venerdì 6 ottobre 2017

La pianista cinese, capitolo 30

Seduti nel bar della porchetta in Campo De' Fiori, Santoro e Agostinelli ci davano dentro di mascelle.
-Agostinè, l'hai voluto tu. Dopo che ti racconterò quello che so sarai dentro fino al collo, disse Santoro mentre addentava il panino.
-Dentro de che?
-Non credo di dover precisare la materia in oggetto...quale  che sia...
-Va beh, ho capito...tanto so abituato a sguazzarce dentro.
-Insomma quel Nepoti, quel commissario che ti ha interrogato, normalmente fa servizio a Milano.
-A Milano? Beh, me sa tanto che è un po' fori zona!
-Sì, certo. Ma c'è un problema di natura più seria. Lui fa parte del team, del pool, del gruppo di indagine, chiamalo come vuoi...
-Gruppo di indagine me piace...
-Insomma lui insieme a me, ad un giudice, una donna , la dottoressa Sonia Grimaldi, al  capitano Gianuli, che tra parentesi è il mio capo ed al prefetto Antonio Lagioia, indaghiamo ufficialmente sull'attentato cosiddetto terroristico avvenuto la notte del 31 dicembre a Milano, in corso Como.
Agostinelli dette un morso al panino che quasi si lamentò per la veemenza.
Ascoltava e mangiava. Ogni tanto tracannava la Peroni da tre quarti che come il cupo birillo superstite dell'ultimo lancio in un immaginario bowling gli stazionava sul tavolo, davanti.
-E' chiaro cosa intendo?
-Più o meno, disse Agostinelli.
-Insomma tutta questa bella compagnia di signori, di indagatori, volevano chiudere il caso mettendogli il marchio di attentato terroristico. Ed hanno persino chiuso per qualche giorno tutte le moschee e i luoghi di culto dei mussulmani a Milano.
-E fin qui, hanno fatto solo che bene...
-Già, peccato che hanno creato un incidente diplomatico con tutte le ambasciate dei paesi arabi...
-Ma le moschee sono centri de reclutamento de terroristi islamici, marescià, nun me fate l'ingenuo...
-Agostinè, la situazione non è così lineare come la fai tu. Può darsi che in qualche moschea ci siano mele marce che reclutano potenziali terroristi. Io non ci credo. Per me questi vengono reclutati attraverso la rete: internet, a quanto pare.
-Po esse...quindi?
-Quindi io ero lì, quel fatidico giorno dell'attentato. E il kamikaze che ha cominciato a sparare a chiunque intorno è stato abbattuto da un tizio che poi ho scoperto essere Alessio Casalbene: uno degli ultimi latitanti non ancora catturato delle Brigate Rosse.
-Va beh, magari era lì  e gliè stava sur cazzo vedè uno che ammazzava tutti quegli innocenti...che io sappia le Biere avevano dei principi. Ce credevano in quello che facevano e non ammazzavano gente a caso...in linea de massima...
-Sì, vero. Ma ho scoperto un'altra cosa. Che una delle vittime del Kamikaze era una parente di un ricco industriale lombardo, tale Sponzini. Che aveva un passato di estremista di sinistra. Si trattava della figlia.
-Marescia, me sta già  scoppiando la testa, che volete dì?
-Ho anche scoperto tramite un mio collaboratore, il maresciallo Ambrogio Cazzaniga, che i proiettili trovati nel corpo della figlia di Sponzini, sono di un'arma diversa dal Kalashnikov del terrorista abbattuto...che tra l'altro era un cinese: altra anomalia. Insomma c'erano troppe cose che non tornavano. Così tramite una ricerca, dal momento che avevo visto in viso l'uomo che aveva abbattuto il terrorista, secondo me presunto, sono riuscito a scovare una foto d'archivio di Casalbene.
-Fin qui più o meno ve seguo....
-Il fatto è che che i proiettili con cui è stata uccisa la figlia di Sponzini possono essere dell'arma di Casalbene e che la scena dell'attentato può benissimo essere stato un diversivo che poteva avere come fine la copertura di un omicidio: quello della figlia di Sponzini. Il legame fra Casalbene e Sponzini poteva essere dato dalla loro appartenenza all'area extraparlamentare di sinistra milanese fra la fine degli anni '70 e l'inizio degli anni '80.
-E sticazzi?, disse a quel punto Agostinelli ingollando la bottiglia di Peroni.
-E Nepoti che c'entra? , fece a quel punto Agostinelli.
-Nepoti più di ogni altro ha tentato si dall'inizio di incanalare il filone d'indagine sull'ipotesi dell'attentato terroristico di matrice islamica. Anche di fronte ai dubbi da me più volte palesati.
