sabato 26 dicembre 2020

Lisboa 20

 Santoro se ne stette nella sua stanza tutto il giorno. Nel cassetto 

del primo comodino aveva trovato un libro. Pagine ingiallite e 

smangiucchiate dai tarli. Ma era ancora abbastanza integro. Era 

un libro in portoghese:" Il libro dell'inquietudine" di Fernando 

Pessoa. E trasse conferma che i portoghesi avevano a cuore i 

propri poeti. E chi aveva a cuore i propri poeti, in fondo, aveva a 

cuore il proprio paese. Nel comodino di un albergo italiano, che 

cosa avrebbe trovato? Una volta avrebbe trovato una copia delle 

Bibbia. Ultimamente trovava delle saponette di riserva. Era una 

metafora per un paese che non aveva altro da offrire se non i 

propri panni sporchi? 

Lesse qualche pagina di quel libro. Sulla copertina, grigia, c'era 

un dipinto con il volto di Fernando Pessoa. Bombetta, occhiali, 

cravattino e baffi a manubrio di bicicletta. L'immagine di un 

impiegato che passava la maggior parte del proprio tempo a 

vergare versi di poesie.

Aprì a caso e lesse:" la vita è la ricerca dell'impossibile 

attraverso l'inutile". Si fermò a riflettere. Quella frase sembrava 

perfetta per la sua indagine. Ennesima indagine. In un paese 

straniero.

Speriamo che Merzagora mi dia qualche traccia, pensò. 

Altrimenti non so da dove cominciare. Sembra quasi che 

qualcuno mi stia seguendo. Facendo sparire prove e 

testimonianze sul caso Carvalho. Che poi non era nemmeno 

ufficialmente un caso. Lo era solo per lui. E per Paul 

Merzagora, a quanto pareva. Un uomo strano. Sui generis, 

pensò. Non aveva ancora deciso se fidarsi di lui. E istintivamente 

pensò a dove aveva posato la pistola. Di Carvalho sembrava non 

importare niente a nessuno. Nemmeno a sua moglie. O ex 

moglie. Si concentrò sulle ultimi immagini del sottufficiale 

portoghese. E si commosse quasi nel ricordarlo. Sia pure in poco 

tempo sembrava avergli lasciato tracce indelebili. Forse perchè 

ho riconosciuto qualcosa di me in lui, pensò. 

Continuò a leggere. Non aveva fame. E non sarebbe uscito per 

mangiare. Poi improvvisamente, sdraiato come se ne stava sul 

letto, si assopì.

Si svegliò di soprassalto perchè udì distintamente dei rintocchi 

di nocche sulla sua porta.

Prese la pistola e si avvicinò alla porta. Guardò dallo spioncino. 

Era Merzagora. Sembrava solo. Aprì lentamente. Fece entrare 

Merzagora e poi, istintivamente dette un'occhiata fuori dalla 

porta. Il corridoio era vuoto.

-Buone notizie, disse Merzagora. Sulla cicca che ha trovato c'era 

un impronta piuttosto nitida. Appartiene ad un pregiudicato per 

reati di droga. Attualmente libero. 

-Bene, almeno abbiamo una traccia.

-C'è da dire , maresciallo, che il luogo del ritrovamento e il fatto 

che lei sia stato drogato creano un inevitabile collegamento, 

disse Merzagora.

-Certo. Ma la domanda è: perchè queste constatazioni non le 

hanno fatte le autorità portoghesi?

Merzagora sorrise. Osservò Santoro.

-Come si chiama questo tizio? Dove lo trovo? Chiese Santoro.

-Si chiama Paulo Botelho. Batte la zona del Bairro Alto. Gira 

per locali e vende cocaina. E' stato segnalato nel giro dei chems 

party: orge  a base di droga che durano anche alcuni giorni. 

-Non capisco. Cosa c'entra la cocaina con le orge?

-Be' con il sesso non molto, sono d'accordo con lei. Ma è un 

potente disinibitore e mixato con la ketamina, un allucinogeno 

che ne mitiga l'eccessiva eccitazione, fornisce una buona base 

per aver rapporti sessuali di gruppo. E per molte ore. Anche 

giorni.

-Come sa tutte queste cose?

-Non vorrei dilungarmi troppo...Ma un paio di governi 

portoghesi mi hanno commissionato indagini su queste cose. 

Questi party sono ritenuti dannosi per la salute della gioventù 

portoghese. In particolare il governo precedente a questo era 

molto conservatore ed era preoccupato per gli effetti sulla 

gioventù riguardanti la promiscuità di questi incontri. Il 

governo successivo, di segno politico diverso, era preoccupato 

per altre questioni. Questioni riguardanti la diffusione dell'hiv. 

Le droghe usate in questi party creano uno stato di disinibizione 

tale che si tende a non usare precauzioni. E l'hiv e relative cure 

hanno costi elevatissimi per il sistema sanitario pubblico.

Santoro restò colpito del grado di preparazione di Merzagora. 

Lui non sapeva assolutamente nulla sull'argomento.

-Aggiungo, fece Merzagora, che per raccogliere informazioni mi 

sono servito anche  del suo amico Carvalho. Lo conoscevo bene. 

Anche per questo credo alla sua ipotesi sul fatto che non possa 

essersi suicidato con della droga.

Santoro divenne serio.

-Perchè non me l'ha detto subito, che lo conosceva bene? Aveva 

detto abbastanza bene!

-Non abbiamo avuto il tempo di approfondire la cosa.

-Quindi Carvalho se ne intendeva di droghe e affini?

-Oh, sì. Ma solo per fini professionali, mi creda.

-Le credo, disse Santoro.

Santoro resto qualche secondo a meditare sul da farsi.

-D'accordo, fece, a quel punto, dove lo trovo questo Botelho?

-Gliel'ho detto, fece Merzagora.

-Si, ma Bairro Alto è pieno di locali. Potrebbe darmi qualche 

nome di qualcuno di questi posti? Se non altro per restringere il 

campo.

-Eviterei i luoghi tradizionali dove si canta ancora il fado. Mi 

concentrerei sui posti dove si bevono cocktails e basta. Credo sia 

sufficiente.

-D'accordo, mi muovo subito...ehm, Dottor Marzagora, se 

questo tizio è schedato ci saranno delle sue foto. Può 

procurarmene una?

-Mi chiami Paul, Maresciallo, la prego, disse Marzagora. Mise 

una mano in tasca e tirò fuori una foto un pò più grande di una 

normale foto tessera.

La porse a Santoro.

-Ho ancora qualche buon amico, nella Guardia Nazionale 

Repubblicana. Non è stato difficile procurarmi la foto, aggiunse.

-Grazie, disse Santoro. Mi metterò in movimento stanotte stessa, 

fece.

-Mi faccia sapere se ha bisogno di qualcosa. O di qualcuno, disse 

Merzagora.

-Per il momento procedo da solo...nel caso come la contatto?

-Niente telefono. La contatto io sul suo, disse Merzagora.

Prima Quaresma, poi anche Merzagora. Doveva essere un 

abitudine portoghese, quella di non farsi chiamare al telefono, 

preferendo chiamare, pensò Santoro. 






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