domenica 20 dicembre 2020

Lisboa 19

 Sentì bussare alla porta.

-Chi è? Fece.

-Merzagora, sentì dire distintamente.

Prese la Glock che aveva nascosto sotto il cuscino e andò ad 

aprire. Sull'uscio si fece avanti un uomo anziano, capelli 

brizzolati. Età indefinita, poteva avere tra i 70 e gli 80 anni. 

Magro, viso attraversato da una ragnatela di rughe. 

Azzimato,vestito in giacca e cravatta di tutto punto. Sembrava 

sbarbato di fresco.

-Buongiorno, mi chiamo Merzagora, disse l'uomo.

-Santoro, Gabriele Santoro.

-So chi è lei, disse l'uomo sorridendo lievemente. E so anche che 

è nei guai, aggiunse.

-Ah...Fece Santoro, e come mai?

-Ho lavorato per i servizi di tutto il mondo. E conosco il 

maresciallo Cazzaniga, disse in portoghese lievemente venato di 

inglese-...ehm...la Glock. La metta via. Non ce n'è bisogno!

-Cazzaniga? Però...Non lo facevo un uomo dei servizi segreti, 

disse Santoro mettendo via l'arma.

-Il maresciallo Cazzaniga non lavora per i servizi. Abitualmente. 

Ho collaborato con lui anni fa, quando ero in Italia.

-E che faceva in Italia?

-E' una lunga storia e non la starò certo a raccontare a lei. 

Anche perchè sarebbe una perdita di tempo.

-Cosa vuole da me? Chiese Santoro.

-Aiutarla! Disse senza alcuna titubanza  Merzagora.

-Perchè?

-Perchè lei è in un mare di guai, disse Merzagora.

-Be', potrebbe dirmi qualcosa che io non sappia già?

-Lei è un buon investigatore e sicuramente è onesto. Il classico 

cercatore di verità che crede nella costituzione del proprio paese 

e nell'arma per cui presta servizio. Un specie in via di estinzione.

-Cos'è, un etologo, anche?

Merzagora sorrise.

-Sì, lei ha un raffinato sense of humor, mi era stato riferito.

-Da chi?

-Miei informatori. Nonchè da Cazzaniga. Per la verità il 

maresciallo Cazzaniga si è riferito a lei dicendo che è un tipo 

particolare. E che non accetta compromessi facilmente.

-Vedo che è ben informato. Questo ci farà risparmiare tempo.

-Già. Il Portogallo è un paese tranquillo, ma ciò non vuol dire 

che non sia agitato da un sottobosco criminale dello stesso livello 

di pericolosità delle criminalità internazionali più note, disse 

Merzagora.

-Lei lavora con quali servizi? Chiese Santoro.

-Sono in pensione. Ma un collaboratore della mia esperienza non 

va mai veramente in pensione. Si diventa consulenti. O qualcosa 

del genere.

-Per quali servizi ha lavorato?

-Vari...Cia, Mossad, Servizi Italiani e persino con il Kgb. Scambi 

di favori, capisce?

-Sì, più o meno.

-Ora, non abbiamo molto tempo e desidero mettermi a sua 

disposizione per tirarla fuori dai guai.

-Io invece sono interessato a scoprire chi ha ucciso un 

portoghese. Uno che era diventato mio amico da poco. Si 

chiamava Tiago Carvalho. Frequentavamo insieme un corso di 

aggiornamento dell'Interpol.

-So tutto della vicenda...Ma non so chi lo abbia eliminato!

-Eliminato? Usate sempre questi termini, voi dei servizi segreti.

-Sì. Deformazione professionale.

-Quindi non sono l'unico pazzo a pensare che non si sia suicidato 

con un overdose di eroina?

-No di certo. Conoscevo Carvalho abbastanza per poter 

affermare che lei ha ragione!

-Meno male. Cominciavo a sentirmi solo, disse Santoro.

-E Quaresma? Aggiunse, ci si può fidare?

Merzagora non disse niente.

-Mi dica quello che sa, disse Merzagora.

-Non so se faccio bene a fidarmi.

-Non ha nessun altro di cui possa fidarsi quanto me. Non ha 

nulla da perdere, disse l'uomo.

