Santoro e Agostinelli passeggiavano in via Palo Sarpi, il giorno dopo la "conversazione" con Sponzini. Il capitano Gianuli aveva affiancato ai due il Brigadiere Strippoli. A giudizio di Santoro , Gianuli gli aveva messo una microspia vivente.
Camminavano in mezzo al corso pedonale in mezzo alla panoplia di negozi cinesi. A metà percorso , sulla sinistra, c'era uno strano affollamento di persone.
-Marescia, che fanno tutta sta gente? Non è normale, disse Strippoli.
Santoro squadrò Strippoli dalla testa ai piedi. Era in borghese, come Agostinelli e lui. Bassettino, una pelata al centro della testa e coroncina di capelli intorno che non bastavano a fare il riporto. L'unico riporto che avrebbe concepito da Strippoli era quello da bassotto. Da cane bassotto. Dovevano combattere la criminalità organizzata, killers, terroristi internazionali, narcotrafficanti, con i mezzi e gli uomini che avevano a disposizione. Poi pensò ai metodi medi di reclutamento del paese, del reclutamento in qualsiasi forza armata. C'era da giurarci che , per anni, il medico che aveva barato sull'altezza di Strippoli durante le selezioni, lo psicologo che lo aveva chiamato dopo i test psicoattitudinali dandogli il placet , nonché Gianuli, che se l'era dovuto prendere nella sua compagnia, avevano avuto i frigo pieni di mozzarella di bufala: direttamente dalla "terra di Bari". Ma Santoro non era né razzista, né snob sul piano intellettuale. Anzi a lui gli intellettuali gli stavano un po' sul grugno. Tranne quelli veri, quelli che traevano le proprie teorie dalla vita vissuta. Era proprio che si dispiaceva che Strippoli potesse avere a che fare con criminali della peggior specie. Se lo sarebbero giocato ai dadi e fatto a fette e venduto come prosciutto pugliese alle tribù berbere dei deserti del Marocco.
-Strippoli, dove vedi gente è perché si mangia. Ricordati questa cosa. Dove vedi file è perché si mangia.
-Ah, marescià, disse Strippoli, e che si mangia qua, in mezzo ai cinesini?
-E che voi che se magni: riso , pollo fritto, gamberetti...ce lo sai no, che se magnano i cinesi?
-Ah...peccato che non si mangia risopatatecozze. C'ho 'na nostalgia di risopatatecozze!
Santoro e Agostinelli si dettero un cenno d'intesa.
-Dì un po', Strippoli, disse Santoro mentre si avvicinavano in quel posto cinese da street food, ma che ti ha detto Gianuli, quando ti ha mandato con noi?
-Eh, marescià, cose d'ufficio, non posso parlare.
-Fecevi prima a parlà, perché è come se l'avessi fatto, disse Agostinelli.
Santoro annuì.
-In che senso, scusa, Agostini?
-Agostinelli!, rimarco il brigadiere Giulio Agostinelli.
-Il brigadiere voleva dire che abbiamo capito che Gianuli ti ha inviato per sorvegliarci e comunicargli quello che facciamo!, disse Santoro.
Strippoli sorrise. Poi ammise-sì, marescià, io non so mentire su ste cose. M'ha mandato a guardare che fate.
-Bravo Strippoli, lo sapevo che eri un bravo 'uaglione, disse Santoro.
Strippoli arrossì.
Santoro si avvicinò al banco dei cibi cinesi di strada. Lesse il menu: baozi, panino con pane cinese cotto a vapore con ripieno di carne tritata di manzo e maiale e verdure biologiche(tra cui la verza).
-Sembra interessante questo baozi, che ne dici Agostinè?
-Io me magnerei i sorci morti...pe' me, se sta bene a voi....
Santoro prese un paio di quei panini a testa. E mano mano che li cuocevano a vapore sul momento se li fece passare da una delle tre cinesi sorridenti che lavoravano lì dietro il bancone, presumibilmente in modo indefesso dalla mattina presto. Piovesse, facesse caldo torrido, ci fosse il sole, fosse nuvoloso, per i cinesi c'era sempre il riso, pensò Santoro. In tutti i sensi, pensò sorridendo fra sé e sé pensando al loro piatto nazionale. Ma poi era così vero che il riso era il piatto nazionale dei cinesi? Aveva visto spuntare da dietro al bancone dello street food cinese dei ravioli e dei noodles serviti in cartocci di fortuna ricolmi di funghi, gamberi e verdure...per un paio di euro. Lui da pugliese, piuttosto tradizionalista in termini culinari, però, non era del tutto refrattario alle novità, in ambito gastronomico.
