domenica 23 giugno 2019

Lisboa 17

Dunque, si era punto e a capo. Delle due l'una , o Quaresma

 bluffava o veramente quel video non proveniva da qualcuno 

delle forze dell'ordine portoghesi. O magari anche , proveniva 

da qualcuno dell'interno delle forze dell'ordine portoghesi , 

ma forse non della Guardia Repubblicana. Santoro era 

stranamente tranquillo. Gli dispiaceva per Vanessa, ma non 

ricordava molto della ragazza. A parte che l'aveva conosciuta 

allo stadio di atletica e che conosceva Carvalho. I giornali 

avevano riportato la notizia e alcuni fotogrammi del video in cui 

Santoro era impegnato nella sua performance amatoria erano 

stati ingranditi e pubblicati. Le immagini per fortuna non erano 

proprio nitide. Era abbastanza buio, in quella stanza. Ma uno 

che lo conoscesse avrebbe potuto sospettare di lui. Ad ogni modo 

non poteva rischiare. Girava con il suo trolley da qualche parte 

sotto la ruota panoramica di Piazza Pombal. C'era una corona 

di fiori dove avevano trovato Vanessa. Era un atleta abbastanza 

conosciuta. Certo, non era un calciatore, ma quel delitto stava 

destando scalpore , a Lisbona. E a giudicare da notiziari e 

giornali, in tutto il Portogallo. Santoro non poteva contare su 

nessuno, lì a Lisbona. Si decise a chiamare Cazzaniga.

Prese il telefono e compose il numero.

Dopo pochi secondi Il Cazza rispose.

-Sciur marescial, cum te stet?

-Mai stato così lontano dallo stare bene, grazie.

-Uellah, cus'è l'è success?

-E' successo un casino, Ambrò, sono nel letame animale ed 

umano fino al collo. Pensa che una volta nella masseria di mio 

zio camminando finii in un palmento di sterco di galline e affini, 

avrò avuto sei sette anni. Meno male che ero abbastanza alto per 

la mia età, perché mi immersi in quella roba fino al collo. Mi è 

capitato di pensare, a volte, se fosse stato più profondo, il 

palmento...Niente, sarei annegato nella merda. Tu dici che 

c'entra qualcosa il karma con questa cosa?

-Ueh, ma si sente bene?

-No, Ambrogio, ho già detto come mi sento.

-Ma cos'è successo?

Santoro rese edotto Cazzaniga sugli ultimi fatti.

-Venga via subito, Santoro! Prenda il primo volo! Disse a quel 

punto Cazzaniga.

-Lo sai che non posso.

-Quelli lì, i portoghesi, l'hanno messa in mezzo a qualcuna delle 

loro sporche storie. Non ci vuol molto a capirlo.

-Dì un po', Gianuli è tranquillo?

-S'è bevuta la storia della tua malattia. Anche se comincia a dire 

che la convalescenza dura molto.

-Ambrogio, non mi posso fidare di nessuno. Io ho bisogno di un 

alloggio pulito e di un documento falso.

-Sull'alloggio posso vedere io, ma sul documento...Sarà un po' 

difficile. Ci vuole il suo tempo.

-Ambò...Per ieri.

-Vedo che posso fare. Ma , Santoro, mi dica una cosa:  che ci 

faceva a letto con una ventenne?

-Ambrò, hai presente un tir. Fattelo, ma di cacchi 

tuoi...Comunque ti assicuro che con l'omicidio non c'entro 

niente. Inoltre non mi ricordo di essere andato a letto con 

nessuna. Dalle foto sui giornali , però, mi sono riconosciuto. Ma 

com'è possibile?

Cazzaniga tacque.

-Ambrò ti ho fatto una domanda.

-Sto pensando...L'unica cosa che mi viene in mente è che può 

aver messo in qualcosa che beveva del GHB.

-E che cos'è?

-E' una farmaco che viene usato per potenziare le prestazioni 

sessuali...Solo che non lascia traccia nella memoria di quello che 

hai fatto. E non lascia traccia nell'organismo già dopo qualche 

ora. La ciamen droga dello stupro! 

-E che gusto c'è?

-Non lo so, ma a Milano ultimamente ci sono stati molti casi.

-Bingo! Ecco cos'è stato...Ora capisco. Può essere.

-Lo spero per lei, disse Cazzaniga.

