Cinque minuti dopo arrivò un tir. Entrò lentamente nel parcheggio. Si parcheggiò davanti al Suv, ostruendolo alla vista dei carabinieri.
Agostinelli cominciò ad agitarsi.
-Stai calmo, disse Santoro. Per ora mettiamo solo i giubbotti.
Santoro uscì dall'auto che era ad un centinaio di metri. Ovviamente era in borghese. Aprì il portabagagli della Ypsilon e prese tre giubbotti.
Strippoli chiese-sono quei giubbotti speciali con la vernice rossa che dicevate?
-Esatto, disse Santoro, vedo che sei stato attento, Giusè!
Poi ad un certo punto, mentre indossavano i giubbotti, dei normali giubbotti antiproiettile, Santoro pensò che era il momento di agire. Dal retro del Tir aveva visto uscire degli uomini armati con dei borsoni a tracolla. Era la merce, la roba, come si sarebbe detto in gergo tossicomane.
-Andiamo, fece Santoro. E cominciò a passo svelto ad avvicinarsi. Non vedeva quello che stava accadendo e la cosa lo innervosiva. Non voleva che Ahmed corresse dei pericoli, ne', tantomeno Strippoli. Per cui gli disse di pazientare, che lo avrebbe chiamato a sé con un gesto, come in una vera azione da commando, aggiunse.
Arrivati dietro al Tir, posto di lato e ostruente la vista della mercedes di Ahmed, Santoro e Agostinelli si fermarono. Confabularono velocemente. Poi decisero di intervenire. Uno da un lato, l'altro dall'altro del tir.
Velocemente si portarono sul retro del del tir. E videro che Nepoti stava assaggiando della cocaina da un sacchetto. Non vide però Sponzini. Nepoti con la coda dell'occhio si accorse che qualcosa non andava. E senza girarsi estrasse la beretta e fece fuoco. Becco in pieno petto Santoro, che cadde. Lui e l'm16 che aveva imbracciato. A quel punto uscì dal lato opposto Agostinelli e cominciò a fare fuoco, cercando di non colpire Ahmed e due suoi complici che erano armati, anch'essi. Di kalashnikov.
I due si girarono e fecero fuoco, ma Agostinelli, più rapido, ne seccò uno e ferì l'altro. Entrambi si accasciarono. Ahmed, lesto, prese le borse dei due tizi armati di kalashnikov appena caduti e con un gesto rapido si portò dietro la Mercedes per ripararsi. Nepoti rientrò sparando come un ossesso, verso Agostinelli, indietreggiando verso il Suv, che, già in moto, lo accolse e , ancora con mezzo corpo fuori dal mezzo sgommò a velocità siderale, si diresse verso l'uscita del parcheggio.
L'autista del camion, aprì lo sportello del bestione metallico e sporgendo con un kalashnikov cercò di colpire Agostinelli. Ma fu steso da Santoro che fece fuoco da seduto, dolorante per i colpi attutiti dal suo provvidenziale giubbotto. Ahmed era nel frattempo salito in macchina e con un suo complice alla guida, sgommò a tutta birra verso l'uscita del parcheggio.
-Porca puttana, disse Santoro, affermazione, definizione, tutto, merda!
-Inseguiamoli, disse Agostnelli.
-Lascia stare, dove cazzo andiamo con la Ypsilon, fece Santoro.
-Cosa devo sparare?,urlò Strippoli armato di mitraglietta spuntando da dietro il tir....
Agostinelli aiutò Santoro a rialzarsi. entrambi osservarono Strippoli.
-Sparati un sega, disse Santoro.
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