Mentre saliva per le scale del palazzo in Baixa Chiado dove si
teneva il corso di aggiornamento interforze sui crimini
informatici, gli squillò il nokia. Era Gianuli. Santoro sollevò gli
occhi al cielo e imprecò mentalmente nel suo dialetto d'origine.
Non diceva mai parolacce ad alta voce, in generale. Ma
interiormente diceva a se stesso di tutto, nel suo dialetto
d'origine. Rispose-Buongiorno, Signor Capitano, come va?
-Come va lo chiedo io a lei, Santoro. Dal momento che sembra
scomparso. Dopo questa storia dell'appendicite! Replicò il
Capitano Gianuli con fare sarcastico. Delle due l'una, o Gianuli
intuiva qualcosa o Gianuli sapeva tutto. Ma non aveva molto
tempo per occuparsi di questo, in quel momento.
-Volevo appunto dirle che ho recuperato, disse mentendo, e che
sto per assistere alle conclusioni del corso interforze sui crimini
informatici...Così almeno potrò riferire le conclusioni. Una volta
rientrato in patria.
-Uhm, fece Gianuli, vedremo se non ci saranno altre sorprese,
disse.
-Ma quali sorprese? Può capitare di star male ogni tanto, no,
capitano?
-Signor Capitano, Maresciallo, SIGNOR CAPITANO! Non
dimentichi l'educazione formale della nostra Arma. E spero che
non l'abbia dimenticata nemmeno durante il corso. Per quel
poco che l'ha frequentato.
-Non mancherò, signor Capitano...Ehm..Ora mi scusi ma devo
andare, sono in ritardo.
-E' naturale, sennò che Maresciallo Santoro sarebbe, disse
Gianuli beffardo. Santoro chiuse lo sportellino. Gianuli non
avrebbe mai capito dove sarebbe stato mandato nei pensieri di
Santoro. Ma il maresciallo giurò che ne avrebbe avuto il
sospetto.
Una volta entrato nell'auletta del corso, vide che erano tutti al
proprio posto. Thomson stava parlando. Santoro salutò con la
mano, dando cenno come per scusarsi, per il ritardo. Vide che il
posto di Carvalho era vuoto. E si andò a sedere proprio lì.
Thompson lo squadrò con un certo sospetto. Poi continuò a
parlare. Andò avanti un bel pò. Le conclusioni del corso
prevedevano la snocciolatura di statistiche sui vari crimini
informatici: truffe, virus che catturavano informazioni, crimini
sessuali. Nessun accenno a droga e affini. E questo a Santoro
sembrò piuttosto sospetto. Così, senza neanche rendersene
conto, alzò la mano. Thompson lo ignorò, ma il francese
interruppe il Maggiore inglese e gli dette la parola. Santoro lo
ringraziò.
-Buongiorno, disse in inglese, vorrei fare una domanda, se è
possibile. Thomson gli dette un cenno di assenso con il capo.
-Vorrei sapere come mai, riguardo ai crimini informatici, non è
stato fatto cenno a traffici di droga. Il web sembra proprio un
ambiente adatto a questo tipo di traffci, non crede, Maggiore Thompson?
Tutti i presenti guardarono prima Santoro. Poi Thompson. Come
se stessero assistendo ad un incontro di tennis. Gli altri relatori
seduti al tavolo, fecero lo stesso. Attendevano una risposta ad
una domanda che pareva pertinente.
Thompson tossì. Come se stesse prendendo la rincorsa, per
pensare a cosa sarebbe stato più opportuno dire. Poi fece-scusi,
con chi ho il piacere? Chiese.
-Sono il Maresciallo Santoro, dei Carabinieri, Italia, disse
Santoro.
-Ah, fece Thompson sogghignando, italian, aggiunse come a
volersi fare beffe del Maresciallo a causa del suo paese di
origine.
-Italian, sure, why? Rispose Santoro alquanto piccato.
-O niente, niente...Voi italiani siete bravi sempre a colorire le
cose, disse Thompson.
-Ho fatto una semplice domanda, Signor Maggiore. Io sono
mancato a molte lezioni per motivi di salute, ma non credo che
questo tema sia stato affrontato durante il corso. Come mai?
insistette il maresciallo pugliese.
-Perchè non è una materia del corso, disse Thomspon poco
convintamente. Tutti lo osservarono esterrefatti.
-Mah...Con tutto il rispetto io non credo, disse Santoro. La
tensione nell'aria dell'auletta cominciò a tagliarsi con il coltello.
