Tornarono a casa. Michel si sdaio' direttamente su una rede[amaca] e anche Santoro. Marinette li aveva attesi sveglia. La trovarono davanti alla foto di Padre Marcelo con un rosario in mano seduta su una sedia di corda. Non disse una parola, ma in viso apparve rinfrancata. Poco dopo le luci si spensero e tentarono tutti di dormire.
Il giorno dopo era una bella giornata di sole, una specie di Milano al contrario. Forse era per quello che a Milano molti compravano Il Sole 24 ore. Era una specie di invocazione , penso' Santoro. Era evidente che era nervoso.
Fecero colazione. Poi si rivolse a Michel e disse- beh, ora che facciamo?
-Nada, disse Michel
-Chi, la cantante?
-Chi?
-Lascia perdere, e' lunga da spiegare e a chiacchiere sto a zero, disse Santoro.
Usciamo, disse.
I due uscirono e fecero un giro a piedi per quelle strade. Andarono verso il centro, verso la Cattedrale. Il baretto che avevano frequentato appena giunti in quei luoghi era gia' in piena attivita' birrosa.
Sedettero e presero una birra. Santoro per la verita' ripiego' su un cocco. L'agua de coco lo rinfranco', sembrava una sorta di Gatorade naturale, metteva energia.
Non dissero niente per un po'.
Poi Michel disse- ma Vanessa como era con te?
-In che senso?
-Como fai non credere che lei fatto macumba?
-Io sono una specie di miscredente. Si, come pugliese sono devoto di Padre Pio, ma e' piu' una cosa legata alla tradizione, una cosa tipo quando sto male lo invoco. Ma non credo che lui mi stia a sentire piu' di tanto. Per cui per tutte le sue attivita' legate alla sua religione la lasciavo fare ma non me ne interessavo piu' di tanto. Era un'accordo implicito, non so se riesci a capire.
-Intendo, disse Michel.
Michel dette un altro sorso alla sua birra. Beveva in un bicchiere di vetro piccolo, a piccoli sorsi, senza fretta. Il mondo sarebbe potuto finire, essere in pericolo imminente, ma per i brasiliani sembrava che non ci fosse fretta per niente. Per pagare e per morire c'era tempo. Pareva lo avessero inventato loro, questo detto da film western.
A quel punto Santoro prese l'iniziativa.
-Muoviamoci, disse.
-Dove andare.
-Muoviamoci, ribadi. Dentro di se' immagino' che i loro movimenti fossero osservati. Lo avvertiva nell'aria. E se la sera prima nell'oscurita' e concitazione della situazione, non lo avevano percepito chiaramente come "gringo", come straniero europeo ficcanaso, alla luce del giorno se ne stavano comunque facendo un'idea piu' precisa. Ed era proprio su questo che Santoro contava.
Mentre camminavano tra quelle strade perse sotto la calura intollerabile del sole ammazzasassi, Santoro disse- senti un po', dove dobbiamo andare, secondo te, per farci notare meglio?
-Vicino fermata degli omnibus, disse Michel, perche' pensano noi andare via, scappare.
-Buona deduzione, disse il maresciallo.
Quando furono nei pressi, la cattedrale apparve in tutta la sua fantasmatica e desertica imponenza architettonica portoghese, come una grande chiesa nel mezzo di pueblos messicani.
Stettero un po' fermi, riparandosi sotto dei manghi li in zona. Facce da ricercati passavano con mototaxi. E Santoro fiuto' che era gente della mala. Dopo un po', infatti, da una mototaxi scese un individuo, un mulatto con le orecchie traforate da orecchini, pareva uscito da una storia di Corto Maltese. Si diresse verso loro. E Santoro penso' che erano allo scoperto. Che lui era allo scoperto, in un paese straniero, disarmato. Era fottuto. L'uomo sulla quarantina, vestito con bermuda e canottiera si avvicino' con decisione.
-Quem e' voce, urlo' puntando il dito verso Santoro.
Santoro non disse niente. Michel stava per dire qualcosa , ma Santoro lo silenzio' con eloquente gesto della mano.
-Quem e' voce, ripete' a voce alta il tizio.
E mo' che cazzo gli dico, penso' Santoro.
-Eu sou o marido de Vanessa, butto' li senza troppa convinzione.
A quel nome l'uomo ebbe un sussulto. La sua espressione divenne terrorizzata.
-Voce e' um bruxo? chiese, credendo probabilmente che Santoro fosse un potente stregone.
-Pode ser, disse Santoro, lasciando intendere che non era da escludersi. L'uomo estrasse da dietro la schiena un coltello. Nel frattempo intorno a loro si stava creando un capannello. Evidentemente le abitudini cambiavano a seconda delle latitudini e anziche' sparire per la paura, la gente era portata a curiosare. O magari si usava cosi. Una esecuzione esemplare davanti a tutti. Testimoni che si sarebbero successivamente fatti mendaci. Da qualche parte arrivo' un coltello che si conficco' giusto davanti a Santoro. Qualcuno aveva voluto dargli una mano. Pareva un invito a battersi. Si, certo. Un calcio di rigore a porta vuota, penso' Santoro. Gli venne in mente, per gli scherzi della tensione, un passo delle Lettere dal carcere di Gramsci. Un carabiniere che aveva letto Gramsci? Ma che cavolo di carabiniere era?In una lettera Gramsci parlava dell'uso del coltello fra i detenuti al confino e delle varie scuole nell'uso del coltello nel meridione d'Italia. Sembrava che i migliori fossero i pugliesi. Dal momento che sembrava che non si potesse parlamentare molto, gli toccava battersi. Il mulatto sembrava volesse consentirgli di prendere il coltello prima di attaccare. Santoro attese. La folla intorno prese a incitarlo. Era strano, ma il mulatto non godeva delle simpatie degli astanti, i quali formarono intorno ai contendenti, un cerchio umano.
