venerdì 5 maggio 2017

La pianista cinese , capitolo 15

Incassato il placet di Gianuli sul condurre le indagini "a mani libere", Santoro un paio di giorni dopo era al Cin Cin Bar. Seduto al tavolo del maresciallo attendeva Cazzaniga. Ormai in ufficio non ci andava quasi più. Era diventato quello il suo ufficio. In via Moscova c'era sempre un via vai di gente, non si poteva stare tranquilli un minuto e poi , sostanzialmente, Santoro non si fidava. Troppe orecchie che ascoltavano e bocche che paravano. Magari non in mala fede...ma per leggerezza. E si sa che le cose dette di bocca in bocca possono finire alle orecchie sbagliate. Si sentiva più sicuro al Cin Cin Bar.


Dieci minuti dopo, mentre Santoro sorseggiava l'ennesima camomilla, Cazzaniga scese da un taxi, con un tablet in mano e si avvicinò al marciapiedi dov'era il tavolo del maresciallo.
-Oh...Cazzanì, accomodati, che prendi?
-Un caffè andrebbe bene, Sciur Marescial.
Santoro non disse niente. Fece una faccia rassegnata.
-Nando, per favore, un caffè al maresciallo, disse ad alta voce a Nando.
-E' cosa fatta, marescià, disse Nando.
Due tavoli più in là c'era Lenìn . E a fianco a Lenìn, cera Ahmed.
-Ragguagliami sulle indagini, Cazzanì, se non ti dispiace.
-Certo, Sciu.......ehm, Santoro. Come vi stavo dicendo, dalle indagini è emerso che tale Angela Sponzini, di anni 31, aveva in corpo alcuni proiettili di un calibro differente del kalashnikov dell'attentatore.
-A chi stavi dicendo?
-A voi..a  lei...insomma , a te, Santoro.
-Ma perché cazzo vuoi riscrivere la grammatica italiana, Cazzanì, non è più semplice se mi dai del tu?
-Va bene, ci provo...ehm...Santoro.
-Ecco. Adesso posso dire , Bingo!
-Cioè?
-Mi riferisco alla Sponzini.
-Ah...è un'esclamazione, fece Cazzaniga.
Santoro levò gli occhi al cielo. In qualche vita precedente devo aver fatto qualche sgarro, non è possibile, tutti a me mi capitano.
-Insomma, Ambrò, ho capito, ma la domanda è, come mai nel rapporto di Grenci non si evince nulla di tutto ciò?
-Non lo so, bisogna chiedere a Grenci.
-E c'hai ragione pure tu, disse Santoro. Tirò fuori dalla tasca il telefono , cercò nella  rubrica il cellulare di Grenci , cliccò sul numero e lo chiamò.
Mentre attendeva che Grenci rispondesse, dette un'occhiata in giro. Sempre donne con passeggini e puttane esteuropee. Il sacro e il profano convivevano. Le signore con i passeggini avevano sposato ricchi professionisti e si erano fatte una posizione. Matrimoni di interesse, si chiamavano. Le puttane svolgevano diligentemente il proprio lavoro senza nascondere quel che facevano. Poi Santoro ebbe una premonizione: le signore con i passeggini erano le tate di quelle signore di cui sopra. Erano anche molto più avvenenti delle puttane. Sebbene queste fossero eleganti, alcune addirittura in pelliccia. In fondo era Febbraio. Quindi in preda alla confusione più totale gli venne fatto di pensare: le tate sono mantenute dai mariti come amanti legalizzate sono puttane anch'esse, ma avevano l'imprimatur della buona borghesia milanese, le puttane dichiarate diventavano le proletarie della situazione. E in più erano socialmente deprecate. Ma in fondo erano le più coerenti e trasparenti della situazione. Due aspetti che non pagavano.
 Poi Grenci rispose e Santoro ridiventò lucido. La gigantografia di Skin sul palazzo di fronte, lo osservava."La cattiva ragazza" dai gusti sessuali promiscui poteva candidarsi al Nobel per la santità. Se quello era il contesto.
-Pronto? Gracchio Grenci.
-Pronto, Grenci, Santoro sono.
-Se dicevi "Montalbano sono" saresti sembrato lui.
-Va beh, lo sai che non sono valdostano. E su, Grenci, che tu sei romagnolo, oltre alle piadine e le sdraio più comode dell'adriatico , cha cacchio c'avete da donare a mondo?
-Ahahahah, Santoro, mo hai sempre voglia di scherzare. Ma vieni mò , a che devo la tua telefonata?
-No, niente, è una telefonata di cortesia.
-Non mi convinci mica, Santoro, sputa il rospo.
-No, niente, volevo sapere, dal rapporto sull'attentato di San Silvestro, che cosa è emerso di anomalo?
-Niente, tutto regolare. L'attentatore ha fatto fuoco ed ha fatto fuori un sacco di bella gente. Fine della storia, Santoro.
-Fine della storia un corno. Sembra che nel corpo di una ragazza siano stati trovati alcuni proiettili che non appartenevano al Kalashnikov.
-Ah sì? Non ne sono informato. E a chi appartenevano al misterioso personaggio che ha fatto fuori il muso giallo? Ammesso che sia davvero esistito.
-Che vuoi dire?