-Perché dici così, credi che abbia ucciso quella povera ragazza?

-Non l'ho pensato nemmeno per un minuto, conoscendola.

-Chi, la ragazza?

-Le stavo dando del "lei".

-Uhm...Cazzanì, aspetto una tua telefonata tra massimo dieci 

minuti. Voglio un posto sicuro a Lisbona dove alloggiare, 

possibilmente dove non chiedono documenti e un passaporto 

falso.

-In dieci minuti posso trovare l'alloggio, non il documento.

-Va bene, almeno l'alloggio. Voglio un posto dove leccarmi le 

ferite e ripartire. Non ho molto tempo, stanotte stessa devo fare 

qualcosa.

-Cosa?

-Non lo so ancora...non te lo posso dire, magari ho il telefono 

sotto controllo.

-Impossibile, quel Nokia lì controlli no.

-Va  be', ti faccio sapere. Nel frattempo forniscimi il nome 

dell'albergo.

-Ma quale albergo...devo trovare delle case private che non 

chiedono documenti e affittano per pochi giorni.

-Va bene, tanto lo sai che mi adatto...

-Ok, Marescial, passo e chiudo.

Santoro chiuse lo sportellino. Per Giuda! GHB, ecco cosa doveva 

essere stato. Era stato drogato. Ecco perché non si ricordava 

niente. Ma quelle immagini, quelle riprese, chi le aveva fatte? 

Aveva ragione a vederci del marcio nella morte di Carvalho. 

C'era qualcuno che voleva farlo fuori. Sapeva qualcosa e doveva 

essere messo a tacere. E anche lui, Santoro, poteva fare la stessa 

fine. Avevano paura che scoprisse qualcosa sul portoghese, 

pensò. Ma cosa aveva scoperto, Carvalho? Individuata 

questa cosa, pensò Santoro, capire chi avesse avuto interesse nel 

farlo fuori sarebbe stato più facile.

Squillò il telefono. Era Quaresma.

-Nemmeno quando sono in Italia ricevo così tante telefonate, 

disse Santoro, che c'è? Che vuoi?

-Non sei stato ancora individuato.

-Ma perché non glielo dici tu?

-Perché dovrei. Io e te stiamo dalla stessa parte.

-Tu dici?Disse Santoro, in tono sarcastico.

-Certo, stupido, non devi avere dubbi. Se non sei ancora in 

carcere con l'accusa infamante di omicidio, lo devi a me. Io so 

chi sei.

-Ah, comunque ho capito cosa è successo quella sera.

-Cosa? Chiese impazientemente Quaresma.

-GHB, ti dice qualcosa?

-Cos'è?

-E' un farmaco usato come droga negli incontri sessuali. Dopo 

che hai fatto quanto devi fare non ti ricordi più nulla. Sono stato 

drogato.

-Sottoponiti a delle analisi, così chiarisci tutto.

-Macchè, dopo poche ore non ne resta traccia nell'organismo.

-Come lo sai, non lavori per la narcotici, che io sappia.

-Ho le mie fonti...E i miei amici.

-Dobbiamo incontrarci, disse Quaresma.

-Lo deciderò io, quando, disse Santoro. Per adesso ti saluto.

-Dove sei adesso.

-Vicino al marchese, disse Santoro.

-Praca Pombal?

-Sì, certo, sono venuto a vedere dov'è morta Vanessa . Faccio un 

giro qui nei pressi per vedere se trovo qualche indizio.

-Sei pazzo? Non devi farti vedere lì, potrebbero riconoscerti. 

L'assassino torna sempre sul luogo del delitto, non lo sai?

-Già, ma l'assassino non sono io, disse Santoro.

-Che ne sai? Hai detto che non ti ricordi niente e che quella roba 

crea l'oblio mentale.

-Ma dalle immagini si vede che io l'ho uccisa?

-No, disse Quaresma, tutt'altro, fece senza ironia.

-Ecco, appunto, Quaresma, tu sei un uomo di mondo e lo sai che 

non sono stato io. Ma troverò chi è stato. Fosse l'ultima cosa che 

faccio su questa terra e in questa dannata città.

-Cos'è, non ti piace Lisbona?

-Mi piace. E' anche per questo che cerco giustizia. Il sangue dei 

martiri desertifica tutto, se a quei martiri non viene data 

giustizia. Se  vuoi tornare ad essere un cittadino fiero della tua 

città, devi augurarti che trovi quei bastardi, concluse Santoro. 