-Ora ho capito...pensate che il Nepoti ce possa avè a che fa con l'imbroglio della figlia de Sposini?
-Sponzini, si chiama Sponzini.
-Si, va beh, er riccone milanese...
-Esatto...Non posso fidarmi di nessuno. Io devo capire perché la figlia di Sponzini è  stata eliminata. E se ci sono delle complicità ad alti livelli...persino fra i ranghi investigativi.
-Beh, marescià, ve la posso dì ' na cosa?
-Spara!
-State nella merda...
-Grazie , avevo bisogno di essere consolato.
-Ma ce sta 'na grossa novità!
-Quale grossa novità? , chiese Santoro sorseggiando un bicchiere di rosato dei Castelli.
-Ce sta Giulio Agostinelli, anzi, pe' esse precisi, er Brigadiere Giulio Agostinelli, che ve darà na mano in tutta questa faccenda che pare 'na rete da pesca.
-Bel paragone, disse Santoro.
-Grazie, marescià, disse Agostinelli.
-Ma te la senti? Guarda che qui ci sarà da mettersi contro i pezzi grossi.
-A me quanno pe parlano de pezzi grossi me viene sempre in mente er contrario.
-In che senso?
-Grossi pezzi...de merda. Er de merda era sottinteso, disse il brigadiere.
-Ve bene...tanto non ho scelta. So che non mollerai l'inchiesta. Ormai la senti come anche tua...
-Esatto, marescià, vedo che incominciate a conoscermi.
-Quindi ti dico cosa faremo.
-Agli ordini, marescià.
-Fra un paio di giorni tu andrai a rimuovere il cadavere di Casalbene...ammesso che non lo trovino, come io spero.
-Va beh, ce lo sapevo che me toccava sto ruolo. Ma anche se era un terrorista c'avrà diritto a una sepoltura, no?
-Infatti. Non sono un cinico. Lo faremo trovare tramite una telefonata anonima alla polizia. Così noi carabinieri nemmeno ci entriamo, in questa storia romana.
-Nel frattempo, in questo paio di giorni, io leggerò i giornali, per vedere cosa è trapelato. Se la sparatoria è stata coperta, fatta passare sotto silenzio. Tu invece ascolta in Stazione, in giro, fra i tuoi colleghi, senza destare sospetti. Senza manifestare eccessiva curiosità.
-Nun ve preoccupate, marescià...
-Il problema però che mi sorge è un altro. Ed è un rompicapo non di facile risoluzione: che ci faceva Nepoti a Roma? E chi ha ucciso Alessio Casalbene? Sono due domande rispondendo alle quali potrebbero aprirsi scenari inquietanti.
-Me sembra una buona idea...ma ho capito dove volete arrivà....
-Dove?
-Che Casalbene l'ha fatto fuori Nepoti.
-Ho il forte sospetto che sia così. La sua presenza sulla scena del delitto è assai sospetta. Ma devo avere la certezza.
-Per intanto cavo i proiettili dal cadavere di Casalbene e li faccio esaminà.
-Pericoloso! Qualcuno potrebbe insospettirsi, parlare.
-Marescia, non li faccio esaminare dai Ris. C'ho un amico fidato che me lo può fare. Certo ce sarà da scucì quarche piotta...
-Non ti preoccupare di questo. Io non sono sposato. Né separato. Qualcosa da parte ce l'ho.
-Che volete dì con questo?
-Che se fossi sposato come il capitano Gianuli dovrei passare il tempo a controllare i movimenti bancari che mia moglie fa con la mia carta di credito . E se fossi separato non ce l'avrei nemmeno la carta di credito. Ho molti esempi fra i colleghi di gente finita in braghe di tela. Cornuti e mazziati. Ma....dopotutto, io che sono l'unico investigatore italiano con mentalità da Fbi, non posso non dire che le corna uno, più o meno, se le guadagna. Come pure le conseguenze delle stesse.
-Bingo! disse Agostinelli.
-Questo lo posso dire solo io.
-Perdonateme , marescià, volevo provà l'ebrezza.
-Conserva queste boutade per momenti più difficili. Perché ce ne saranno, disse Santoro.
-A proposito qui c'è un bagno? , aggiunse a mo' di domanda ad Agostinelli.
-A destra der bancone, serviteve pure, disse Agostinelli.
Santoro si alzò per andare in bagno.
-C'avete ragione, sto fatto de la colite va a momenti.
-Stavolta mi devo lavare le mani...non vorrai mica che le mani di porchetta mele pulisca sull'impermeabile, disse Santoro.
Agostinelli sorrise. E mentre Santoro andava verso il bagno del bar, pensò-parola mia, quest'omo è tutto matto...che è genio! C'ha tutto in testa prima che succeda!

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