venerdì 20 gennaio 2017

La pianista cinese, capitolo 3

In via della Moscova al 19 presso la Stazione dei carabinieri, c'era fermento. Santoro era chiuso da più di un'ora con il Capitano Gianuli ed il Sostituto Procuratore  Sonia Grimaldi. Nella stanza del Capitano Gianuli c'era anche il commissario Nepoti. Fuori , nei corridoi, nelle altre stanze di servizio erano tutti in attesa degli sviluppi. La riunione stava durando un po' troppo rispetto al tempo consueto.
Il Brigadiere Strippoli stava confabulando con il maresciallo Grenci, dei Ris di Parma.
-Marescià, allora Santoro ha fatto fuori il terrorista?
-Non abbiamo ancora capito. Non abbiamo trovato bossoli, a parte quelli del terrorista.
-Uh madonna! E com'è possibile una cosa così?
-Non lo so...siamo stati tutta la notte, con quel freddo e gelo, a raccogliere reperti sul luogo del misfatto.
-Sì , sì...eh, marescià, dite un pò, com'era sta Miss Fatto, era bona?
Grenci era un tipo tarchiato, pizzetto, guance rubiconde, occhi vispi. Era di Imola, un vero romagnolo che andava matto per la piadina e la birra. Cercò di metabolizzare quella battuta idiota di Strippoli. Strippoli era di Molfetta, barese quindi.Come il Capitano Gianuli, che invece era di Bari Bari, quartiere muratiano. A Strippoli piacevano i panzerotti e le canadesi, le birre Peroni piccole, che così le chiamavano dalle sue parti. Lui in sovrappiù ci aggiungeva , equivocando di proposito, che gli piacevano anche le canadesi nel senso di "Donne del Canada". Strippoli era bassino, tarchiato anche lui e avrebbe fatto carte false per stare insieme ad una donna alta. Non gli importava se bella o brutta, c'aveva la fisse dell'altezza, che lui chiamava con il suo gergo unico, "l'altitudine".
-Ma che cazzo dici, Strippoli?
-Niente, niente, scherzavo, marescià, disse Strippoli sorridendo.
'Sti polentoni non capiscono niente di fica, pensano solo a bere e mangiare e poi se ne vanno a letto. Meglio per noi, ecco perchè le donne poi vogliono venire con noi, pensava Strippoli. Se solo si decidessero, dovette aggiungere nel suo argomentare interiore. Era il classico meridionale d'esportazione Pastore Tedesco fuori casa e Barboncino  in casa, quando doveva avere a che fare con il suo vero comandante in capo: sua moglie.