Lunghi minuti d'attesa. Santoro doveva decidere in fretta.

-Qual'è il suo nome, chiese all'improvviso Santoro.

-Lei può chiamarmi Paul. Paul Merzagora. Questo è il mio 

nome attuale. Quello vero l'ho dimenticato, disse.

Santoro lo ragguagliò su caso. Disse tutto ciò che sapeva. Gli 

raccontò per filo e per segno tutto ciò che gli era accaduto a 

Lisbona e cosa aveva saputo della vicenda. Poi lo osservò. In 

silenzio.

-Brutta vicenda, disse Merzagora. Ma...Ne verremo a capo, non 

si preoccupi. La sua colite ne risentirebbe.

Santoro lo guardò esterrefatto.

-E' il mio lavoro. Non è l'unico ad essere professionale, in questo 

mondo, fece Merzagora.

Sa anche della mia colite, pensò Santoro. Tanto vale collaborare. 

Non mi sembra che abbia molta scelta. Del resto, continuò a 

pensare, avrebbe potuto farmi arrestare, se l'avesse voluto. 

Vediamo come va a finire.

-Senta...Disse Santoro a quel punto. Lei conosce qualche tecnico 

della scientifica di cui si fida?

-Perchè?, chiese Merzagora.

-Ho recuperato un mozzicone dalla scena del crimine della 

ragazza uccisa, con cui, mi dicono, ero stato a letto. Sa anche che 

ci sono delle riprese?

-Sì, lo so...

Santoro arrossì. Andiamo bene. Ecco, questo ora sa proprio 

tutto di me, pensò.

-Sì, mi dia pure il mozzicone, lo faccio analizzare io. Conosco

qualcuno di cui potermi fidare.

Santoro recuperò il mozzicone avvolto in un fazzolettino dalla 

tasca sinistra dell'impermeabile e glielo porse.

-Speriamo di trovare qualche impronta, disse Merzagora. Non 

abbiamo molto tempo, aggiunse. Nella peggiore delle ipotesi la 

faccio tornare in Italia in tutta tranquillità, in qualche modo. E si 

potrà dimenticare di tutta questa storia. Se si mette male.

-Non me ne vado di qua se non scopro di ha ucciso il mio amico.

-La capisco. In fondo Carvalho le assomigliava. Eccellente 

investigatore. Affinità elettive, le chiamano, concluse l'uomo.

Fece per uscire. Prima di attraversare l'uscio, disse rivolto al 

maresciallo pugliese-entro stasera le faccio sapere. Speriamo di 

trovare qualche traccia. Altrimenti dovremo attivare altri canali.

-Sta bene, disse Santoro...Ah, un'altra cosa, prima che se ne 

vada. Può procurarmi una radiolina?

-Una radiolina? Ma non ce l'ha nel telefono?

-Purtroppo no. Ho un telefono di vecchia generazione. Un Nokia 

con lo sportellino.

-E come fa per le indagini?

-Prendo appunti con la mente. Per il resto improvviso. Reagisco 

alle circostanze.

-Strano metodo. Interessante, comunque, disse Merzagora.

-Le farò avere quello che mi ha chiesto, fece prima di uscire. 

-Lei per il momento non si muova da qui. Non faccia niente.

-Wu wei, disse Santoro. Secondo i taoisti l'azione migliore si 

sviluppa dalla non azione.

-Sì, anche questo mi risulta, dalle mie informazioni. Lei legge 

molto... oltre ad avere la passione per la musica classica ed il 

jazz.

-Bene...Il video con l'atleta portoghese l'ha visto...Per cui direi 

che di me non ha molto altro da scoprire, fece Santoro.

Merzagora sorrise.

-Un ultima cosa, disse Santoro, perchè mi sta aiutando. Cosa 

gliene viene in tasca?

Merzagora stette in silenzio. Poi all'improvviso disse-non lo so. 

Forse perchè io ero come lei. E poi sono cambiato. E'un 

tentativo di recuperare purezza, prima del mio commiato con il 

mondo. Mettiamola così.

Poi, lentamente, uscì dalla porta della stanza di Santoro. 





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