venerdì 3 marzo 2017

La pianista cinese, capitolo 9

Si era appena alzato. Erano  passati due giorni dal famoso incontro alla prefettura. E non ebbe il minimo timore che qualcuno avesse nel frattempo fatto passi avanti nell'indagine. Semplicemente perchè lui era uno dei pochi, se non l'unico, ad avere a cuore la ricostruzione dei fatti . La Grimaldi attendeva notizie sciacallescamente, e Nepoti era troppo preso dallo smettere di fumare e dal fare la corte all'avvenente magistrato milanese. Da romano alquanto grezzone, non in quanto romano, ma la romanità ci inzuppava bene dentro, conquistare una donna così raffinata, colta, fisicamente inappuntabile , e per di più, milanese, sarebbe stato il massimo per lui. E poi c'era Gianuli. Lui avrebbe gracchiato giustappunto perchè i suoi superiori lo avrebbero pressato, niente di più. Sempre alle prese con i problemi familiari. Con la moglie, una bella donna, barese, che avrebbe fatto carte false, per tornarsene in Puglia. ma che nel frattempo, essendo ufficialmente una casalinga, si dilettava a fare un uso disinibito di quella di credito del marito. E i figli , due, sempre più allo sbando, lasciati a se stessi...era un miracolo se riuscivano a fare i compiti e ad andare a scuola con un discreto profitto.

Colazione al Cin Cin Bar, in Corso Buenos Aires, a due passi da Viale Gran Sasso. Faceva quei duecento metri, da casa sua al Bar, che gli fungevano da reazione fisica. Tutto l'organismo si metteva in movimento e con l'organismo il cervello, la mente, i pensieri. Santoro come al solito si sedette al Tavolo del maresciallo. I bagni avevano la green light. Bingo!, penso'. 
Arrivo' subito Nando-buon giorno , maresciallo, il solito?
-Sì, Nando, grazie...eh, buon giorno...
Dal Bar proveniva una canzoncina che doveva essere reduce dal festival di Sanremo. "Occidentalis karma", recitava il refrain. Una sorta di ossimoro. 
Trascorsero alcun minuti e Santoro, sul marciapiedi, a una trentina di metri , vide Ahmed , con la sua andatura dinoccolata e nervosa, sigarettinbocca. Speriamo che mi porti buone notizie, penso'.
Ahmed saluto' il maresciallo e si sedette al tavolo.
-Posso sedere?, chiese.
-Accomodati, Ahmed...sono tutt'orecchie!.
-Forse io scoperto qualcosa.
-Ok, dimmi tutto!
-Andato in moschea vicino Corsico...
-Eh?
-Lì parlato con imam amico mio.
-Pensi di farcela a giungere ad una conclusione prima di mezzogiorno? O devo già ordinare gli gnocchi?
-Uno momento, maresciallo...imam detto me che qualche volta venuti due cinesi...e che ultima volta venuto cinese da solo...
-Bingo!, disse Santoro.
-Perchè bingo?
-Tu non ti interessare, sono cavoli miei...continua...
-Poi basta...
-Come basta...devi dirmi se questi cinesi abbracciano l'islam radicale, se seguono comunque filoni estremisti....
-Filoni? , io no visto che loro portare pane...
-Va beh...Ahmed, ci fai o ci sei?Hai capito perfettamente cosa intendo.
-Imam detto che moschea di gente brava, tutti lavora, c'ha familia...
-Mmmm, va beh....ho capito, devo farci un salto io, dimmi un po', dov'è questo posto?
-Loro riunire in un capannone in campagna...a Corsico. 
-Sapresti accompagnarmi?
-Sì, ma non posso. Se loro capire che io spia , mia famiglia in pericolo, capito?
-Sì, sì, ho capito, porca puttana, devo sempre sbrigarmela da solo.
-Allora tu mi lascia stare, Maresciallo?
-In che senso, Ahmed...noooo, io non ti lascio stare. Dopo quello che è successo , tutti i mussulmani di Milano sono odiati. E tu non vuoi fare nulla per riabilitarli? Non vuoi fare nulla per la tua gente? Non vuoi aiutarmi a cercare il colpevole?
-Colpevole è morto!
-E tu come lo sai?
-Detto a telegiornale, letto su giornali.
-Ma il cinese che è morto doveva avere dei complici, una rete di collegamento che lo ha aiutato e coperto. E io voglio sapere chi sono e se hanno intenzione di compiere altri attentati. Il mio compito è difendere la sicurezza dei cittadini. Persino della tua Ahmed, persino dei tuoi traffici!.
Ahmed abbozzo'. chino' il capo. Aveva capito che non poteva svincolarsi e che Santoro gli avrebbe chiesto altre informazioni. 
-Adesso beviti un caffè e mangiati un cornetto. Sei magro come un chiodo. Come fai dopo con tua moglie?
-Mia moglia badare figli.
-Beh, non vorrai che badi ad un figlio di più, no?
Ahmed non capì la battuta, ma Santoro non si sentì in dovere di spiegargliela. Era troppo eccitato. L'informazione che aveva ricevuto era interessante. Tutta da verificare, ma interessante. I cinesi che frequentavano la moschea, che erano due, ad un certo punto, guarda caso dopo l'attentato con la morte dell'attentatore, "giallo" anch'esso, erano diventati uno. Molto probabilmente quello superstite doveva essere un amico dell'attentatore. Non ne poteva essere certo, ma lo doveva verificare.
Squillo' il suo cellulare. Lo tiro' fuori dalla tasca , aprì lo sportellino e rispose. 
-Santoro, sono, disse.
-Esimio maresciallo, so Nepoti, che stai a fa...
Sto Nepoti passava dalla formalità assoluta al "tu" sguaiato, come niente.
-Bene, Nepoti, tu come stai?
-Io benissimo. Esco ora da un vertice con la dottoressa Grimaldi...c'era anche Gianuli, ce mancavi solo te....
-Io ho un grado basso, si vede che non servivo.
-Per la verità io giel'ho chiesto, 'ndo stavi...
-Ah...e che hanno detto?
-Gianuli ha detto che a quell'ora stavi a fa colazione ar bare.
-Sì, il capitano mi vuole bene, sa che se non faccio colazione come si deve, dopo non carburo, il cervello mi funziona a scartamento ridotto. Alcune volte anche se mangio bene e come si deve.
-Ma come mai nun me chiedi che s'è deciso?
-Perchè lo sapro' più tardi in ufficio.
-Beh, guarda, cose grosse. Stamo a organizzà una retata per chiudere tutte le moschee di Milano.
-Ah.. e a quale scopo?
-Arrestiamo tutti. E quelli senza permesso di soggiorno li mannamo ar paese loro.
-Già...li mannate al paese loro, come dici tu...e se , per esempio, le mogli sono regolari e i mariti non sono ancora regolarizzati? Che fai, disgreghi una famiglia e li mandi via?
-Chissenefrega, a Santo'...tutti sti riguardi io pe questi nun ce li vedo...
-Va beh...e come facciamo a scoprire i colpevoli?
-Mannamo via tutti e così smantellamo la rete...
-E secondo te i terroristi si fanno beccare in giro e rimpatriare così? E se non fossero arabi, se fossero nati in Italia?Hai dimenticato che l'attentatore era cinese? E se era un cinese nato in Italia? E quando lo beccavi!
-Ma perchè li difendi sempre?
-Nepoti...io non difendo nessuno, io voglio scoprire i colpevoli veri, non quelli da esibire alla stampa!
-Va beh, Santo', te fai come credi, noi procediamo!
-Solo una curiosità...quand'è che fate l'operazione?
-Nun te lo posso dì...è top secret.
-Andiamo, Nepoti, sono un maresciallo dei Carabinieri.
-Beh? Proprio pe questo nun me fido.
-Bene, hai altro da dire? Sai, io devo finire di fare colazione.
-Ammazza, e poi dicono a noi romani, che semo posa piano, a momenti viè pranzo...
Click.
Santoro gli aveva chiuso il telefono in faccia. Non c'era un momento da perdere. Odiava fare le cose di fetta, ma doveva andare alla moschea di Corsico quel giorno stesso. O avrebbe corso il rischio di non poter più indagare sul cinese. Termino' di bere un te' e addento' il pezzo di pizza residuo. Il mondo era nella mani di imbecilli che pensavano che chi aveva più forze in campo vinceva. Non avevano capito niente di come si combatteva il terrorismo. Ammesso che si trattasse di questo. Ma quel pomeriggio, con un po' di fortuna, Santoro lo avrebbe scoperto. Riaprì lo sportellino della Zanna di Dinosauro e chiamo' un taxi. A seguito avrebbe telefonato in caserma , in via della Moscova, dicendo che per motivi di servizi , sarebbe passato più tardi. Corso Buenos Aires era in pieno fermento. Era Carnevale! Se ne accorse da dei bambini e delle bambine vestite in costume,mano nella mano a delle belle mamme alte, bionde, eleganti. Ma nessuno di quei costumi era di Zorro. O di Arlecchino. O di Pulcinella. Vide un paio di Uomo Ragno, due Fantastici 4 e tre Capitan America, due Thor e sei o sette Winx, mentre era lì in attesa del taxi. Le mamme che accompagnavano quei bambini indossavano minigonne, calze a rete e tacchi a spillo. Normalmente, con borsette equivoche e con qualche scollatura in più,a bordo strada, qualcuno si sarebbe fermato per chiedere"quanto?"...non fosse stato per l'orario. E per i bimbi al seguito. Santoro a quel punto ebbe un'illuminazione. Erano quelle le vere maschere. Perchè la sfilata l'avevano organizzata per loro. Con la scusa del carnevale dei figli. E i mariti? Niente, stavano producendo. O in qualche sala massaggi cinese. Anche questa cosa... cinese. La sua visione del mondo stava diventando eccessivamente cinica. Dette un'occhiata a qualche altro Uomo Ragno, sbircio' un XMen. Poi arrivo' il Taxi.Santoro ci salì su.
-Che bello il carnevale ,eh?, disse il tassista, e che belle mamme, aggiunse.
-Giustappunto!, disse Santoro.
-Come?
-Niente, disse Santoro, mi porti verso Corsico, poi le dico.
-Va bene, signore...ha fatto bene a prendere un taxi della nostra linea, sa, siamo i migliori. Musica ad alta definizione, pulizia, igiene, aria condizionata, abile conversazione, altro che Uber.
Santoro resto' assorto qualche minuto. Poi come ripresosi dal torpore se ne uscì fuori così-beh, c'è da dire che tutti questi confort, li ho avuti , anche grazie al fatto che avete la concorrenza di Uber...giusto?
Il tassista ingoio' il boccone amaro. Santoro sapeva essere velenoso, quando voleva. Era la sua visione del mondo e la sua contraddizione perenne. Era come se volesse costruire una torre con i lego sapendo in partenza che alcuni mattoncini erano rotti o scheggiati. Ma non si sapeva mai. I miracoli della fisica , che erano gli unici miracoli a cui non sarebbe stato restio a credere, potevano sempre accadere. Ogni tanto.


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