venerdì 25 maggio 2018

La pianista cinese, capitolo 59

Santoro era seduto al Cin Cin Bar. Si era scolato un mucchio di succhi di frutta, a quell'ora del giorno. Fine maggio e caldo afoso, già sembrava estate. Sul marciapiedi proprio di fronte al Tavolo del Maresciallo, zampettava impettito e sorridente il brigadiere Giulio Agostinelli. Non era solo, con lui c'era il maresciallo Ambrogio Cazzaniga. Santoro resistette all'impulso di alzarsi, andargli incontro ed abbracciarli. Ma si complessò un poco e sottese alla cosa. I due si sedettero e ordinarono un caffè cadauno.
-Marescià, come ve sentite?
-Bene...direi...
-Sciur Marescial....
-Ambrò e cala a boca um segundo, disse in portoghese. Non seppe perché gli venne. Forse perché quando era felice pensava al Brasile. Il Brasile di Lula, perché quello contemporaneo era tornato all'età della pietra. Quattro stronzi di ricchi detenevano il 90% della ricchezza del paese. Feudalesimo puro. Ma Santoro era nostalgico. Per esempio alla nazionale del 2006 di Lippi preferiva quella dei mondiali si Spagna dell'82 e a Mattarella preferiva Pertini. Era un'italiano  di quell'Italia che non ci sarebbe stata più. Forse mai più.
-Scusa, Ambrò, m'è scappato di dirtelo in portoghese...e basta con sto Sciur Marescial, chiamami Gabriele!
-Perché? Non posso, devo mantenere le distanze...
-Perché mai, poi?
-Perché sono stato promosso a Maresciallo maggiore aiutante!
-Complimenti. Dovrò salutarti militarmente, d'ora in poi?
-Dovresti....
-Ok, Ambrò?
-Dighel..
-Hai detto Maresciallo Maggiore Aiutante?
-Precisamente.
-Beh, vorrei dirti una cosa, dell'aiutante non c'è bisogno.
-Per che cosa?
-Per mandarti a cacare, disse Santoro.
Risero tutti di gusto.
-Allora , Giulio? Che farai adesso?
-Be' marescià, io me ne sarei tanto voluto torna a Roma...
-Mah...?
-Mah...che ve devo dì...me sa che me so innamorato...
-Chi è, un'amichetta della mai abbastanza compianta Giada?
-Sì...che dite faccio bene?
-Lo chiedi a me o anche ad Ambrogio?
-A voi!
-Ancora con sto voi...oh, mi volete far incazzare oggi? Il ventennio è morto e sepolto, non si dà del "voi " nemmeno alle nonne del sud, ormai, disse Santoro con piglio severo. Poi sbottò a ridere.
Era contento.
-Ambrò, volevo chiederti scusa per come e quanto ti ho messo nella merda! Ho messo a rischio la tua vita!
-Non potevate sapere, sciur Marescial...
-E' vero, ma potevo intuirlo.
-Noi siamo carabinieri, siamo nati nella merda. Solo che a differenza degli altri ci accorgiamo anche quando ne usciamo fuori. La puzza cambia, disse Agostinelli.
-Hai abbandonato il romanesco ma non mi pare che la cosa abbia prodotto delle raffinatezze linguistiche!
-Ma de che, figuramose, disse Agostinelli.
-Comunque fai come credi, se vuoi rimanere a Milano, fai pure.
-Sì, vorrei restà qui...solo che....
-Sì, lo so..non vuoi avere più a che fare con un rompiballe come me....
-Ma che dite, marescià...è stato un onore e un piacere lavorà con voi...Non ho mai conosciuto uno che va fino in fondo alla ricerca della verità...a costo della propria vita....
-Che ci vuoi fare, Agostinè, questione di educazione. Questione di etichetta. Di etica. Non so fare diversamente. Non so fare che questo. Sono come un segugio. Il segugio è un cane buono, ma se fiuta la preda non la molla fino alla fine. Può catturarla per sfinimento. Poi, oh, non ho il record del 100% dei casi risolti? Non potevo rischiare di non risolvere anche questo caso.
