Quando usci dal bagno trovo' una tazza di valeriana ad attenderlo, fumante, sul tavolo della cucina. La cucina era sobria, un tavolo con sei sedie, un piano cottura alimentato da una bombola a gas e qualche stipetto recuperato da qualcuno che se ne era voluto disfare. Maritza con i suoi occhi luccicanti era seduta al tavolo e osservava Santoro. Santoro in tutta calma si sedette. E trovo' alquanto strano che gli altri abitanti della casa avessero continuato a guardare la novela senza omaggiare l'ospite in modo adeguato. Forse i sud del mondo non erano tutti uguali. Forse sarebbe accaduta la stessa cosa se fosse andato a far visita in una casa del sud Italia e di li in salotto ci fosse stato il televisore acceso su Pomeriggio 5 e Barbara D'Urso. Comunque trovo' la cosa inusuale, quanto meno. Bevve quella valeriana calda, gesto che nonostante facesse caldo non apparve distonico rispetto alla giornata e al clima afoso. Il calore ne esaltava il gusto delicato e Santoro aveva bisogno di brodaglie dolciastre in pancia, perche' si sentiva come ammalato, come se avesse la febbre.
-Como voce esta?, chiese Santoro a Maritza.
- Estou em pe, disse Maritza, nel senso che "stava in piedi" nonostante la tragedia che li aveva colpiti, lei e la sua famiglia. Lei era la sorella di Ana, la madre di Vanessa e le assomigliava parecchio. Nonostante avesse parecchi anni in piu'. Le nere erano cosi, penso' Santoro, non dimostravano mai gli anni che avevano, sembravano giovani sempre. Con i loro corpi scolpiti senza neanche aver mai fatto un giorno di palestra, gli veniva da dire, plasmati da Dio, e quelle loro pelli setose, sembravano tavole anatomiche viventi. Doveva essere per questo che molti bianchi erano razzisti. Oltre che invidia nel pene, questa sul versante maschile, invidia anatomica in generale. Ed era anche per quelle loro anatomie perfette, credette in quel mentre Santoro, su cui i neri si erano adagiati, buone per atletismi, danze e musica, che non gli era importato molto di studiare. Anche se le vicende erano molto piu' complicate di quei suoi ragionamenti rozzi dettati dal disagio del momento. Aveva saltato diversi secoli di razzismo e discriminazione, ecco.
Santoro termino' di bere la valeriana e Maritza, osservandolo con curiosita' gli chiese quale fosse il vero motivo della sua visita.
Santoro disse che era li perche' voleva sapere come era morta Vanessa. Maritza tacque. Santoro ne resto' sorpreso. Normalmente avrebbe dovuto aspettarsi la tipica espressione fatalista con invocazione religiosa finale di raccomandare l'anima della nipote a Dio. Ma invece quel silenzio dette ai sospetti di torbidita' di Santoro ancora piu' forza. E la freddezza generale nell'accoglierlo.
- Que voce pensa, Maritza, le chiese Santoro.
- E' voce que sabe, disse Maritza," lo sai tu", come dicevano sempre alcune donne brasiliane "old generation" che si affidavano al giudizio del maschio alfa dominante, non solo in senso sessuale.
Santoro disse che intendeva scoprirlo. E non se ne sarebbe andato dal Brasile se non fosse venuto a conoscenza di una versione plausibile, accettabile.
Si alzo' ed entro' nella stanza da pranzo-soggiorno. Chiamo' Ana con un gesto della mano, facendole segno di entrare con lui in cucina.
Ana accondiscese non senza un certo atteggiamento restio, come se fosse seccata dalla cosa.
Santoro parlo' in italiano. Anche perche' li tutti conoscevano l'italiano. Vanessa glielo aveva insegnato un poco. Lei parlava spesso in italiano con loro. Specie quando era arrabbiata. Parolacce non ne diceva. Si considerava una sacerdotessa "candomblecista". I santi si dovevano lasciar stare. Anche perche', diceva sempre Vanessa, il confine fra un santo e un diavolo era molto labile e bastava poco per passare di stadio. Bastava che per sbaglio il santo vedesse la propria anima allo specchio. Se avesse resistito sarebbe restato santo. Il corpo di puo' modificare, l'anima no. E spesso non e' un bello spettacolo.
Santoro disse che non gli erano ben chiare le circostanze della morte di Vanessa. Dove stava andando con quell'autobus? Era successo all'andata o al ritorno ? E se era accaduto al ritorno dove era stata?
Ana lo ascoltava e quasi le venne da piangere. Ma resistette.
" Nos nao sabemos onde ela foi". Non si sapeva dove fosse andata. E si, era successo al ritorno.
- Chi puo' saperlo, disse Santoro.
Ana lo guardo' per un momento. Poi abbasso' la testa. Scoppio' a piangere e torno' di la'. A Santoro una donna che piangeva faceva venire in mente molte cose. Ma fra le tante al vaglio della sua mente la prima che gli sovvenne fu" sa qualcosa che io non so". E non doveva essere qualcosa di leggero.
Santoro dette un'occhiata a Maritza. Lei lo guardava con una certa fierezza. Come qualcuno che finalmente fosse venuto a mettere a posto le cose.
-Me chama o Cezar, le intimo' Santoro.
Maritza ando' di la' in sala. Dopo qualche minuto entro' Cezar. Santoro comincio' a sentire la rabbia che gli montava dentro. Sapevano qualcosa e non gliela volevano dire. Forse Maritza era quella che sapeva meno. Ed era l'unica, a quanto pareva, disposta ad aiutarlo.
Cezar si accomodo' al tavolo e lo guardo' con espressione di sfida. I convenevoli iniziali sembravano gia' sideralmente lontani anni luce.
- Voce veio fazer o policial na minha casa?, disse intendendo che Santoro fosse andato a fare degli interrogatori polizieschi nella sua casa. Santoro fece di si con il capo. Poi mosse di nuovo il capo a sottolineare con insistenza che non era li a fare sconti e nessuno.
- Dove era andata Vanessa con l'autobus? , chiese Santoro.
-Sol Deus que sabe. Lo sa solo dio.
Santoro riflette' un momento. Poi improvvisamente ebbe una specie di intuizione.
-Di chi avete paura? Beh, perche' se avete paura di qualcuno vi garantisco che non vi fara' tanta paura di quanta ve ne faro' io.
Era assurdo. Santoro sembrava tenerci piu' alla scoperta su come fosse morta Vanessa dei propri genitori. Oppure, penso' Santoro, non ne vogliono piu' sapere perche' hanno sofferto troppo. C'era tuttavia un'altra ipotesi che Santoro non voleva prendere in considerazione. Ma che cominciava a frullargli nella testa. Vanessa aveva fatto qualcosa per loro e quel qualcosa poteva averla uccisa. Si, penso' Santoro, doveva essere cosi. Ed era precisamente in quella direzione , si disse , che doveva indagare.
- Dio non c'entra niente in questa storia. E nemmeno il diavolo. Perche' c'e' chi lo supera in malvagita'. E cioe' l'uomo.
Cezar lo osservo' a lungo. Ma non disse niente. Si alzo' e ando' a vedersi il finale della puntata di "a casa da sete mulheres".
Nessun commento:
Posta un commento