Sentì bussare alla porta.
-Chi è? Fece.
-Merzagora, sentì dire distintamente.
Prese la Glock che aveva nascosto sotto il cuscino e andò ad
aprire. Sull'uscio si fece avanti un uomo anziano, capelli
brizzolati. Età indefinita, poteva avere tra i 70 e gli 80 anni.
Magro, viso attraversato da una ragnatela di rughe.
Azzimato,vestito in giacca e cravatta di tutto punto. Sembrava
sbarbato di fresco.
-Buongiorno, mi chiamo Merzagora, disse l'uomo.
-Santoro, Gabriele Santoro.
-So chi è lei, disse l'uomo sorridendo lievemente. E so anche che
è nei guai, aggiunse.
-Ah...Fece Santoro, e come mai?
-Ho lavorato per i servizi di tutto il mondo. E conosco il
maresciallo Cazzaniga, disse in portoghese lievemente venato di
inglese-...ehm...la Glock. La metta via. Non ce n'è bisogno!
-Cazzaniga? Però...Non lo facevo un uomo dei servizi segreti,
disse Santoro mettendo via l'arma.
-Il maresciallo Cazzaniga non lavora per i servizi. Abitualmente.
Ho collaborato con lui anni fa, quando ero in Italia.
-E che faceva in Italia?
-E' una lunga storia e non la starò certo a raccontare a lei.
Anche perchè sarebbe una perdita di tempo.
-Cosa vuole da me? Chiese Santoro.
-Aiutarla! Disse senza alcuna titubanza Merzagora.
-Perchè?
-Perchè lei è in un mare di guai, disse Merzagora.
-Be', potrebbe dirmi qualcosa che io non sappia già?
-Lei è un buon investigatore e sicuramente è onesto. Il classico
cercatore di verità che crede nella costituzione del proprio paese
e nell'arma per cui presta servizio. Un specie in via di estinzione.
-Cos'è, un etologo, anche?
Merzagora sorrise.
-Sì, lei ha un raffinato sense of humor, mi era stato riferito.
-Da chi?
-Miei informatori. Nonchè da Cazzaniga. Per la verità il
maresciallo Cazzaniga si è riferito a lei dicendo che è un tipo
particolare. E che non accetta compromessi facilmente.
-Vedo che è ben informato. Questo ci farà risparmiare tempo.
-Già. Il Portogallo è un paese tranquillo, ma ciò non vuol dire
che non sia agitato da un sottobosco criminale dello stesso livello
di pericolosità delle criminalità internazionali più note, disse
Merzagora.
-Lei lavora con quali servizi? Chiese Santoro.
-Sono in pensione. Ma un collaboratore della mia esperienza non
va mai veramente in pensione. Si diventa consulenti. O qualcosa
del genere.
-Per quali servizi ha lavorato?
-Vari...Cia, Mossad, Servizi Italiani e persino con il Kgb. Scambi
di favori, capisce?
-Sì, più o meno.
-Ora, non abbiamo molto tempo e desidero mettermi a sua
disposizione per tirarla fuori dai guai.
-Io invece sono interessato a scoprire chi ha ucciso un
portoghese. Uno che era diventato mio amico da poco. Si
chiamava Tiago Carvalho. Frequentavamo insieme un corso di
aggiornamento dell'Interpol.
-So tutto della vicenda...Ma non so chi lo abbia eliminato!
-Eliminato? Usate sempre questi termini, voi dei servizi segreti.
-Sì. Deformazione professionale.
-Quindi non sono l'unico pazzo a pensare che non si sia suicidato
con un overdose di eroina?
-No di certo. Conoscevo Carvalho abbastanza per poter
affermare che lei ha ragione!
-Meno male. Cominciavo a sentirmi solo, disse Santoro.
-E Quaresma? Aggiunse, ci si può fidare?
Merzagora non disse niente.
-Mi dica quello che sa, disse Merzagora.
-Non so se faccio bene a fidarmi.
-Non ha nessun altro di cui possa fidarsi quanto me. Non ha
nulla da perdere, disse l'uomo.