Intanto nella stanza di Gianuli...
-Insomma , Maresciallo, se non ha sparato lei, chi cavolo ha sparato al terrorista?, disse seccato il Capitano Gianuli.
-Ve l'ho detto, ho visto un uomo con i capelli corti brizzolati, barba corta ben curata, vestito in modo sportivo. Sparava come se fosse o fosse stato un militare. Freddo , preciso.
-Nessuno delle forze dell'ordine, Capitano, ho personalmente controllato, disse Nepoti.
-Secondo voi chi può essere stato? Chiedo troppo , sia pure a poche ore dall'attentato?, fece a quel punto il giudice Sonia Grimaldi.
-E' troppo presto, secondo me. Non sappiamo neppure se è stato un attentato terroristico, non ci sono state rivendicazioni, disse Santoro.
-Ma gli islamici non sempre rivendicano, è il loro stile, disse Nepoti
-Terroristi islamici, precisò  Santoro.
-Cos'è , adesso dobbiamo fare un dibattito sul politicamente corretto, Santoro?, disse Gianuli.
-Non è una distinzione da poco...dal momento che se fosse stato un terrorista islamico è comunque da quell'ambiente che dovremmo partire per le indagini, perchè indispettirli?
-Va beh, lasciamo perdere queste congetture, Santoro, esaminando la scena del crimine che cosa avete notato?, chiese la Grimaldi.
-Ha tutti i crismi di un attentato di matrice islamica, disse Nepoti, svoltosi in un luogo affollato, durante festeggiamenti, rivolto a persone che si divertivano...spari nel mucchio, senza distinzione di sesso ed età...gli ingredienti ci sono tutti.
-D'accordo, disse Gianuli, ma l'attentatore era cinese...o perlomeno questo è quello che ha detto Grenci.
-Cinese? , fece meravigliato Nepoti, non mi era parso, ad una prima occhiata...allora la matrice islamica va a farsi benedire.
Nepoti parlava pulito nelle occasioni pubbliche ed in presenza di una donna, in altre circostanze non avrebbe usato quella metafora edulcorata, pensò  Santoro. Tipico esempio di doppio binario linguistico calibrato sulle circostanze. Toro seduto avrebbe detto lingua biforcuta. Toro seduto e i suoi discendenti si erano pero' quasi estinti, soppiantati dall'uomo dalla lingua biforcuta, pensò Santoro. Per lui questo era sufficiente per non fidarsi di quell'uomo. Collega di indagine  o meno che fosse.
-Invece questo non esclude la pista del terrorismo radicale islamico, disse Santoro. E' stata segnalata la presenza di cinesi in varie moschee e comunità islamiche, persino in Cina c'è un'etnia, gli Uiguri , antichi discendenti di mongoli e turchi, che praticano la religione islamica e non si nutrono di carne di maiale, cavallo, cani e uccelli, di cui , al contrario sono molto ghiotti la maggior parte dei cinesi.
Lo guardarono tutti come l'emoticon a faccina che fa "wow" su Facebook.
-Vi garantisco che quello che dice Santoro è vero, disse Gianuli, non tanto perchè ne sono a conoscenza anch'io, tutt'altro...vedete, il Maresciallo Santoro è uno che legge molto, aggiunse.
-Deve essere perchè non ha messo su famiglia, completò Gianuli.
Voleva dire che aveva molto tempo a disposizione rispetto a lui che doveva sciropparsi, oltre che i problemi del servizio, anche quelli di una famiglia, con moglie, figlie e affini in mezzo agli zebedei. Nepoti avrebbe detto "in mezzo ai coglioni". Ma solo davanti ad un cameratesco gruppo di commilitoni esclusivamente maschi ed esclusivamente arrapati.
-Quindi, maresciallo, nonostante l'attentatore sia cinese , non si possono escludere legami con le organizzazioni terroristiche islamiche?, chiese la Grimaldi.
-Poco ma sicuro, disse Santoro.
Si accorse di aver risposto come Tex Willer a Kit Carson. Ed ebbe una gran nostalgia di tornarsene a casa, mettere l'acqua per una camomilla sul fuoco, mettere su Radio Montecarlo 2, dove trasmettevano solo buona musica senza pubblicità e sdraiarsi sul sofà con un bel Tex Willer da leggere. Ma che cosa ci faceva lì dentro in quel covo di carrieristi? A nessuno di quelli importava un acca dei ragazzi che erano morti e di capire perchè fossero morti. Di ristabilire la verità. Erano solo preoccupati di risolvere il caso, per migliorare le proprie carriere. O di evitare maggiori shampoo possibili da superiori o affini.
-Va bene, signori, ci aggiorniamo. Sia chiaro che abbiamo gli occhi puntati addosso e dobbiamo muoverci il prima possibile al fine di ottenere risultati immediati, disse la Grimaldi. Effettivamente una come lei, palestrata, elegante, gonna lunga ma calze nere con riga nera sul polpaccio, camicetta sbottonata e seno che stava su senza push up, gli occhi addosso doveva averceli di certo. Sicuramente quelli di Nepoti.
-Prego , dottoressa, se permette l'accompagno, disse Nepoti in versione cicisbeo.
Una volta usciti Santoro restò solo con Gianuli.
-Maresciallo, ma lei se n'era accorto che l'attentatore era cinese?
-Sì...ma nonostante possa essere il primo caso non era una questione che mi incuriosisse più di tanto. Ero concentrato  più sul tizio che ha freddato il terrorista.
-Che idea si è fatto?
-Per ora niente, buio assoluto. Ho un puzzle in testa e vorrei rimetterlo in ordine. Ma ho bisogno di riflettere, di concentrarmi.
-Ah, capisco...e  lei di solito cosa fa per riflettere e concentrarsi.
-Ho fame. Io andrei a casa e mi cucinerei mezzo chilo di orecchiette di farina nera, poi farei il sugo di pomodoro con i pelati, come piace a me ,da aggiungere al soffritto di cipolle e aglio, ascolterei un po' di musica e leggerei qualcosa...di solito le idee mi vengono così. Il cibo è il carburante, la musica il fluidificante, la lettura è il generatore di pensieri. E' in questo quadro che nascono le mie teorie.
-Interessante, ma le teorie poi devono trovare conferme.
-Poco ma sicuro...ma non saprei come fare in altro modo...a fine serata la camomilla è come l'antigelo nel motore, il giorno dopo rombo meglio.
-Va bene, Maresciallo, vada pure a ritemprarsi. Ma si ricordi cosa ha detto il Giudice Grimaldi: abbiano gli occhi di tutti addosso.
-Anche se fosse vero, secondo alcune culture, porterebbe sfiga persino pensarlo, disse Santoro. Salutò Gianuli e uscì dalla stanza. Fuori c'erano Strippoli, Grenci e altri in trepida attesa di sapere qualcosa.
Santoro gli andrò incontro e disse- tra un po' ci sarà una conferenza stampa, vi prego, non fatemi ripetere ciò  che sentirete da gente ben più importante di me, disse.
-Ma Maresciallo, ci lascia così, senza dirci niente? ,disse Strippoli.
-Beh, Strippoli, una cosa te la posso dire...
-Cosa?
-Vaffanculo!
Poi uscì ridendo come un matto fra sè e sè . Perchè non ci sarebbe stata nessuna conferenza stampa.

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