venerdì 15 aprile 2016

Brasil , capitolo 30

L'indomani mattina era il secondo giorno di Carnevale. Michel si alzo' di buon ora. Preparo' il suo zaino. Apri il freezer, prese la sua Taurus, quella piu' piccola e ce la infilo' dentro. Santoro capi che era determinato. Da fuori veniva gia' la musica ad alto volume , che Vinicius De Moraes si rivoltava nella tomba. Insieme alle sue poesie e alla sua bossa nova. E  anche il maresciallo  preparo' lo zaino e prese la sua arma. Le dette un'occhiata come mai prima. Ne provo' il meccanismo, controllo' per l'ennesima volta che fosse carica. Pronti per la caccia. Uscirono che c'era gia' bolgia, diretti verso la spiaggia di Aracati, dove, aveva detto Michel a Santoro, con una buona capacita' di approssimazione, avrebbero trovato i ceffi patibolari che cercavano. Facce brillanti o meno, come quella di Cezar Sampajo. 
Si insinuarono nella folla dei ragazzi, in mezzo ad anziani seduti su sedie di corda che scolavano lattine di skol, una delle birre brasiliane piu' in voga e , in un dato punto , svoltarono a destra, diretti verso la spiaggia.
Fecero uno stretto budello sterrato e subito si ritrovarono in spiaggia. Incontrarono dei travestiti che li riempirono di rituali di corteggiamento. Santoro apparve per un momento divertito. Ma  era  comunque concentrato sul pezzo. 
-Ok, ora che siamo qui, che facciamo?Chiese a Michel.
-Andiamo verso il trio eletrico fermo al centro della praia, disse Michel.
Immersi nella folla sterminata di ragazzi e ragazze dalle bellezze quasi accecanti, vuoi per la giovane eta', vuoi per il mix etnico esotico che li contraddistingueva, Santoro e Michel avanzarono a fatica verso il trio eletrico, un enorme tir bardato di metallo rosso sui lati, in cima al quale ballerine di forro' dalle forme procaci e dalle pelli abbrunate dal sole e dalla genetica, si davano da fare per danzare sotto un sole cocente, con gli animi riparati appena dagli ombrellini delle proprie caipirinhas, che sorseggiavano fra un pezzo e l'altro. Una scena sensualissima, corpi madidi di sudore che luccicavano, mulatti o neri, sotto un sole estremamente potente che non dava tregua ma che amplificava, vieppiu', quella voglia di sesso che soppiantava ormai persino l'ossigeno nell'aria, mandando effluvi di afrori beluini che promettevano un rotolarsi sfrenato tra le sabbie di spiagge notturne.
Sotto il trio, i blocos, costituiti da migliaia di ragazzi a torso nudo che si agitavano freneticamente ingollando ogni sorta di alcolico a buon mercato , si presentavano in ordine sparso in forma anarchica, seppur cintata da un perimetro sfilacciato costituito da catene umane di giovani che si tenevano per mano delimitando l'area di spiaggia all'interno della quale si ballava , pomiciava e altro, senza soluzione di continuita'.
E sopra il trio, dietro al gruppo che suonava e alle ballerine danzanti, seduti in atteggiamento benedicente, c'erano Cezar Sampajo, Ze Roberto ,Cazuza e Iguassu. Tutto il cartello al  completo!
Santoro impungno' la pistola tenendola celata nello zaino. Si consulto' con Michel. Dopo che ebbero concertato un piano si avvicinarono al trio, passando in mezzo alla marea umana. Una volta vicino al grosso camion , videro che la porta del mezzo era serrata da un  uomo, che doveva essere il gorilla, largo quanto un armadio a sei ante. 
Santoro non si lascio' impressionare. Gli fece segno che intendeva salire. L'uomo gli mostro' il dito medio. A quel punto Santoro gli punto' addosso la sua Taurus. Il gorilla fece per estrarre la propria arma da dietro la schiena e Santoro fece fuoco. L'uomo cadde per terra nell'indifferenza generale , come pure i colpi di pistola, coperti dal chiasso circostante. E resto' con la testa nella sabbia una volta tanto non per fare lo struzzo. Via libera, Santoro si lancio' sull'ingresso. Nessuno aveva notato la scena. Il gorilla restava immobile nella sabbia. La sua pistola era gia' sparita. Trafugata da chi sa quale meninhos de rua in azione.Poco  dopo da quell'ingresso entro' anche Michel. Salirono al piano superiore del tir fra lo stupore generale e con un'azione fulminea furono addosso agli uomini del cartello. Cezar Sampajo si accorse della manovra e come un cobra , con un gesto  rapido estrasse una pistola. Ma aveva gia' sulla fronte l'arma di Santoro. Mentre lui puntava la sua pistola sul ventre del maresciallo pugliese. Stallo brasiliano, si sarebbe potuto dire. Nessuno diceva o face niente. Michel poco dietro Santoro, aveva nel mirino gli altri. I quali erano in piedi , pistola sguainata. La musica si fermo' all'improvviso. E presi dal panico, ballerini e musicisti levarono le tende alla velocita' della luce.
-E agora? disse Cezar Sampajo.
-Agora, caro il mio Cezar Sampajo, vai me dizer a historia de Vanessa, disse Santoro.
-Que historia e' essa? disse Iguassu puntando l'arma addosso a Santoro.
Nessuno diceva niente. Si guardavano in modo terribile ma erano bloccati. Sapevano che se si fosse sparato, ci avrebbero rimesso tutti. Tanto valeva trattare.
-Vanessa nao te amava, disse Cezar Sampajo.
Santoro impugno' meglio l'arma e si accinse a spappolare il cervello di Cezar Sampajo. Ma a quel punto Cazuza fece fuoco .

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