Chiuse lo sportellino del Nokia. 

Attendeva che Cazzaniga gli comunicasse la buona novella. Un 

nome e un indirizzo per riposare, già per quella notte. Santoro 

ne aveva proprio bisogno.

mercoledì 12 giugno 2019

Lisboa 16

La mattina dopo Santoro si svegliò nel letto della sua pensione. 

Non si ricordava nemmeno come ci fosse arrivato. Boh, magari il 

tassista aveva consegnato il suo "cadavere" al portiere di notte. 

Gli faceva male la testa. Si ricordò di Vanessa. Si ricordò che 

conosceva Carvalho. Ma non si ricordava altro. Solo che aveva 

"agganciato" Vanessa allo stadio di atletica. Bene, meglio che 

niente, pensò.

Almeno aveva una fottuta traccia da seguire. In quella città per 

ciechi , sordi e muti dove non era ancora riuscito a cavarci fuori 

un ragno da un buco. Si vestì e si mise in azione.

Nel bar lì nei pressi di avenida Fontes Pereira De Melo. Ordinò 

un tè e due pasteis de nata. Quando la crema dei dolci lisboeti 

cominciò ad entrargli in circolo prese a sentirsi bene. 

Cominciava a pensare. Aveva ben in mente il viso sensuale di 

Vanessa , ma ...Era come se avesse una zona di buio intorno a 

che cosa avessero fatto insieme. Eccettuato il fatto che l'aveva 

incontrata allo Stadio Universitario. E che gli pareva che 

conoscesse Carvalho. Una circostanza strana. Fino a quel 

momento provava solo che la moglie di Carvalho  

probabilmente faceva bene a non fidarsi di lui. Che Cavalho era 

un donnaiolo. Ma c'era dell'altro. Ebbe come la sensazione che 

la chiave di tutto lui l'avrebbe trovata torchiando Vanessa. 

Doveva  fare la parte dell'imprenditore edile ricco in trasferta 

per turismo. E ci voleva un invito a pranzo , o a cena. Ma non lo 

aveva già fatto il giorno prima? Non si ricordava. Nella mente 

gli si cristallizzavano come dei dejavu, ma senza che riuscisse ad 

orientarsi in quelle immagini di già vissuto, confuse e 

frammischiate.

Si mise in azione. Prese la metro in Praca Pombal e prese la 

linea gialla per la fermata Cidade Universitaria. Novembre 

grigio a quell'ora a Lisbona. Ma dentro la metro il popolo 

colorato di studenti e lavoratori multietnici gli mise addosso un 

po' di calore e luce. Nei treni del metropolitano di Lisbona, come 

i lisboeti chiamvano la metro, chiacchieravano tutti 

amabilmente. Era pieno di Brasiliani. Del resto con la lingua in 

comune e l'aura di ex colonia!

 Scese nella fermata preposta. Prese una scala mobile e di colpo 

fu fuori. Doveva fare qualche centinaio di metri a piedi, per 

arrivare allo stadio. Quello lo ricordava.

Entrò nello stadio, pagò due euro d'ingresso e andò negli 

spogliatoi. Aveva con se una borsa con la tuta. La indossò in 

fretta, calzò le scarpe ginniche e si diresse in pista. Gli spogliatoi 

a quell'ora , dieci circa di mattina , erano insolitamente deserti. 

Fuori c'è un sole irreale offuscato dalla foschia novembrina. 

Cominciò la sua camminata a passo svelto. Incontrò varie atleti 

atlete , che correvano, ma di Vanessa nemmeno l'ombra. Si 

allenò di buon passo per un'ora circa. Poi stufo rientrò per una 

doccia. Mentre si spogliava squillò la zanna. Era Quaresma.

-Santoro, che cavolo hai combinato?

-Io, niente, perché?

-Ieri sera dove sei stato?

-Non ci crederai ma non mi ricordo. Mi sono svegliato con un 

mal di testa epico, ma non mi ricordo granchè.

-Dobbiamo incontrarci assolutamente, disse Quaresma.

-Qualche problema?

-Una montagna di problemi, disse Quaresma. Non ti posso dire 

al telefono. Incontriamoci nel solito bar.

-Va bene, disse Santoro, diciamo fra un'ora?

-Diciamo che prima arrivi e meglio è.