Così dopo i baozi, presero i noodles.
Mentre Strippoli se li infilava con la forchettina di plastica ( imporgli le bacchette sarebbe stato un infame supplizio) risucchiandoli con la bocca in un modo indecoroso, Santoro gli fece- beh...allora non ti mangi solo le orecchiette e le bruschette con la ricotta "ascuante"? Vero Strippoli?
Strippoli sorrise- beh, marescià, quando è guerra è guerra per tutti, disse...senza sapere esattamente cosa volesse esprimere con quella frase da barzellettiere.
-Strippoli, tieni sti dieci euro, ordinami un'altra porzione.. per me e per Agostinelli...e beviti pure una birra alla mia salute, fece Santoro porgendogli la banconota da 10 euro.
Strippoli assentì con il capo agguantando la banconota. Aveva le mascelle troppo impegnate per rispondere.
Mentre Strippoli si metteva in fila sorridendo alle cinesi che gli sorridevano, Santoro fece un cenno ad Agostinelli. In due minuti si erano defilati in una stradina perpendicolare.
La giornata era tiepida, e si era già in aprile. Santoro ed Agostinelli accelerarono il passo. Si erano letti nel pensiero: dovevano seminare Strippoli, o Gianuli li avrebbe avuti in pugno: bloccati e incapaci di avere le mani libere nell'indagine.
-All'angolo giriamo a destra, disse Santoro, c'è un negozio di biancheria intima e parrucche .
-Che volete fa, marescià, ve volete camuffà con 'na parucca?
-No, no...quello è il negozio della famiglia dell'attentatore cinese morto nell'attentato. L'informazione me l'ha data il Cazzaniga.
-Ottimo, disse Agostinelli.
Svoltarono a destra e subito trovarono l'ingresso del negozio. L'insegna era in ideogrammi cinesi e probabilmente c'era scritto "biancheria intima". Almeno così pensò Santoro. In vetrina c'erano perizomi, calze a rete , giarrettiere e parrucche. Un negozio a tema, non c'era che dire. E senza tema di smentite, pensò Santoro.
All'ingresso due ragazze cinesi giovani chiesero che cosa volessero. Avevano un aria maliziosa e si stavano chiedendo se magari i due uomini potessero essere dei classici clienti che acquistavano articoli per poi travestirsi in privato, per i cavoli loro. Dietro al banco di vendita, in fondo al negozio strutturato con appendiabiti e scaffali ricolmi di biancheria, c'era una coppia di cinesi avanti con gli anni. Probabilmente i genitori del "terrorista cinese".
-Buonasera, disse Santoro avvicinandosi ai due anziani, sono il maresciallo Santoro, vorrei farvi qualche domanda su vostro figlio, se non vi dispiace.
I due anziani capirono quello che Santoro disse al loro indirizzo. E dopo un primo momento di meraviglia fecero segno come se non capissero la lingua del Maresciallo.
Santoro invece aveva osservato attentamente le loro espressioni e aveva invece colto questa contraddizione.
-Uhm, disse Santoro, lo so che mi capite...io voglio aiutarvi. Dovete credermi.
-Tutti dile così, disse una delle due giovani ragazze che erano lì a servire i clienti che avevano accolto i due carabinieri all'ingresso del negozio.
-Dico sul serio, ribadì Santoro.
-Noi essele sorelle di Lì.
Lì Yang era il nome dell'attentatore cinese ucciso al termine della sua strage la notte di San Silvestro.
-Er maresciallo dice sul serio, ve volemo aiutà, disse Agostinelli.
Le due sorelle si guardarono in faccia.
-Nessuno può aiutale noi. Lì è molto e nessuno poltelà lui indietlo da molte. Lui ola finito di sofflile, disse quella delle due che pareva più carina, magra filiforme, biondina, occhi tipici a mandorla, ma più sottili del dovuto.
-Dateci qualche informazione. Io credo che lui in qualche modo sia stato costretto a fare quello he ha fatto....tanto per cominciare come mai lui era mussulmano?
-Lui non essele mussulmano, disse la sorella due, più robusta, guanciotte in rilievo, carnagione più olivastra, persino seno evidente e prominente.
Santoro guadò in faccia Agostinelli. Agostinelli fissò Santoro.
-Bingo!, disse Santoro .
Agostinelli non credeva alle sue orecchie. Tutta l'indagine era stata condotta come un attentato islamico e il cinese coinvolto non era nemmeno mussulmano! Santoro aveva ragione, la puzza di bruciato che esalava dal caso era insopportabile , ormai.
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