Il maresciallo Santoro entro' nella hall dell'Hotel Beira Mar, un grattacielo di non avrebbe ben saputo dire quanti piani, situato nell'omonima zona , di fronte al mare, all'oceano. Una zona centrale e tradizionalmente di divertimento, piena di alberghi e locali che davano sul mare, con davanti un ampio marciapiedi e una strada, frapposti fra campi di beach volley giocato alla brasiliana, con mani e piedi, e baracche di sollazzo, vere e proprie costruzioni di legno antistanti a spianate di sdraio e ombrelloni, solitamente pullulanti ad ogni ora di ogni sorta di meninhos [bambini] ambulanti, indaffarati nel tentativo di vendere qualcosa a turisti e affini, di fronte all'oceano. Dai gamberi , che poco dopo si potevano consegnare ai gestori della baracca per farglieli cucinare alla griglia, agli spiedini di formaggio brucciacchiati sul momento ,di consumo rapido, alle immancabili ostriche aperte all'istante e condite con "pimenta", peperoncino piccante, giusto per non farsi mancare niente. E per mettere in chiaro che se si erano percorsi migliaia di chilometri in aereo per sbarcare nel continente verdeoro, bisognava prepararsi ad essere all'altezza della situazione in termini di appetiti sessuali.
Poggio' per terra il borsone da viaggio nero che aveva quasi la muffa all'interno, tanto era il tempo che non viaggiava, e chiese al receptionist "um quarto", una camera. Il receptionist era un bianco con somatico lievemente indio, apri un registro e dette a Santoro la chiave di una camera.
-Beautifull landscape, disse in inglese a Santoro, intendendo che dalla camera che gli stava assegnando avrebbe goduto di uno splendido panorama.
- O cenario da frente deve ser bonito, mas aquele de atras?, disse Santoro in perfetto portoghese, intendendo che sicuramente dal balcone si sarebbe goduto l'oceano, non senza pero' essere privato della vista di cio' che avrebbe scorto alle spalle dell'albergo, dove invece una miriade di baracche probabilmente con tetto in eternit, mattoni forati senza intonaco e panni appena lavati sventolanti garruli, dovevano essere nascoste quanto piu' all'occhio del turista.
Il ragazzo della reception lo osservo' restando lievemente imbarazzato. Non s'aspettava che Santoro conoscesse e parlasse il portoghese. La maggior parte dei turisti italiani che aveva conosciuto non parlavano bene nessuna lingua. A volte nemmeno la propria. Ma recupero' subito scusandosi e facendo i complimenti a Santoro per il suo portoghese.
- Non c'e' di che, rispose Santoro questa volta in italiano. Sicuro che il receptionist avrebbe capito.
Infatti il ragazzo, che poteva avere una trentina d'anni, fece un cenno d'assenso con il capo. Santoro lesse il suo nome sulla targhetta identificativa: " Alvaro".
Alvaro gli chiese se voleva qualcuno per il bagaglio. Santoro fece un segno di diniego e si avvio' verso l'ascensore.
L'Ascensore era panoramico, infilato in un tubone di plexiglass e da li, per un breve ma significativo istante, mentre si attorcigliava nella salita verso i piani alti, intravide le luci fioche della favela che dimorava dietro al grande albergo, una " comunidade" che doveva essere fra le piu' numerose di Fortaleza.
Una volta in camera , una camera doppia [in Brasile ,da turisti, non c'era verso di averne di singole], poggio' il borsone sul letto e apri la finestra. Dal basso, dalla strada, che dal piano da cui guardava doveva sembrargli lontanissima, vide un profluvio di luci e ascolto' il fracasso dei numerosi suv decapottati muniti di potenti casse che animavano sound systems che suonavano musica ad altissimo decibelaggio. