A piedi Santoro continuò a camminare verso la periferia di Corsico. Quel comune doveva avere un centinaio di migliaia di abitanti ed era ad uno sputo da Milano. Strade e abitazioni di questi comuni dell'hinterland milanese si legavano a Milano creando una continuità abitativa e laterizia. Ti potevi ritrovare a Buccinasco, Corsico, Cesano Boscone o Trezzano, senza neanche accorgertene. Oddio, a giudicare da chi ci abitava dovevano essere vere e proprie enclavi pugliocalabrolucanosicule. E secondo i rapporti dei carabinieri terre controllate dalla ndrangheta. Tanto valeva chiedere alla mala locale, che probabilmente lasciava che la moschea esistesse perchè facevano pagare il pizzo all'imam. Camminò fino ad un certo punto, poi iniziò la campagna. Si rese conto che conduceva le indagini così come un turista dovrebbe visitare un paese sconosciuto. A piedi. Camminando a piedi ci si rende conto di tanti piccoli particolari che andando con altri mezzi, sfuggono. Tipo che da dietro una cascina semidiruta all'altezza di un semaforo sulla strada che andava verso Gaggiano, fra la campagna ed il naviglio desolatamente secco d'acqua (evidentemente era tempo di ripulirlo), spuntavano come cozze post temporalesche arabi , sia pur alla spicciolata.
Avanzò ancora un poco con circospezione. La tensione se l'era giocata a dadi e aveva vinto. Intorno era campagna e se la colite si fosse fatta viva l'avrebbe ammazzata dietro qualsivoglia cespuglio.
Ad un certo punto, all'altezza del semaforo, proprio da dove veniva fuori gente che a piedi spariva dall'altra parte del naviglio, attraversato un ponticello metallico, si infilò in un tratturo. All'ingresso del tratturo campestre , sulla destra, c'era sulla parete di una casina dell'Enel, il disegno dell'icona di una madonna. Che i mussulmani della zona si erano guardati bene dal rimuovere o cancellare. E c'era da pensarlo, poteva essere un indizio importante sulla bellicosità accentuata o meno dei fedeli di quella congrega islamica.
Il tratturo si insinuava fra i cespugli e di fronte, in quel mentre, stavano venendo due arabi, che camminavano con un'andatura caratteristica che a Santoro fece venire in mente il rollio del Pappone, definizione che aveva letto ne"Il falo' delle vanità" di Tom Wolfe, riferito al caratteristico modo di camminare dei neri. Quando li ebbe di fronte, con un gesto della mano intimò loro l'alt.
-Buon giorno, signori, sto cercando la moschea, disse a quel punto Santoro.
I due si guardarono l'un l'altro. Indecisi sul da farsi. Poi uno dei due, magro, viso scavato, capelli corti e occhi vispi, si fece coraggio e disse-più avanti a destra...
-Ma se tu non muslimano loro non fare entrare, aggiunse.
-Grazie...non ti preoccupare se sono mussulmano, conosco qualcuno che mi farà entrare, disse Santoro.
-Chi?, chiese l'arabo che aveva perlato, doveva essere un egiziano.
-Padre Pio, disse Santoro sorridendo.
I due si guardarono interdetti e proseguirono per la loro strada. Santoro proseguì per la moschea.
E infatti, proprio nel luogo indicato dai due arabi, a destra, c'era una cascina. Sembrava essere stata ristrutturata da poco. Tanto che il tetto che ci si sarebbe aspettato a spiovente, tipico di una cascina, era stato modificato ed era diventato a forma di cupola, come quello che avrebbe dovuto avere una vera e propria moschea. Intorno alla moschea c'erano campi di granturco che erano all'inizio della crescita, piantine ancora in via di sviluppo.
Santoro si avvicinò verso l'ingresso. Intorno c'era silenzio, nessun rumore o vocio. Un silenzio incredibilmente assoluto, come quello che ci sarebbe appunto dovuto essere intorno ad un luogo sacro.
Giunto davanti a quello che sembrava un ingresso, Santoro fece per entrare. Ma gli si fece contro un uomo.
L'uomo, un arabo di complessione robusta, gli impediva di entrare e gli disse qualcosa in arabo. Cazzaniga avrebbe capito cosa diceva, se non altro perchè era bravo a usare i mezzi informatici. Una volta aveva tradotto cosa diceva un indiano facendolglielo dire nel suo smartphone. Mah, misteri delle nuove tecnologie.
-Buon giorno, senta scusi, vorrei entrare, disse Santoro, ma se seguito ad avere una porta di carne umana davanti mi sembra un po' difficile.
-Tu non potere entrare, tu essere kafir
-Ascolta, fammi parlare con l'imam, così poi ci facciamo tutti un bel kafir alla napoletana.
-Nessuno potere parlare con Imam...Imam parla con chelcuno.