-Ma perché nessuno le ha concesso un riconoscimento, un encomio, sciur Marescial?
-Perché viviamo in un mondo dove non conta se risolvi un caso. Conta come lo risolvi. E io ho pestato troppi calli a troppi piedi. Intendiamoci, era inevitabile. Ma va bene così.
-Che farete ora?
-Be', noi, io e il maresciallo Santoro, disse Santoro beffardo, ci concederemo una breve vacanza. Durante la quale speriamo di incontrare una persona importante. Una persona cruciale!
-'Na donna!, disse Agostinelli.
-Sì...in un certo senso...
-O madonna madunina, esclamò Cazzaniga, non dite così, sciur Marescial...
-Che hai capito? Non quel tipo di donna, intendevo...
-Non abbiamo capito, disse Agostinelli.
-Andrò a vedermi il concerto di Yuja Wang.
Agostinelli e Cazzaniga si guardarono interrogativi.
-Sì, lo so, vi state chiedendo chi cavolo sia costei...be', mettiamola così. Ci sono tanti tipi di amore, tanti tipi di sesso, tanti tipi di orgasmi, ma non tutti si espletano in modi classici, canonici.
Agostinelli e Cazzaniga si guardavano ancora più interrogativi.
-La famiglia di Li, per ringraziarmi per aver ristabilito la verità e aver ridato un minimo di dignità a loro sfortunato figlio, creduto da tutti un kamikaze islamico, mi ha procurato i biglietti per un concerto che ci sarà a Milano della più grande pianista contemporanea vivente.
-E' cinese? , chiese Cazzaniga.
-Sì, perché?
-No...e che sti cinesi stanno a fa tutto mejo de noi...e, Marescià, se semo pure rotti un po' li cojoni...disse Agostinelli.
-Posso capirti, ma qui stiamo parlando di una categoria a parte. Di una marziana.
-E sta tizia, me pare de capì, ve procurerebbe orgasmi , sesso e tutto er resto con un pianoforte?
-Be', capisco che è difficile da capire, ma...direi di sì....a volte ascoltarla è meglio che fare sesso...
-Te che dici  Cazzanì?
-E che dico? Dico che mi fazo sesso ciulando, ecco che dico...
-I solito prosaici. Non capite una mazza...
Agostinelli e Cazzaniga si guardarono perplessi.
-Aoh, se ve piace sta cosa, be', fatela...
-Si capisce, disse Cazzaniga, nulla in contrario. Mi preferisco ciulare...
Santoro sorrise.
-Ciascuno gode come meglio crede....aggiunse.
-Be', l'importante e che non mi diventa cullattun...fece Cazzaniga.
-Scusate, voi, ogni tanto, disse Santoro, per caso, vi masturbate ancora?
-Be', sì, io ogni tanto sì, disse Agostinelli.
-Be', anche io  mi tiro certe raspe quando non ci ho la donna....
-Ecco, appunto...voi siete degli uomini, dei maschi, giusto?
-Eccerto, disse Agostineli.
-Beh, sappiate che tutte le volte che vi masturbate , state facendo una sega ad un uomo, disse Santoro divertito.
Agostinelli e Cazzaniga si guardarono interrogativi.
Ci fu un momento di silenzio imbarazzante.
-Vi saluto ragazzi, vi lascio ai vostri dubbi, io devo andare. Voglio prepararmi all'incontro del secolo. Stasera devo andare al concerto. Non me lo perderei per nulla al mondo.
Mentre Santoro si allontanava , con la coda dell'occhio vide Cazzaniga e Agostinelli che si interrogavano sul quesito di Santoro. Ogni suo organo interno rideva. Fuori però non tradiva emozioni. Che pirloni, pensò Santoro. Bravi ragazzi. Ecco come sono i carabinieri, dei grandi incommensurabili ingenuotti capaci di risolvere casi di omicidio. Forse proprio perché erano capaci di prendersi troppo sul serio. O per nulla sul serio.





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