-Che io sono sempre dell'idea che possa essere stato tu a far fuori il muso giallo, magari con un'arma non d'ordinanza...dopotutto eri lì, no?
-Mi devo offendere?
-Affatto...se lo hai fatto hai la mia stima e la mia ammirazione. Quel bastardo se lo meritava. E magari, dico, magari, non fraintendermi, i proiettili nel corpo della ragazza potrebbero essere un effetto collaterale...mi capisci? E magari qualcuno ha voluto coprire quel gesto eroico. Mi segui Santoro?
-No, Grenci, non ti sto seguendo, non credo nella psicanalisi.
-In che senso.
-Hai capito bene, Grenci...guarda che se hai fatto questa stronzata , hai sottratto delle prove importantissime in un'indagine.
-Ma se l'avessi fatto, e , bada, dico, se l'avessi fatto, l'avrei fatto nell'interesse della vita e della carriera di uno stimato collega. Questo per te non avrebbe significato? Dopotutto hai eliminato un bastardo che si meritava quella fine . E senza tante spese giudiziarie.
-Grenci...faccio finta di non aver sentito. Tu non mi conosci. Ti avverto che da questo momento in poi sei sotto inchiesta. Ritieniti indagato.
-Stai scherzano, vero?
-Io su queste cose non scherzo, Grenci. Mi hai fatto veramente incazzare. Sei fortunato che non ho registrato la telefonata...perché, cazzo, non lo so fare...ma me lo sentivo...
-Che cosa?
-Che avrei dovuto registrarla.
-Santoro, vaffanculo. Non sei davvero uno dei nostri.
-Uno dei nostri chi? Chi siete la Gladio?
-Siamo Carabinieri. Rischiamo la vita per strada tutti i giorni per quattro soldi. E quando prendiamo un criminale , gli avvocati lo tirano fuori di galera in meno di 24 ore...capisci quello che voglio dire?
-Perfettamente. Ma vedi Grenci, la cosa che tu non capisci è che se usiamo questi metodi per combattere il crimine, se usiamo il crimine per combattere il crimine, allora alla fine non ci sarà più differenza fra buoni e cattivi.
-Santoro, tu credi ancora alle favole tipo cappuccetto rosso. Svegliati.
-Che sei testimone di Geova?
-Non scherzare, Santoro.
-Non scherzo, si tratta di semplice sarcasmo.
-Quindi sono indagato? E per che cosa...io azzardavo ipotesi, fantasie, stavo scherzando. Rocordati che sono un collega e che ho molti amici nell'arma.
Santoro gli chiuse il cellulare in faccia con un click.
-Be', che ha detto Grenci?
-Chi?
-Grenci.
-Chi è Grenci?
-Non stavi parlando con Grenci?
-No, Cazzanì. Stavo parlando con uno stronzo che indossa abusivamente una divisa.
-Un poliziotto?
-Cazzanì, hai presente Tony Baretta e il pappagallo?
-Ancora con questa storia, disse Cazzaniga.
Dal bar usciva una canzone di rock melodico che non era niente male. Era "Follow Me Down" di Skin. Da quel poco che capiva d'inglese il ritornello della canzone significava"mi trascini giù con te". A Santoro sembrò appropriata alla situazione. Grenci avrebbe trascinato l'Arma dei Carabinieri nel fango. Spettava a lui rimettere le cose in sesto. Ma il gioco si stava facendo rischioso. E le velate minacce di Grenci lo stavano a testimoniare. Santoro non era preoccupato per questo. Era preoccupato per la piega che stavano prendendo le indagini: come previsto , i vari Lagioia, Grimaldi e Nepoti, passavano le giornate a difendersi dagli attacchi giornalistici e dal timore di una defenestrazione politica. Rischiavano di perdere addirittura l'indagine. Gianuli, per il momento, sembrava fuori. E sembrava avesse tenuto Santoro fuori. Come garanzia per se stesso, pensò Santoro. Ma questa uscita di Grenci non se l'aspettava proprio. Sentiva puzza di bruciato. Qualcuno o qualcosa, qualche entità o potere, non sapeva ancora ben distinguere, nella matassa delle sue percezioni, poteva addirittura usare un'indagine sulla quale stava indagando alla ricerca della verità vera, come cavallo di Troia per colpirlo personalmente. Tutti gli allarmi possibili suonavano dentro di lui. Ed era un evenienza che quando si verificava doveva fronteggiare con energia. Cominciò a prepararsi psicologicamente. Avrebbe dovuto combattere contro un mucchio di nemici, per venire a capo di quell'indagine. Ma la cosa più dirompente, era che molti di quei nemici sarebbero stati interni. Ebbe quindi la percezione che doveva chiudersi ancor di più nel suo fortino indagatorio. E contare le risorse umane che avrebbe avuto a disposizione. O su cui avrebbe potuto contare.
-Nando, una camomilla doppia...e un altro caffè al maresciallo. Se no si addormenta, disse al barman sorridendo.
Cazzaniga anche sorrise. E Santoro si commosse. E capì perché lo aveva tenuto fuori da quel duello rusticano telefonico.

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