-Maresciallo, deve venire anche lei, aggiunse Cazzaniga.
-Neanche per sogno, Cazzanì, disse Santoro.
-In che senso, Sciur Marescial?
-Senti , Cazzanì, questi qui sono pazzi. Vogliono inimicarsi tutti i mussulmani. Secondo me tempo qualche ora finiscono su Tv, radio e giornali sputtanati per violazione della Costituzione...
-Quindi che devo dire al capitano Gianuli?
-Cazzanì, tu mi hai telefonato, giusto?
-Sì, sciur Marescial.
-E non mi chiamare maresciallo, cazzo, siamo colleghi...e non aggiungere di importanza diversa, se no mi farai incazzare.
-Sì...ehm, Santoro, ti ho chiamato...quindi cosa devo dire.
-Certo, Cazzanì, tu mi hai chiamato, ma , per caso, mi hai trovato?
-Certo, che vi ho trovato!.
-Cazzanì, quanto tempo fai sei entrato nei Carabinieri?
-Eh, non me ricordi mica! Ma perchè?
-Perchè voglio capire se all'epoca c'era la chiamate diretta o si faceva il concorso.
-Concorso!
-Beh, secondo me non ce ne sarebbe stato bisogno.
-Perchè?
-Perchè sei nato Carabiniere...eh, su, Cazzanì e svegliati. Ti ripeto la domanda, tu mi hai chiamato al telefono, ma io, c'ero?
Silenzio!
-Porca puttana, Cazzanì, non è Rischiatutto!
-Ah, l'è inscì , la storia...non ha risposto nessuno.
-Bingo!, disse Santoro.
-Mah...e quindi devo partecipare all'operazione da solo? E se il capitano fa diramare un ordine di ricerca per lei?
-E tu cercami...ma , ovviamente, non mi troverai.
-Chiaro...ma perchè?
-Perchè è una cosa inutile e dannosa e io preferisco non esserci. Non serve a nulla. Cosa credono di risolvere. Peggioreranno solo le condizioni in cui svolgeremo, poi, in seguito, le indagini.
-Perchè?
-Cazzanì, lo vedevi Tony Baretta , la serie tv con il poliziotto italo-americano?
-No, perchè?
-Perchè mi serve per la metafora che sto per fare.
-Che metafora?
-Ora te lo spiego: Io sono Tony Baretta, il poliziotto e tu sei il pappagallo di Tony Baretta? Ti è più chiaro adesso cosa intendo?
-Sì....
-Bene...se ci sono novità , chiamami.
-Ma non vi farete trovare, giusto?
-Cazzanì, fai 'na cosa, non mi chiamare proprio, va...stammi bene.
-Uhm, va beh, buona giornata, sciur...mar...ehm, Santoro!
Santoro uscì di casa e percorse i suoi fatidici 200 metri di viale Gran Sasso, per arrivare in Corso Buenos Aires e sedersi al "Tavolo del maresciallo". Avrebbe trascorso la giornata al bar. Tanto da quel giorno non ci avrebbe cavato un ragno da un buco. Avrebbe dovuto aspettare che si calmassero le acque e riprendere il lavoro da capo. Poi gli vene l'idea di richiamare Cazzaniga. Voleva sapere se c'era qualcosa di nuovo sulle indagini sui morti di San Silvestro.
Mentre imboccava Corso Buenos Aires, tirò fuori dalla tasca la sua Zanna di Dinosauro e chiamo' la caserma di Via Moscova.
-Pronto, Comando Provinciale dei Carabinieri?
-Sì, fece una voce, chi parla?
-Non importa chi parla, vorrei parlare con il maresciallo Ambrogio Cazzaniga.
-Ma non mi puo' dire chi è?
-No, si tratta di notizie riservate solo al maresciallo Cazzaniga.
-Va bene, vedo se è in caserma, disse la voce del carabiniere di turno in centralino. Meno male che non aveva beccato Strippoli. Avrebbe potuto riconoscere la sua voce.
-Pronto , chi parla, sono il maresciallo Cazzaniga.
-Sono io, Santoro, Cazzanì, dimmi un po', hai svolto quelle indagini che ti avevo raccomandato?
-Sì, sì, certo.
-Beh, e che cosa hai quagliato?