-Lei può credere quello che vuole. Adesso, se non le dispiace,
finisco il mio intervento. Soddisfarà le sue curiosità leggendo la
brochure che distribuiremo al termine del corso.
-Brochure sulla quale, immagino, non ci sarà scritto nulla
sull'argomento traffico di droga tramite internet. O sbaglio?
Thomspon sorrise istericamente. Continuò la sua lectio
magistralis. Riprese a snocciolare dati. Su crimini non meno
gravi. Ma omettendo l'argomento droga. E forse non era un
caso, pensò Santoro.
Al termine della conferenza di Thompson, non ci furono altre
domande. Tutti i presenti si guardarono bene dal farne.
All'insegna del non calpestare i piedi all'orso con un favo di
miele nelle mani. Oppure perchè erano stanchi e volevano
tornarsene a casa.
Si alzarono tutti in piedi e Santoro stava per avvicinarsi a
Thomspon, solo che in quel momento, due uomini gli si
affiancarono. E con molta circospezione, senza dare nell'occhio,
fecero segno a Santoro di seguirli. Santoro notò il rigonfiamento
delle loro pistole sotto i loden verdi. Il Maresciallo fece come
dissero. Uscirono dall'auletta, mentre tutti erano intenti nei
convenevoli finali. Gli scelti dell'interforze europea riuniti e non
si erano accorti che qualcuno stava "rapendo" Santoro.
L'Europa era davvero in buone mai, pensò ironicamente.
Gli uomini , scortando Santoro, scesero le scale con una certa
rapidità. Una volta fuori fecero pochi passi. Santoro non disse
niente. Ne' aveva urlato niente nell'auletta per attirare
l'attenzione. Forse perchè voleva sapere chi c'era dietro quello
strano rapimento. Docilmente si fece portare dietro l'angolo.
Adesso mi sparano alla nuca, pensò. Pensò a Padre Pio. Non
sapeva pregare. Ma pensò a Padre Pio. Che pugliese sarebbe
stato se non avesse pensato a Padre Pio?
Si avvicinarono ad un furgone. Uno dei due uomini, due
portoghesi, bussò al portello del furgone. Il portello si aprì.
Fecero salire Santoro nel furgone. Ah, ok, pensò Santoro. Mi
spareranno più tardi. Ma non ho lo stesso il tempo di imparare a
pregare. Lo fecero sedere sul lato del furgone. Il furgone partì. I
finestrini del furgone erano oscurati. Si poteva guardare fuori
ma da fuori non si poteva vedere dentro il veicolo. Santoro si
sedette e attese. Gli uomini che lo avevano preso in consegna
confabulavano tra loro. Avevano tirato fuori le loro Glock. Arma
in dotazione alle forze portoghesi, pensò Santoro. Ma magari
sono al servizio degli inglesi. O dei libanesi.
Gli uomini stavano commentando tra loro, con meraviglia, del
perchè Santoro non avesse chiesto niente. La cosa appariva loro
alquanto strana.
Tanto a che sarebbe servito chiedere? Pensava Santoro. Non gli
avrebbero di certo risposto. Quei tizi erano dei fattorini e lui il
pacco. I destinatari li avrebbe conosciuti di lì a poco. Oppure
avrebbe scoperto se c'era un al di là.
Dopo un pò di chilometri di saliscendi, Santoro avvertì che il
furgone era entrato in qualche luogo chiuso. O almeno questa fu
la sua sensazione.
Il veicolo si fermò. Uno dei due portoghesi in loden aprì il
portello. Fuori c'era luce. Sembrava l'interno di un magazzino.
Non voglio morire in un magazzino, pensò Santoro. Si preparò
quindi a fare qualcosa di rapido per sottrarsi a quella
situazione. Doveva agire più in fretta di quanto stesse pensando.
Scese dal furgone. Aveva un faro puntato in faccia e davanti a
lui c'erano due sagome umane. Ma Santoro non riusciva a
scorgerne il viso. Spensero il faro e dopo qualche secondo
Santoro riuscì a scorgere i volti delle sagome umane. Erano
Fonseca e Quaresma. Ok, pensò, non erano due sagome umane.
Diciamo due sagome e basta. -Porco giuda, disse, il gatto e la
volpe.
I due si guardarono l'un l'altro interrogativi.
-Lasciamo stare, un'altra volta ve la spiego, disse Santoro
sorridendo ironicamente.