-D'accordo, disse Santoro.

Chiuse la zanna , fece una doccia sbrigativa e si rivestì. 

Con "il metropolitano" si risolse di prendere per Rossio. Una 

volta lì, a piedi, sarebbe andato nel bar Sao Bento. Sperava 

tanto di ritrovare l'oste della volta in cui si era incontrato con 

Quaresma. Aveva una gran voglia di spaccargli la faccia. Ma 

cosa gli stava accadendo? Non si riconosceva , quasi. Era per via 

del fatto che cominciava a stufarsi. Giocare in trasferta era 

sempre difficile. E quel campo di Lisbona non è che gli 

aggradasse più di tanto.


Un'ora dopo stava entrando nel Bar. Quaresma erà 

inaspettatamente già lì, seduto ad un tavolo. Aveva davanti due 

tazzine di caffè. Brutto segno, pensò Santoro.

Si sedette salutando Quaresma con un cenno del viso.

-Hai combinato un casino, disse subito Quaresma.

-Che cosa?

-Non urlare. Abbassa la voce, potrebbero sentirci.

-Mi vuoi dire che è successo?

-Questo me lo dovresti dire tu.

-Be', che io sappia non è successo nulla. Sto seguendo una pista 

che potrebbe portarmi a degli sviluppi.

-Lo sai che sei ricercato?

-Ma che dici. Sono sempre stato una persona semplice.

-Hai pure voglia di scherzare?

-Quaresma, per Dio, mi vuoi dire di che diamine stai parlando?

-Non riesci proprio a ricordartelo?

-No, mi spiace.

-In caserma è arrivato un video.

-Uhm...Be', che si vede nel video? Tanto immagino che tu stia 

per dirmelo...

-Ci sei tu che fai sesso con una bella ragazza. Una certa Vanessa 

Dias.

-Eh?

-Non fare il furbo con me...

-Ti giuro che non so di cosa tu stia parlando.

-Da questo momento sei nella merda, disse Quaresma senza 

mezzi termini.

-Perché?

-Perché Vanessa Dias è stata trovata stamattina. Morta. Il suo 

cadavere è stato rinvenuto vicino Praca Marques Pombal. Sotto 

la ruota panoramica.

-E io cosa ho ha che fare con questo?

-C'è un video che ti ritrae mentre fai sesso con lei. Devo andare 

avanti?

Santoro restò qualche secondo a riflettere.

-Questa Vanessa l'ho conosciuta allo Stadio Universitario. 

Dovrebbe avere a che fare con Carvalho. Non ricordo altro.

Quaresma rifletteva. Girava il cucchiaino in una delle due 

tazzine di caffè vuote. Il rumore del cucchiaino risultava a 

Santoro piuttosto molesto.

-Io ti ho riconosciuto, ma non sei stato ancora identificato. Non ci 

vorrà molto che spiccheranno un mandato d'arresto. Io ho 

tenuto la bocca chiusa.

-Scusa un attimo. Prima hai detto che sono ricercato? Cos'è un 

sondaggio sul mio mandato di cattura?

-Hai veramente così tanta voglia di scherzare?

-Scusa un attimo, è chiaro che è una montatura.

-Il video è stato giudicato autentico da degli esperti.

-Non mi ricordo niente. Buio totale. Stamattina mi sono alzato 

con un gran mal di testa. A parte questo e a parte che questa 

Vanessa io l'ho  conosciuta...Diamine, mi ricorderei se fossi stato 

a letto con lei!

-Non so se posso più fidarmi di te. E se fossi un maniaco?

Santoro osservò Quaresma in modo interrogativo. Non si 

ricordava davvero nulla.

-Be', ma il ritrovamento del cadavere ...Com'è morta?

-Avvelenamento da cocktail di sostanze tossiche.

-Avete già fatto l'autopsia? Ma dove siamo a Miami e avete i 

laboratori di Csi?

-Cosa?

-Niente, facevo dell'ironia.

-Il medico che l'ha esaminata ha rilevato un colorito grigiastro 

della pelle: segno che aveva fatto uso di Popper.

-L'ho sempre detto io che la filosofia è pericolosa....

-Hai voglia di fare dell'ironia anche in circostanze come questa?

-Eh che mi sembra che tu mi stia parlando di fantascienza. Cosa 

ho a che vedere io con roba del genere? Non fumo, non bevo, 

mai fatto uso di droghe. Sono pronto a farmi esaminare, se vuoi.