-Ho capito la sfumatura..beh, allora mandalo a parlarmi, disse Santoro.
-Aspettare qui, disse la montagna di carne. Poi si volse e scomparve dentro le stanze della moschea.
Dopo dieci minuti, un uomo minuto, magro, barba scolpita sul viso e tenuta corta, ben curata, capelli corti, vestito in abito tradizionale, un lungo saio sacerdotale, venne incontro a Santoro.
-Buon giorno , disse Santoro, è lei l'Imam?
-Si, io sono l'Imam di questo luogo consacrato ad Allah, che sempre si abbia in gloria
-Senta, disse Santoro tirando con calma fuori dall'impermeabile caffelatte il distintivo, sono un maresciallo dei carabinieri, le posso fare qualche domanda?
-Naturalmente, venga, andiamo in una stanza apposita e beviamo insieme un te' di fratellanza.
L'Imam fece strada, mentre "Montagna di Carne" resto' a presidiare l'ingresso. Doveva essere la celeberrima montagna che era andata da Maometto.
Si sedettero in una specie di studiolo molto spartano. L'Imam preparò il te' come si prepara nel deserto sotto le tende berbere: nella teiera di rame, versò acqua già bollente, con te' verde in foglie , una manciata di foglie di menta e zucchero di canne ad libitum, in barba ad ogni precauzione glicemica.
Poi prese la teiera e tenendo il bicchiere di vetro, rigorosamente di vetro colorato e decorato, lasciò cadere , da molto in alto rispetto al bicchiere, il tè. Il getto da quell'altezza finì per creare in superficie una sorta di schiumetta, che doveva essere proprio l'effetto voluto da quell'operazione.
-Prego , maresciallo, assaggi pure.
Santoro prese il bicchiere che gli aveva servito quell'uomo sulla cinquantina , ben portata e sorseggiò .
Un sapore dolce e forte si diffuse nella sua bocca , rilassandolo ulteriormente.
-Buono, disse Santoro.
-Ma vengo al motivo della mia visita, aggiunse, sto svolgendo delle indagini sull'attentato di San Silvestro, e come lei sa tutti pensano che sia stato un attentato di matrice radicale islamica. Nonostante l'attentatore, un cinese, non sia stato del tutto ben identificato. Diciamo che le modalità dell'attentato fanno pensare a quella matrice.
l'Imam osservò bene Santoro in viso, quasi a saggiarne o meno la sua buona fede. Poi si decise a parlare.
-Intanto mi presento, il mio nome è Ibrahim.
-Santoro, maresciallo Gabriele Santoro.
-Veda maresciallo, fa bene ad esprimersi così, iniziò a dire in un italiano perfetto appena venato di accento arabo, perchè ciò testimonia che esistono rappresentanti delle forze dell'ordine che sanno distinguere fra chi usa le sacre scritture del Corano per fini politici e militari e chi invece di quelle scritture si serve per aiutare la gente a vivere meglio la propria vita sulla terra in attesa di vivere l'altra vita che ci spetta vivere alla fine dei nostri giorni terrestri.
-Complimenti, disse Santoro, lei parla un italiano stupefacente.
-L'unico stupefacente che io usi , maresciallo, è il te' verde, disse l'Imam sorseggiando dal suo bicchiere decorato.
-Ecco, ho saputo che qui da voi vengono spesso dei cinesi...una cosa un po' strana , a dire il vero. So che ci sono cinesi islamici, ma non pensavo che ce ne fossero anche da queste parti, lontani da quelle terre , in Cina, dove praticano l'Islam.
-Sì, è vero...e...capisco dove vuole arrivare, maresciallo. E' un ragionamento che ha una sua logica, si affrettò ad aggiungere l'Imam, tuttavia io non sono in grado di controllare se i fedeli di questa moschea, venuta su , mi creda, con tanti sacrifici, subiscono l'influenza di qualche mela marcia.
-Veda, capisco cosa intende, ma vengo subito al punto. Sono stato informato che da lei vengono due fedeli cinesi e che da qualche tempo ne viene solo uno. Ora, l'attentatore di San Silvestro, era cinese, se permette, questa è una circostanza sospetta, non crede? Vista la rarità dei cinesi islamici in Italia.
-Anch'io come uomo di legge avrei ragionato così, ma non sempre la logica dà risposte certe, disse l'Imam. Poi sorseggio' ancora il suo te'. Santoro lo aveva già finito, suscitando, immaginò, la riprovazione del religioso.
-Vorrei chiederle se secondo lei questo cinese può essere sospetto o meno. Inoltre, non dovrei dirglielo, ma le autorità competenti, a causa di questo attentato, hanno deciso di chiudere le moschee e rimpatriare tutti i clandestini arabi.
