venerdì 8 settembre 2017

La pianista cinese, capitolo 27

Alessio Casalbene, aveva detto Spartaco a Santoro, abitava in via Cassia, zona Tomba di Nerone. Per arrivarci in fretta i due rappresentanti delle forze dell'ordine presero un taxi.
Un'oretta dopo erano in zona. Si fecero lasciare con il taxi un po' distanti dal posto. Casalbene abitava al numero 520. Si trattava di una zona residenziale , begli appartamenti , grandi, enormi...Casalbene doveva passarsela piuttosto bene. La qual cosa per un momento sembrò avvalorare la tesi di Santoro che il terrorista si fosse dato al killeraggio professionale. In attesa di tempi migliori. Oppure doveva un favore a Sponzini. Chi sa. Ma da quel momento in poi non si scherzava più.
-Marescia, ancora nun ce credo...ma come, Spartaco, il compagno, duro e puro...'na maricona...
-E smettila, Agostinè, e che sarà mai...abbiamo cose più importanti a cui pensare. Per prima cosa a non farci inculare noi...da Casalbene...Hai il ferro con te?
-E come no, marescià...bello oliato e funzionante...
-Bene...


Arrivati davanti al 520 restava da capire come fare per snidare Casalbene. Ma in quel momento arrivò un pizzaiolo. Era quasi mezzanotte. Era uno di quei ragazzi , Pony Express, che portano le pizze a domicilio con un motorino.
-E levateve, disse in romanesco, devo sonà ar cliente...
Agostinelli stava per reagire, ma Santoro gli mise una mano sul braccio e lo bloccò...
-Anvedi questi due, oh, pure froci ....
Santoro sorrise interiormente, Agostinelli allontanò con forza la mano di Santoro.
Al citofono rispose una voce cavernosa...
- Gallinari?, chiese il ragazzo
-Sì, che c'è?, chiese la voce cavernosa
-So arrivate le pizze.
-Ok, aspetta che scendo, disse la voce.


Aspettarono.
Il giovane guardava i due con sospetto.
-Beh, che c'è, ve siete innamorati? Guardate che con me nun c'è trippa...
-Si infatti, sei troppo magro, disse Santoro.
Agostinelli si sarebbe voluto seppellire. Ma la recita del maresciallo sembrava stesse funzionando.
I due uomini fecero finta di confabulare d'altro, e si voltarono verso la strada come se stessero aspettando qualcuno.
Il ragazzo si tranquillizzò.
I due uomini a quel punto si allontanarono per uscire dal raggio visivo del portone. C'era abbastanza luce e si posizionarono uno di fronte all'altro dall'altra parte della strada. Santoro disse ad Agostinelli di mettersi di schiena. Lui sarebbe stato di fronte a lui coperto dal corpo di Agostinelli. Ma con la possibilità di sbirciare senza essere troppo notato.
-Gallinari...fece Santoro, uhm, un nome sospetto. Prospero Gallinari sarebbe il militante delle Brigate Rosse che sembrerebbe abbia ucciso Aldo Moro.
-Me sembra che sia morto, disse Agostinelli.
-Infatti...l'aura di misticismo di cui si sono sempre ammantati i brigatisti potrebbe essersi frammischiata ad un certo feticismo...In virtù di questo Casalbene potrebbe aver assunto questo cognome falso proprio per il  fatto che il Gallinari è defunto.
-Dite?
-E' un ipotesi. E la verificheremo subito. Stai fermo così che fra un po' ti dico se c'ho visto giusto.


Cinque minuti dopo un uomo si affacciò con circospezione dal portone ipermoderno di quello stabile ricco di balconi colmi di piante ornamentali.
Per qualche secondo mentre pagava il ragazzo Santoro ne notò il viso. Non c'erano dubbi, era Casalbene. Se avesse creduto alla fortuna o a qualche deità strana padrona delle circostanze, avrebbe pensato che il fato fosse a lui favorevole. Ma lui a parte che a Padre Pio non credeva in niente. E a padre Pio ci credeva a modo suo . E cioè quando stava male. Era un italiano medio, in questo.
Casalbene rificcò dietro la testa senza dare l'impressione di aver notato le due figure mature che chiacchieravano sul marciapiede di fronte.
Quando Casalbene richiuse il portone a Santoro venne un'idea.
Si mosse rapidamente e prima che il Pony risalisse sul motorino lo bloccò.
-Carabinieri, scendi dal mezzo...
-Aoh, ma che volete, ma che ho fatto, io porto solo le pizze, so innocente!
-Stai zitto, idiota, lo sappiamo che non hai fatto niente, ma devi fare una cosa per noi.
-Che cosa? Ma voi sete matti...
-Fra 5 minuti devi ricitofonare a quello a cui hai portato le pizze e gli devi dire che hai dimenticato di dargli una birra omaggio. Che l'avevi dimenticata nella sporta del motorino.
-No, no, voi sete matti, io so innocente...
-Aho, pischè! Ebeh, qua dovemo fa a capisse..si te nun lo voi fa...beh, te portamo ar gabbio tempo zero. E' chiaro er concetto, mo'?
Il ragazzo assentì con il capo.
I due uomini lo accompagnarono vicino al citofono.
-Devi essere convincente, non fare cazzate. Se fai il bravo poi te ne vai subito...e il più lontano possibile. Perché più tardi qui ci saranno i fuochi d'artificio.
Il ragazzo, semiparalizzato fece di sì con la testa.


-Sì, chi è?
-Me scusi, so er ragazzo delle pizze...m'ero dimenticato che c'era 'na bira aggratis de omaggio. Ce l'avevo nella sporta der motorino. Se scende gliela do subito.
Ci fu una pausa di 30 secondi agghiacciante.
-Va beh, scendo, disse Casalbene.
Il ragazzo fece per andarsene, ma Santoro lo bloccò.
-Dove cazzo vai...non così in fretta. Quello guarda dal balcone mangia la foglia. Il motorino deve restare ben in vista, per non insospettirlo. Lui qui a noi, davanti al portone non può vederci. Ma finchè vede il motorino è tranquillo.
Agostinelli stava a sentire Santoro. Era un piacere vederlo in azione. Quell'uomo che sembrava ad un primo sguardo strano, sui generis, in realtà era un investigatore con i controcazzi, pensò.


Cinque minuti dopo Santoro, appostato a lato del portone, sentì un rumore come d'ascensore.
-Non ti muovere e non ti succede niente, disse sottovoce al ragazzo, che nel frattempo si era munito di una birra che, effettivamente aveva nella sporta...per il cliente successivo della zona.


All'improvviso il portone si aprì. Santoro e Agostinelli sfoderarono le loro Beretta Calibro 9.
Casalbene restò sorpreso e fece per correre all'indietro, cercando di richiudere il portone. Ma Agostinelli fu più lesto e ci mise un piede per bloccarlo.
Prese la rampa di scale e cominciò a salirle di corsa. Santoro fece strada ad Agostinelli. Era più giovane e aitante e giudicò fosse cosa sua.
-Lo voglio vivo, ebbe il tempo di urlargli...

Nessun commento:

Posta un commento