lunedì 22 giugno 2015

Brasil , capitolo 1

                                                                  

  Il capitano Gianuli era seduto alla sua scrivania. Piegato sul computer ci stava smanettando su. Era un maniaco delle statistiche. Per questo odiava Santoro. Gabriele Santoro, maresciallo a tre binari rossi deputato a incarichi speciali vantava il 100% dei casi risolti. Un' anomalia nel panorama investigativo italiano, dove la media , in generale era bassa.
Sollevo '  la testa da pc portatile  e osservo '  la sagoma robusta di Santoro, il suo viso perennemente abbronzato, i capelli brizzolati dell'  uomo di mezz' eta'  e l'  aspetto di un uomo in forma nonostante la mezz' eta' . Si chiese come facesse a restare in forma, nonostante la vita caotica milanese, gli orari di servizio assurdi e lo stress. Forse era invidioso ma non lo avrebbe mai dato a vedere. 
" Mi dica, maresciallo, cosa posso fare per lei ?", fece a quel punto.
" Sono qui per chiederle di poter osservare un periodo di riposo".
"Cioe ' vuole andare in ferie ?".
" Qualcosa del genere", disse Santoro.
" Maresciallo, lei tutte le volte mi fa girare la testa con le sue frasi smorzicate dal significato incerto, mutiplo. Una buona volta mi dica cosa cavolo vuole e non mi faccia perdere tempo!".
" Beh, signor capitano, la vita e' di per se incerta e multiforme...pensi soltanto al fatto che una volta se non ti sposavi eri considerato gay, ora anche i gay si vogliono sposare", disse Santoro.
" E questo che mi viene a significare, maresciallo?".
" Che ora io che non sono gay e che non mi voglio sposare faccio parte di una minoranza discriminata...appunto, multiformita' della vita".
" Continuo a non capire...comunque per quanti giorni si vorrebbe assentare...tenga presente che negli ultimi anni il personale e '  ridotto all '  essenziale, quindi non posso concederle troppo tempo".
" Credo di non essermi spiegato a sufficienza. Provo a ribadire il concetto. Desidero un periodo di aspettativa a tempo indeterminato".
" Ah, non l' avevo percepita in tal senso, la sua richiesta".
" Benissimo, ora il messaggio le e '  arrivato forte e chiaro, spero", disse Santoro.
" Si , certo...mah, posso chiederle a cosa si deve questa decisione...ha qualche problema personale, per caso?"
" Due anni fa ho perso per un incidente d' autobus le cui circostanze non sono state mai chiarite, la mia compagna. Si chiamava Vanessa, era brasiliana, una bella donna di colore. Era in vacanza nel nordest del Brasile. Appresi la notizia quando ero nel pieno di un' indagine difficile. Partii per andare al suo funerale. Ma poi dovetti tornare per servizio. All' epoca pensai a quell' incidente come ad una fatalita'. Ma oggi non ne sono piu' tanto convinto. Ed ho deciso di andare in loco a svolgere un' indagine per mio conto".
" Capisco...e il fatto di essere in aspettativa e non in servizio effettivo, le lascerebbe le mani libere, giusto?", disse incuriosito Gianuli.
" Vedo che ha afferrato il senso pieno della questione", disse Santoro.
" Ovviamente non posso trattenerla...ma lei capisce, con la sua efficienza...nonostante la sua indisciplina, questo bisogna dirlo, lascera '  un vuoto incolmabile", disse il capitano.
" Beh ho lavorato tanto , per la Benemerita e le ho dato tanto. E '  giunto il momento che io faccia qualcosa per me stesso".
" Si, certo. Spero solo che lei non si metta in casini piu '  grandi di lei. Il Brasile non mi sembra un preclaro esempio di paese civile dove si rispettano le regole".
" Beh detto da un ufficiale in servizio di un paese dove basta che un primo ministro telefoni in questura perche '  tutti i funzionari di quel luogo se la facciano nelle mutande, suona un tantino fuori luogo", disse Santoro.
" Si, conosco le sue opinioni in materia. E per quanto discutibili so che non sono il frutto di un ragionamento politico. Ma prodotto dei pensieri di un buon servitore dello stato".
" Proprio cosi, capitano...ma il fatto che io sia un servitore dello stato non sta a significare che io dello stato sia un servo".
" Non fa una grinza, maresciallo. Tuttavia le consiglio di abbandonare questi pensieri, perche '  la porterebbero a delle conclusioni a cui non voglio nemmeno pensare che lei voglia giungere".
" Va bene, allora vado dal maresciallo Gargano per gli adempimenti burocratici?".
" Si, maresciallo, vada pure", disse Gianuli. Osservo' per un lunghissimo minuto Santoro, poi aggiunse," le auguro buona fortuna".
" Grazie, capitano, anche a lei. Forse ne avra' bisogno piu' di me", disse Santoro. 
Si volto', era in borghese, come al solito, cosa che atteneva al proprio ruolo investigativo, e usci dall' ufficio.
Quel Santoro era sempre sibillino, non si capiva mai se ti prendeva per il culo o se diceva sul serio. Ma era sicuramente un investigatore con i fiocchi. Quello che non tollerava di lui , Gianuli, era che giungeva sempre a conclusioni diverse dalle sue e da quelle degli altri investigatori. Ma la cosa piu' irritante era che spesso aveva ragione. Ne avrebbe sentito la mancanza. E dentro di se' si auguro' che avesse fortuna. Sicuramente era un sentimentale. Stava facendo una cosa, che lui, Gianuli, non avrebbe fatto. A che cosa sarebbe servito ristabilire la verita'?Non gli avrebbe di certo restituito la sua donna! Non ci sarebbe mai arrivato. A capire che Santoro apparteneva ad  una specie di uomo in via di estinzione. Era un cercatore di verita'.