-Veramente? Mi sorprende. In molti paesi arabi , penso per esempio al mio paese, all'Egitto, ci sono chiese cristiane e libertà di culto, mi sembra una cosa esagerata. Ma comprendo i motivi per cui cio' avviene.
-E perchè ciò avviene, come dice lei, mi illumini, sono curioso di capire se fra noi ci può essere una coincidenza di vedute.
L'Imam sorrise lievemente. Come se avesse simpatia per Santoro, per quello strano maresciallo dei Carabinieri che addirittura lo metteva in guardia sulla possibilità che si fosse alla vigilia di odiosi atti persecutori.
-Fa comodo , in questo momento, criminalizzare tutti i mussulmani. Ora che il presidente degli Stati Uniti è Trump. Tutti voi occidentali prendete ordini da lui. Voglio essere sincero. Prendete ordini perchè l'America dirige l'economia occidentale. Radicali islamici esisteranno sempre. Ma la loro capacità di essere pericolosi dipende dalle risposte dei paesi non islamici. Se la risposta è guerra, le file dei terroristi cresceranno. Se la risposta è rispetto, comprensione, convivenza, ciascuno secondo il tuo credo, le file dei terroristi si assottiglieranno.
-Bingo!, disse Santoro.
-Lei ci gioca? , chiese ingenuamente l'Imam.
-No, mi scusi, è un modo di dire mio, l'ho preso dai film gialli americani.
-Vedo che l'America è sempre presente in voi occidentali.
-Io concordo con l'impianto del suo ragionamento, ma non sono d'accordo sulla visione che ha dell'Occidente. Noi occidentali abbiamo sufficienti anticorpi contro Trump o contro chiunque pratichi una politica così aggressiva e divisiva. E questi anticorpi tutti insieme hanno un nome:democrazia. Certo la democrazia è sempre fragile, ricattabile, la gente che vota è ricattata e condizionata, ma niente che non sia sperimentato nel tempo è perfetto. E io confido, alla lunga, sul buon senso della gente comune, così tanto disprezzata da tutti, ma che ha tanti buoni valori, a cui si dovrebbe informare il mondo e il modo di vivere di tutti. E fra questi il valore della pace, della tranquillità e del rispetto per il modo di pensare e di essere di ciascuno di noi. Magari il diverso sarà sfottuto, sarà schernito. Ma arriverà un giorno in cui si riconoscerà che fa parte integrante di quella comunità di valori che va comunemente sotto la definizione di civiltà.
L'Imam stette un po' in silenzio, al termine di quel discorso di Santoro. Come se meditasse sulle sue parole.
-Che cosa vuole che faccia, gli chiese inaspettatamente.
-Le lascio il numero del mio cellulare. Io e lei stiamo dalla stessa parte. Credo di poterle parlare francamente. Io stesso ho espresso alle mie autorità superiori parere contrario a questa stretta repressiva su tutta la comunità islamica. E' sbagliato. Significa fare il gioco dei terroristi. Ammesso che di terroristi si stia parlando...
-In che senso?
-Vede lei da Imam è pregno di intuizioni spirituali, io sono rabdomantico...io vado molto a sensazione. Sto indagando sulla pista dell'islamismo radicale, ma non escludo niente. Perchè me lo ha insegnato la vita. E perchè non mi piace far sapere alla mano destra quello che fa la sinistra.
-Bella citazione, disse l'Imam.
-Non si illuda, io sono credente a modo mio.
-Lei comunque in qualcosa crede.
-Io credo nella costituzione del mio paese e nell'Arma dei carabinieri. Il problema è che io credo molto di più in queste cose di quanto queste cose credano in me.
-Capisco cosa vuol dire. Succede sempre anche a me quando leggo i versetti del Corano.
-Allora siamo intesi. Mi faccia sapere del cinese e se ci sono legami. Ovviamente voglio essere sincero fino in fondo. Verificherò che le sue informazioni siano corrette.
-Non avevo dubbi, si capisce che tipo d'uomo è lei...e...grazie per avermi avvisato che probabilmente saranno chiuse le moschee.
-Credo che sarà una misura temporanea, non possono violare la costituzione. C'è la democrazia, ricorda?
-Ricordo. Solo che la democrazia si può decidere o meno che debba funzionare.
Ancora una volta aveva parlato con saggezza, l'Imam, pensò Santoro.
-Comunque stia tranquillo, maresciallo, nell'interesse di tutti io le darò le informazioni che mi ha richiesto, disse infine l'Imam infilandosi il biglietto da visita di Santoro in tasca.
Si strinsero la mano. Santoro fu accompagnato verso l'uscita. All'ingresso c'era "Montagna di Carne".
-Salve disse Santoro.
-Aleikumsalam, disse Montagna di carne. E resto' a guardare il maresciallo che si allontanava nel tratturo con la sua caratteristica andatura che , penso' Santoro, d'ora in poi si sarebbe definita "rollio del Maresciallo".
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