Quaresma riflettè ancora. Girava quel maledetto cucchiaino nel 

caffè assente e a Santoro giravano gli zebedei.

-Che cosa hai scoperto? Chiese Quaresma all'improvviso.

-Che questa Vanessa, pace all'anima sua, e ti prego di credermi 

che sono serio, conosceva Carvalho!

Quaresma lo guardò. Stava cercando di capire quanto Santoro 

fosse sincero.

-Piuttosto, fece Santoro, quanti sono al corrente che sto 

svolgendo un'indagine su Carvalho...A parte tu e io?

-A questo punto non lo so. Certo sei stato dalla vedova di 

Carvalho, magari lei ha avvertito qualcuno. Non possiamo 

tralasciare niente.

-Già...Disse Santoro.

-Be', ma adesso sono in difficoltà. Se scoprono la tua identità sei 

bruciato. Dovrai rispondere di omicidio.

-Non ce ne sarà bisogno.

-Di cosa?

-Che scoprano la mia identità.

-Ma secondo me è questione di giorni.

-Giorni? Be', mi basta qualche giorno. Per risolvere il caso.

-Io non ci credo.

-Nemmeno io. Ma non mi sembra che abbia molte altre scelte.

-Su questo puoi giurarci.

-Lo puoi dire forte.

-Parli come un film western, disse Quaresma.

-E tu come un cartone animato, disse Santoro.

Quaresma non sorrise.

-Che farai  ora? Gli chiese Quaresma.

-Continuerò l'indagine.

-Da dove?
-Non ne ho idea. Ho bisogno di concentrarmi. Tanto ci vorrà più 

di qualche giorno per identificarmi. Non sono schedato come 

criminale...Per il momento.

-Sì ma mi devi dire cosa farai.

-Io non ti devo dire un bel niente, Quaresma. Per quanto ne so 

potresti essere tu ad aver girato quel video di cui non sono al 

corrente e che tu asserisci vedermi come protagonista.

Quaresma abbozzò. Santoro non poteva fidarsi di nessuno.

-Ci sentiremo per telefono. E non ti dirò dove vado ad 

alloggiare! E questo e tutto, chiosò Santoro.

Quaresma lasciò degli euro sul tavolino e , lentamente, si diresse 

verso l'uscita. L'oste osservò Santoro come un delinquente 

abituale. Santoro chiese all'oste se poteva servigli un'aranciata. 

L'oste non si mosse di un millimetro. Santoro si alzò dal tavolo e 

si avvicinò al bancone dietro il quale, in piedi, c'era quel 

portoghese di mezz'età.

-Servimi un'aranciata, disse Santoro, o ti faccio fare due 

chiacchiere con la mia amica di metallo, disse. Dalla fessura 

dell'impermeabile l'oste vide sporgere la canna di una pistola.  

Era stufo. La pazienza era finita.

L'oste si mise subito in movimento per la comanda.



domenica 9 giugno 2019

Lisboa 15

Dopo che ebbero fatto l'amore ancora una volta, Santoro , si 

sentiva strano.

-Scusa, ma hai messo qualcosa nella bevanda?

Vanessa lo fissò con uno sguardo sornione.

-Rispondi!

-Sì, fece lei e andò verso il bagno per farsi una doccia.

Porca puttana, pensò Santoro. Affermazione , non definizione.

Quando Vanessa uscì dalla doccia era sorridente, rilassata. Sotto 

l'accappatoio i suoi capezzoli erano ancora turgidi.

-Cosa mi hai messo nella bevanda?

-Calmati...è una cosa innocua, non fa male. E' un aiutino.

-Un aiutino? Cos'era, viagra?

-No.

-Cos'era?

-Era GHB.

-Cioè?

-E' un farmaco per il cuore che viene usato come stimolante 

sessuale...Nell'uomo migliora tantissimo l'erezione.

-Grazie tante per la fiducia, disse Santoro.

-Non volevo correre rischi, volevo divertirmi, disse Vanessa 

sorridendo.

Santoro cominciò a stare male. Gli girava la testa.

-Che c...osa mi succederà? Fece il Maresciallo.

-Niente di grave, conosco le dosi che si possono usare...Domani 

non ti ricorderai nulla.

-In che senso, disse Santoro a cui girava la testa come se avesse 

bevuto 10 litri di whiskey.

