giovedì 18 maggio 2017
La pianista cinese, capitolo 17
Alle 20,30 in punto Cazzaniga scese da un taxi e si avviò sul marciapiede destro di Corso Buenos Aires in direzione Loreto. Scorse Santoro seduto al suo abituale tavolo.
-Sciur marescial, dammatrà, che bella vita che fa...che fai.
-Dai Cazzanì, siediti...Nando, porta un aperitivo al Maresciallo per favore.
-Come già fatto, Marescia, disse Nando.
Che bravo ragazzo, pensò Santoro, poi dicono che i meridionali non hanno voglia di lavorare. Se togli i meridionali a Milano la città crolla. Alcuni lontani dai territori natii sembravano dare il meglio di sé. Però era una cosa ascrivibile anche alla malavita organizzata. Uno a uno e palla al centro. Ecco perché Salvini aveva ancora qualcosa da dire, pensò. Non stava vincendo nessuno. E se avesse vinto la mafia lui avrebbe perso e se avessero vinto i meridionali onesti pure. L'equilibrio meridionalista faceva campare un sacco di nullità.
-Allora Cazzanì, mettiti al lavoro. Collegati con il casellario e comincia a mostrarmi un po' di foto, disse Santoro.
-Eh, ma da che tipo di criminali devo iniziare? Se no , ciumbia, si fa prima a risolvere i problemi del paese.
-Cazzanì, che dici, pure tu adesso come l'italiano medio? Tutti presidenti del consiglio e commissari tecnici? E su , dai...
Cazzaniga sorrise.
Santoro tacque. Si concentrò. Quel volto non sembrava di uno straniero. Non sembrava di un killer mafioso. Tratti regolari, da uomo ordinato e d'ordine. O era un ex militare. O era un militare in servizio. In questo secondo caso non lo avrebbe trovato mai...a meno che, cominciò a pensare...Già, a meno che non si trattasse di un terrorista. Ma non islamico. Terrorista nostrano. Era un pensiero assurdo, ma proprio per questo sembrava convincerlo. Quando un fatto criminoso disegna un traiettoria troppo ben definita bisogna battere la pista più assurda. Più fuori contesto. Era un altro dei suoi teoremi investigativi.
-Cerca fra gli ex terroristi...Brigate Rosse o Nar.
-Eh? Che significa Nar?
-Nuclei Armati Rivoluzionari, neofascisti, neri insomma.
-Il rosso e il nero, quindi, disse Cazzaniga sorridendo.
-See...di Stendhal...
-Che abitano in via Stendhal?
-Nooooo, Cazzanì, era una battuta...facciamo così. Dai prima un'occhiata a quelli che hanno precedenti di Brigate Rosse , Prima Linea, Avanguardia Operaia...poi passiamo ai neri.
-Va be', disse Cazzaniga. E cominciò a smanettare sul tablet.
-Ah, cercami quelli che sono in libertà per fine pena, ovviamente...a meno che non ci siano ancora latitanti.
-Posso chiedere perché cerchiamo ex terroristi?
-Poi ti dico, Cazzanì, poi ti dico, disse Santoro. Era crudo nei modi per protezione nei confronti di Cazzaniga. C'aveva famiglia. E meno sapeva e meglio era. Per lui e per tutti.
Arrivarono due Campari con ciotole di patatine e arachidi. Santoro lasciò il suo Campari parcheggiato sul tavolino. Cazzaniga sorseggiò il suo
Poi si mise al lavoro.
Cominciarono a scorrere le immagini. Santoro disse a Cazzaniga di farle scorrere velocemente.
Dopo un'ora di visione, non aveva ancora individuato quel viso. Ce lo aveva bene in mente, ma non era fra quei volti mostratigli da Cazzaniga.
-Me dispias, sciur marescial, disse Cazzaniga.
-Dai, prova ancora, Cazzanì...fai così, restringi l'elenco ai latitanti...ammesso che ce ne siano ancora.
-Dopo così tanto tempo? Impossibile.
-E tu prova, Cazzanì, prova!
Cazzaniga smanettò e ...ad un certo punto disse-ciumbia, marescià...ho le foto di cinque latitanti delle Brigate Rosse mai catturati.
-Bingo! Ecco, dai Cazzanì, fammeli vedere.
-Bingo! Disse Santoro alla quarta immagine che gli mostrò Cazzaniga, eccolo, aggiunse Santoro.
-Chi, questo? Fece Cazzaniga.
-Sì, questo...dammi tutte le informazioni.
La foto lo ritraeva da giovane ma era certo che assomigliasse incredibilmente all'uomo che aveva visto la notte di San Silvestro sparare.
-Alessio Casalbene...dalla data di nascita dovrebbe avere oggi sui 65 anni...mi sembra improbabile, disse Cazzaniga.
-Improbabile per cosa?
-Che sia l'uomo che lei ...che tu, stai cercando...
-Ma hai capito chi sto cercando?
-Ciumbia, sono mica nato ieri, sciur marescial, disse Cazzaniga.
-Cazzanì, quante volte te lo devo dire, siamo colleghi, pari grado, dammi del tu...e non mi chiamare maresciallo.
-Scusa, è più forte di me...e che mi sembri più maresciallo di me, disse Cazzaniga.
Santoro rise di gusto.
-Tu sei fuori, disse. E continuò a ridere.
-Comunque, Ambrò, di questa indagine tu non ne sai niente, è chiaro?
-Come non ne so niente?
-Non ne sai niente ufficialmente! E' chiaro?
-Ciumbia, ho capito.
-Ecco, bravo. Senti, adesso. Devi fare un lavoro per me.
-Non credo proprio.
-In che senso?
-Ecco, vedi, io sono tenuto a informare i miei superiori...eh...
-Ambrò, porca puttana, io sono un tuo superiore...che cavolo dici?
-Voglio partecipare all'indagine!
-Se no?
-Se no lo dico a Gianuli.
-Stai dicendo sul serio?
-No, ciumbia...ma voglio partecipare all'indagine.
-Ambrò...porca puttana, c'hai famiglia, non posso permettermi di coinvolgerti. Potrebbe trattarsi di una faccenda pericolosa. Maledettamente pericolosa!
-Non ne voglio sapere..a me mai nessuno mi dice niente, mi tengono sempre ai margini, io voglio partecipare...per favore...
Santoro se ne stette un po' in silenzio. Il traffico imperversava in Corso Buenos Aires e c'era il solito passeggio multietnico. Latinos collanazze al petto con ipad che sparavano motivi reggeatton, senegalesi con borse firmate false che di quando in quando chiudevano il lenzuolo con la mercanzia e cambiavano marciapiedi non appena le sentinelle a inizio corso segnalavano l'arrivo di pattuglie della Polizia Locale, turiste spagnole che ciarlavano impazzite, tifosi di qualche squadra di coppa lattinedibirra in mano, magrebini con bici scassate trascinate a mano che sbavavano su ricche signore seguite da trittici di barboncini multicolori...poi all'improvviso...traffico bloccato...un profluvio di biciclette affolla il corso. Migliaia di biciclette di fogge diverse, di tipi diversi, con in sella gente di ogni risma e vestiti sgargianti o meno sgargianti o vestiti dell'essenziale...Il giorno e l'ora di Critical Mass, il movimento a favore della mobilità su due ruote nelle città, che si impossessa di una delle vie più trafficate e la fa sua.
-Va bene, fece Santoro, mi hai convinto, disse.
Cazzaniga lo guardò commosso. Mentre osservava tutte quelle biciclette che avevano occupato il corso, in un profluvio di campanelli e calcson di auto intrappolate nel traffico...di biciclette.
-Però ad una condizione, fece Santoro.
-Quale?
-Riferisci su questa indagine solo a me. E svolgi solo un ruolo investigativo...i compiti operativi, se ce ne saranno, li lasci a me.
-No...io voglio anche...
-Prendere o lasciare...altrimenti ti mando a fare multe alle biciclette, disse Santoro.
-D'accordo, disse Cazzaniga. Sembrava dispiaciuto, ma dentro era contento. Finalmente, pensò, l'occasione che aspettavo da tempo. Non tanto per una eventuale promozione...ma per essere orgoglioso della divisa che porto.
Nando nel frattempo era uscito da bar a vedere le biciclette. Era uno spettacolo impressionante. E presto ci sarebbero state liti con gli automobilisti. Intanto la Polizia Locale non sapeva come spartirsi, fra venditori ambulanti abusivi e Critical Mass. E molto probabilmente avrebbero optato per una birra al bar più vicino. Nell'attesa che la situazione si fosse sbloccata da sé. Cosa che accadde di lì a poco. Quando i ciclisti, dopo aver attraversato Corso Buenos Aires in mezzo alle auto in coda bloccate, cominciarono a dirigersi verso il Centro. Verso Porta Venezia e di lì verso il Duomo. Una marea di automobilisti protestava incarognita. Era una scena assurda. Protestavano contro la tutela della loro stessa salute. Gli ricordava la vicenda dell'Ilva di Taranto, dove gli operai morivano di cancro ma non volevano rinunciare a quel lavoro insalubre nelle acciaierie.
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