Santoro prese il coltello, una lama non indifferente. I due uomini presero a studiarsi e a ruotare in circolo. Ma non era un circolo di bon ton, evidentemente, penso' Santoro. Considero', a quel punto, che era cosi che gli sarebbe piaciuto morire. Ridendo delle proprie battute interiori. Il mulatto sferro' il primo affondo e Santoro lo evito' miracolosamente. Era il momento di evocare Padre Pio, penso' Santoro. Il mulatto si stava facendo nervoso e impaziente. I suoi movimenti di studio piu' nervosi . Il secondo affondo sfioro' il braccio sinistro di Santoro, scalfendolo. Gli si apri una ferita superficiale che infiammo' la folla. Santoro era sulla difensiva e il mulatto comincio' a ridere di scherno. Al terzo attacco , il mulatto miro' al costato, Santoro lo evito' di poco e il coltello seguito dal braccio del suo assalitore, passo' fra il costato e il suo braccio. A quel punto Santoro strinse il braccio sinistro al corpo, bloccando la mano del mulatto e con la mano destra sferro' un colpo, piu' forte che poteva, chiudendo gli occhi. Senti la propria lama conficcarsi nella carne e un grido lancinante di dolore. Quando apri gli occhi vide il mulatto con il suo pugnale conficcato nel petto. Barcollava cercando si sfilarselo. Cadde in ginocchio. La folla mormorava. Nessuno faceva niente. Se ne guardavano bene. Mentre tentava di sfilarsi la lama di Santoro, cadde riverso di faccia a terra. Nel cadere il coltello gli si conficco' del tutto nel petto. Probabilmente all'altezza del cuore. Il mulatto resto' immobile. Scuola pugliese, penso' Santoro. Non credeva ai suoi occhi. Doveva essere stato Padre Pio. Ma contrariamente a cio' che avrebbe pensato qualsiasi individuo intriso di baldanza guerriera, lui comincio' ad avvertire dei conati di vomito. Quel che era accaduto aveva del soprannaturale. Non sapeva combattere corpo a corpo, a malapena sapeva sparare, era tutt'altro che un guerriero. Ma il culo del principiante lo aveva salvato. Un tizio della folla si avvicino' al mulatto. Gli mise una mano sul collo,a tastarne le vene.
-Moreu, disse inequivocabilmente.
Subito sguardi di ammirazione furono rivolti a Santoro. Evidentemente il mulatto non godeva di una elevata popolarita', da quelle parti. Qualcuno prese il cadavere e lo fece sparire dietro qualcuna delle strade sterrate li nei pressi. Un paio di tizi dissero a Santoro di togliere le tende. Che di li a poco si sarebbe potuto scatenare l'inferno. Lo osservavano con ammirazione. Probabilmente si erano convinti che fosse una specie di stregone, di sciamano. Oppure avevano visto nel gesto del bloccare il braccio del duellante e nello sfarrargli il colpo mortale, un segno divino. Di sicuro gli sembrarono grati. Il mulatto doveva essere un delinquente vessatorio del luogo. Poco dopo la strada si fece deserte .
Michel che se ne era stato semiparalizzato li nei pressi si avvicino' a Santoro.
-Era un uomo dell'organizzazione, disse.
-Che organizzazione?
-Droga, disse Michel.
-Adesso non possiamo tornare indietro. Ci daranno caccia per ucciderci, aggiunse.
Santoro, ancora un po' sotto shock, recupero' improvvisamente lucidita'.
-Non dobbiamo dargli il tempo di metabolizzare, dobbiamo attaccarli ora. Devi dirmi dove possiamo trovarli. Voglio sapere la verita' su Vanessa. Devo interrogarli.
-Tu potere interrogare ad una tigre?, disse Michel.
-Capisco cosa vuoi dire, ma non ho alternative. Ora devi dirmi dove possiamo trovarli tutti.
-Tutti chi ?
-Quelli che tu pensi che hanno fatto uccidere Vanessa...porca puttana ci sara' un luogo dove si riuniscono, no?
-Un posto c'e', disse improvvisamente e inaspettatamente Michel.
-Bingo!, disse Santoro. Era un secolo che non lo diceva.
-E che aspettavi a dirmelo?, aggiunse.
Michel non disse niente. Ma Santoro era incazzato nero.
-Andiamoci ora! Dov'e' questo posto.
-Vecchio santuario in deserto...ci vuole buggy per arrivare.
-Ok, disse Santoro, non perdiamo tempo.
-Ma non so se ora sono li.
-Abbiamo solo un modo per scoprirlo.
-Quale?
Santoro getto' uno sguardo a Michel inequivocabile. E Michel capi che Santoro era determinato ad andare in fondo. E dovevano andare al Santuario.
-Prima pero' devo andare in un posto, disse Santoro.
-Dove?
-Al cesso.
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