-Ti farai una bella dormita e al risveglio non ricorderai nulla.

-Uhm...E ti pare bello?

-Certo...E' stato uno sballo, hai funzionato come un ventenne con 
la maturità perversa di un maturo, il massimo.

-L'hai presa anche tu?

-Certo.

-Ma non fai dei controlli antidoping?

-Non lascia tracce nell'organismo già nel giro di qualche ora. Ed 

entro un giorno non mi ricorderò nemmeno di cosa sia successo.

-E questo sarebbe divertente? Cancellare i ricordi?

-Sì...Voglio ricordare ora questo momento. Da domani la mia 

vita continua. E anche la tua. Non avrai memoria di ciò che è 

stato.

-Sembra incredibile. Perché al momento ricordo tutto alla 

perfezione.

Vanessa sorrise.

-E' ora di andare, gli disse senza mezzi termini, domani devo 

allenarmi, voglio riposare bene.

Santoro fece per rialzarsi, barcollò e ricadde sulla sedia.

-Cristo, disse Vanessa, ci mancava anche questo.

-Cosa? Chiese Santoro disorientato.

-Che non la reggi.

-Dì un po', come fai a procurartela?

-Che ti importa? Ho tanti amici farmacisti!

-E ti procurano anche altro? Chiese Santoro furbescamente.

-E' normale...Tutto quello che voglio: coca, extasy, anfetamine, 

Mdm...

-Mdm?

-Sì, se ti va domani la proviamo.

-Domani non mi ricorderò più di te, giusto?

-Non di me...Ma del fatto che abbiamo fatto sesso.

-Io preferisco spaghetti, olio, peperoncino e un bicchiere di vino

Negramaro...Sono queste le mie droghe.

-Roba da vecchi, disse Vanessa. E rise.

-Comunque adesso devi andare, chiamo un taxi, Disse. Prese il 

telefono e attivò un tasto collegato ad una linea taxi.

-Domani pomeriggio vieni allo stadio? Chiese Vanessa.

-Se non muoio prima...

Vanessa sorrise.

-Sai , conoscevo un tizio con il tuo stesso umorismo. Era un 

poliziotto. Purtroppo ora non c'è più. Adoravo fare sesso con lui.

-Ah sì? E perché non c'è più?

-Morto.

-Come è morto?

-Non ne ho idea, disse Vanessa probabilmente mentendo.

-Perché me lo dici, vuoi darmi qualche messaggio?

-Che messaggio? No , no, era uno che ti assomigliava. Come 

modo di pensare. Lui odiava queste cose. Lui era un atleta. Alla 

sua età faceva tempi da Olimpiadi in molte gare di corsa. E 

faceva sesso come un dio.

-Be' avrei potuto farlo anch'io, disse Santoro.

-Non credo. Hai la pancetta, non sei allenato come lui. Be', certo, 

sei più ricco di lui. Per questo resteremo in contatto, non è vero, 

Gabriel?

-Mi chiamo Gabriele, disse Santoro.

-Gabriel, mi piace di più.

Il taxi era arrivato, e aveva già avvisato Vanessa che attendeva lì 

nei pressi. C'era da fare un pò di strada a piedi. Ma Vanessa 

confidava che Santoro ce l'avrebbe fatta ad arrivare a prenderlo.

Santoro si rimise in piedi. Si sentiva come ubriaco. Per Giuda, 

pensò, roba pesante quella che mi ha somministrato.

-Buonanotte, disse Vanessa e lo spinse quasi fuori dalla porta.

Santoro scese le scale come un praticante di thai chi sbronzo. 

Agitava le mani per stare in equilibrio. Sceso in strada cercò di 

ricordare le indicazioni di Vanessa. Svoltò dietro al primo 

angolo e scese per una strettoia fatta di scale da percorrere in 

discesa. Al termine della scalinata i pensieri di Santoro si fecero 

ancora più confusi e la vista risultava appannata. Ma riuscì a 

vedere il taxi.

Si trascinò all'interno dell'auto verde e nera ( colori tipici dei 

taxi portoghesi). Riuscì appena a dire al tassista dove dovesse 

accompagnarlo. Per un momento pensò che non tutto era andato 

per il verso sbagliato. Vanessa conosceva Carvalho. Bingo! 

Pensò. Prima che il buio si impossessasse di lui.