Lunghi minuti d'attesa. Santoro doveva decidere in fretta.
-Qual'è il suo nome, chiese all'improvviso Santoro.
-Lei può chiamarmi Paul. Paul Merzagora. Questo è il mio
nome attuale. Quello vero l'ho dimenticato, disse.
Santoro lo ragguagliò su caso. Disse tutto ciò che sapeva. Gli
raccontò per filo e per segno tutto ciò che gli era accaduto a
Lisbona e cosa aveva saputo della vicenda. Poi lo osservò. In
silenzio.
-Brutta vicenda, disse Merzagora. Ma...Ne verremo a capo, non
si preoccupi. La sua colite ne risentirebbe.
Santoro lo guardò esterrefatto.
-E' il mio lavoro. Non è l'unico ad essere professionale, in questo
mondo, fece Merzagora.
Sa anche della mia colite, pensò Santoro. Tanto vale collaborare.
Non mi sembra che abbia molta scelta. Del resto, continuò a
pensare, avrebbe potuto farmi arrestare, se l'avesse voluto.
Vediamo come va a finire.
-Senta...Disse Santoro a quel punto. Lei conosce qualche tecnico
della scientifica di cui si fida?
-Perchè?, chiese Merzagora.
-Ho recuperato un mozzicone dalla scena del crimine della
ragazza uccisa, con cui, mi dicono, ero stato a letto. Sa anche che
ci sono delle riprese?
-Sì, lo so...
Santoro arrossì. Andiamo bene. Ecco, questo ora sa proprio
tutto di me, pensò.
-Sì, mi dia pure il mozzicone, lo faccio analizzare io. Conosco
qualcuno di cui potermi fidare.
Santoro recuperò il mozzicone avvolto in un fazzolettino dalla
tasca sinistra dell'impermeabile e glielo porse.
-Speriamo di trovare qualche impronta, disse Merzagora. Non
abbiamo molto tempo, aggiunse. Nella peggiore delle ipotesi la
faccio tornare in Italia in tutta tranquillità, in qualche modo. E si
potrà dimenticare di tutta questa storia. Se si mette male.
-Non me ne vado di qua se non scopro di ha ucciso il mio amico.
-La capisco. In fondo Carvalho le assomigliava. Eccellente
investigatore. Affinità elettive, le chiamano, concluse l'uomo.
Fece per uscire. Prima di attraversare l'uscio, disse rivolto al
maresciallo pugliese-entro stasera le faccio sapere. Speriamo di
trovare qualche traccia. Altrimenti dovremo attivare altri canali.
-Sta bene, disse Santoro...Ah, un'altra cosa, prima che se ne
vada. Può procurarmi una radiolina?
-Una radiolina? Ma non ce l'ha nel telefono?
-Purtroppo no. Ho un telefono di vecchia generazione. Un Nokia
con lo sportellino.
-E come fa per le indagini?
-Prendo appunti con la mente. Per il resto improvviso. Reagisco
alle circostanze.
-Strano metodo. Interessante, comunque, disse Merzagora.
-Le farò avere quello che mi ha chiesto, fece prima di uscire.
-Lei per il momento non si muova da qui. Non faccia niente.
-Wu wei, disse Santoro. Secondo i taoisti l'azione migliore si
sviluppa dalla non azione.
-Sì, anche questo mi risulta, dalle mie informazioni. Lei legge
molto... oltre ad avere la passione per la musica classica ed il
jazz.
-Bene...Il video con l'atleta portoghese l'ha visto...Per cui direi
che di me non ha molto altro da scoprire, fece Santoro.
Merzagora sorrise.
-Un ultima cosa, disse Santoro, perchè mi sta aiutando. Cosa
gliene viene in tasca?
Merzagora stette in silenzio. Poi all'improvviso disse-non lo so.
Forse perchè io ero come lei. E poi sono cambiato. E'un
tentativo di recuperare purezza, prima del mio commiato con il
mondo. Mettiamola così.
Poi, lentamente, uscì dalla porta della stanza di Santoro.
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