Santoro se ne stette nella sua stanza tutto il giorno. Nel cassetto
del primo comodino aveva trovato un libro. Pagine ingiallite e
smangiucchiate dai tarli. Ma era ancora abbastanza integro. Era
un libro in portoghese:" Il libro dell'inquietudine" di Fernando
Pessoa. E trasse conferma che i portoghesi avevano a cuore i
propri poeti. E chi aveva a cuore i propri poeti, in fondo, aveva a
cuore il proprio paese. Nel comodino di un albergo italiano, che
cosa avrebbe trovato? Una volta avrebbe trovato una copia delle
Bibbia. Ultimamente trovava delle saponette di riserva. Era una
metafora per un paese che non aveva altro da offrire se non i
propri panni sporchi?
Lesse qualche pagina di quel libro. Sulla copertina, grigia, c'era
un dipinto con il volto di Fernando Pessoa. Bombetta, occhiali,
cravattino e baffi a manubrio di bicicletta. L'immagine di un
impiegato che passava la maggior parte del proprio tempo a
vergare versi di poesie.
Aprì a caso e lesse:" la vita è la ricerca dell'impossibile
attraverso l'inutile". Si fermò a riflettere. Quella frase sembrava
perfetta per la sua indagine. Ennesima indagine. In un paese
straniero.
Speriamo che Merzagora mi dia qualche traccia, pensò.
Altrimenti non so da dove cominciare. Sembra quasi che
qualcuno mi stia seguendo. Facendo sparire prove e
testimonianze sul caso Carvalho. Che poi non era nemmeno
ufficialmente un caso. Lo era solo per lui. E per Paul
Merzagora, a quanto pareva. Un uomo strano. Sui generis,
pensò. Non aveva ancora deciso se fidarsi di lui. E istintivamente
pensò a dove aveva posato la pistola. Di Carvalho sembrava non
importare niente a nessuno. Nemmeno a sua moglie. O ex
moglie. Si concentrò sulle ultimi immagini del sottufficiale
portoghese. E si commosse quasi nel ricordarlo. Sia pure in poco
tempo sembrava avergli lasciato tracce indelebili. Forse perchè
ho riconosciuto qualcosa di me in lui, pensò.
Continuò a leggere. Non aveva fame. E non sarebbe uscito per
mangiare. Poi improvvisamente, sdraiato come se ne stava sul
letto, si assopì.
Si svegliò di soprassalto perchè udì distintamente dei rintocchi
di nocche sulla sua porta.
Prese la pistola e si avvicinò alla porta. Guardò dallo spioncino.
Era Merzagora. Sembrava solo. Aprì lentamente. Fece entrare
Merzagora e poi, istintivamente dette un'occhiata fuori dalla
porta. Il corridoio era vuoto.
-Buone notizie, disse Merzagora. Sulla cicca che ha trovato c'era
un impronta piuttosto nitida. Appartiene ad un pregiudicato per
reati di droga. Attualmente libero.
-Bene, almeno abbiamo una traccia.
-C'è da dire , maresciallo, che il luogo del ritrovamento e il fatto
che lei sia stato drogato creano un inevitabile collegamento,
disse Merzagora.
-Certo. Ma la domanda è: perchè queste constatazioni non le
hanno fatte le autorità portoghesi?
Merzagora sorrise. Osservò Santoro.
-Come si chiama questo tizio? Dove lo trovo? Chiese Santoro.
-Si chiama Paulo Botelho. Batte la zona del Bairro Alto. Gira
per locali e vende cocaina. E' stato segnalato nel giro dei chems
party: orge a base di droga che durano anche alcuni giorni.
-Non capisco. Cosa c'entra la cocaina con le orge?
-Be' con il sesso non molto, sono d'accordo con lei. Ma è un
potente disinibitore e mixato con la ketamina, un allucinogeno
che ne mitiga l'eccessiva eccitazione, fornisce una buona base
per aver rapporti sessuali di gruppo. E per molte ore. Anche
giorni.
-Come sa tutte queste cose?
-Non vorrei dilungarmi troppo...Ma un paio di governi
portoghesi mi hanno commissionato indagini su queste cose.
Questi party sono ritenuti dannosi per la salute della gioventù
portoghese. In particolare il governo precedente a questo era
molto conservatore ed era preoccupato per gli effetti sulla
gioventù riguardanti la promiscuità di questi incontri. Il
governo successivo, di segno politico diverso, era preoccupato
per altre questioni. Questioni riguardanti la diffusione dell'hiv.
Le droghe usate in questi party creano uno stato di disinibizione
tale che si tende a non usare precauzioni. E l'hiv e relative cure
hanno costi elevatissimi per il sistema sanitario pubblico.
Santoro restò colpito del grado di preparazione di Merzagora.
Lui non sapeva assolutamente nulla sull'argomento.
-Aggiungo, fece Merzagora, che per raccogliere informazioni mi
sono servito anche del suo amico Carvalho. Lo conoscevo bene.
Anche per questo credo alla sua ipotesi sul fatto che non possa
essersi suicidato con della droga.
Santoro divenne serio.
-Perchè non me l'ha detto subito, che lo conosceva bene? Aveva
detto abbastanza bene!
-Non abbiamo avuto il tempo di approfondire la cosa.
-Quindi Carvalho se ne intendeva di droghe e affini?
-Oh, sì. Ma solo per fini professionali, mi creda.
-Le credo, disse Santoro.
Santoro resto qualche secondo a meditare sul da farsi.
-D'accordo, fece, a quel punto, dove lo trovo questo Botelho?
-Gliel'ho detto, fece Merzagora.
-Si, ma Bairro Alto è pieno di locali. Potrebbe darmi qualche
nome di qualcuno di questi posti? Se non altro per restringere il
campo.
-Eviterei i luoghi tradizionali dove si canta ancora il fado. Mi
concentrerei sui posti dove si bevono cocktails e basta. Credo sia
sufficiente.
-D'accordo, mi muovo subito...ehm, Dottor Marzagora, se
questo tizio è schedato ci saranno delle sue foto. Può
procurarmene una?
-Mi chiami Paul, Maresciallo, la prego, disse Marzagora. Mise
una mano in tasca e tirò fuori una foto un pò più grande di una
normale foto tessera.
La porse a Santoro.
-Ho ancora qualche buon amico, nella Guardia Nazionale
Repubblicana. Non è stato difficile procurarmi la foto, aggiunse.
-Grazie, disse Santoro. Mi metterò in movimento stanotte stessa,
fece.
-Mi faccia sapere se ha bisogno di qualcosa. O di qualcuno, disse
Merzagora.
-Per il momento procedo da solo...nel caso come la contatto?
-Niente telefono. La contatto io sul suo, disse Merzagora.
Prima Quaresma, poi anche Merzagora. Doveva essere un
abitudine portoghese, quella di non farsi chiamare al telefono,
preferendo chiamare, pensò Santoro.
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