-Beh, c'ho scritto tutto in una cartelletta...
-Va beh, dopo la leggo, ma hai notato anomalie, cose strane?
-Non ho ancora tutte le informazioni sulle persone decedute...ma, effettivamente qualcosa di strano l'ho rilevato?
-Cosa?
-Beh, una delle vittime, una ragazza di famiglia ricca, il padre ha una fabbrica di spazzolini da denti...Sponzini, mi pare si chiamasse...effettivamente ha in corpo alcuni proiettili che non sembrano appartenere al kalashnikov dell'arabo.
-Era cinese.
-Del mussulmano, insomma.
-Bingo! Cazzanì, ma ti rendi conto della gravità della cosa? Come mai il maresciallo Grenci non ce lo ha segnalato.
-Ce lo ha segnalato, solo che la notizia ci è arrivata oggi.
-Vi è arrivata oggi?
-Sì.
-E nonostante questo non hanno interrotto l'operazione Milano Sicura?
-No...non l'hanno mica interrotta!
-Cazzanì, io sono al Cin Cin bar di corso Buenos Aires, faxami il rapporto di Grenci. E le notizie sulla ragazza, la Sponzini, mi pare si chiamasse così, giusto?
-Esatto...ehm, ma Santoro, sono notizie riservate.
-E tu le stai mandando ad una persona riservata.
-Giusto...ah, un ultima cosa, qual'è il numero di fax.
-Cazzanì, a volte ti perdi in un bicchiere d'acqua, tu che sei tecnologico! Dovresti tu insegnarmele queste cose. Guarda sulla guida telefonica.
-Sulla guida telefonica? Semmai guardo su internet.
-Va beh, guarda dove cavolo ti pare, ma mandami quella roba che t'ho chiesto, ok?
-Va bene, Maresciallo.
-Ah, un ultima cosa, io e te abbiamo parlato?
-Certo, Maresciallo...
-Sai una cosa...ritiro quello che ho detto, il pappagallo di Tony Baretta era più intelligente...
-Ah, ciumbia, ora ho capì..
-Ecco, è arrivato il sangue al cervello, finalmente. D'accordo, ci sentiamo dopo.
-Fra quanto mando la roba, Santoro?.
-Per ieri!, urlo' nella Zanna di Dinosauro , Santoro. E chiuse lo sportellino del cellulare old generation.
Santoro, nel frattempo, camminando e ciarlando al cellulare, era arrivato nei pressi del Cin Cin Bar.
-Maresciallo, buon giorno, prego si accomodi, le faccio preparare il solito?, gli fece Nando uscendo dal Bar ad andatura "anvedicomeballanando".
-Sì, Nando, grazie, mi siedo al solito posto.
Santoro si sedette al tavolo del maresciallo, che era vuoto. Corso Buenos Aires era trafficato, già a quell'ora , circa nove di mattina. Davanti al tavolo del maresciallo c'era , proprio in cima all'ingresso del bar, uno schermo tv. Era in corso un notiziario su Sky. Santoro attese il te', con un pezzo di focaccia al pomodoro. Era di gran lunga la sua colazione preferita. Fra un po' avrebbe ricevuto il fax da Cazzaniga. Più tardi sarebbero arrivati Lenìn e Ahmed ed avrebbe avuto il quadro completo della situazione in mano. Le indagini si facevano sul campo, altro che restare in caserma a consultare precedenti , archivi e computer. Non c'era bisogno di sapere se qualcuno aveva precedenti o puzzava di bruciato. Santoro era un segugio nato, e dopo tanti anni di servizio hai il fiuto di un cane da tartufo. Non aveva bisogno d'altro. Sentiva che l'indagine stava diventando complessa. Ma era come se se lo aspettasse. La verità non poteva essere così banale. Quello che era avvenuto, il giorno dell'attentato, era una cosa che sembrava troppo lineare, pur nella sua tragicità. Era, come si diceva nel suo paese natio, con un'espressione che veniva dalla sua infanzia salentina, come qualcuno che fosse venuto già "cacato da casa". Questa a Cazzaniga non avrebbe mai potuto spiegargliela. Ma gli sarebbe bastato che Cazzaniga non fosse corso a prendere la carta igienica. Sarebbe stato il segno che nemmeno uno ligio al dovere come lui, ci stava cascando.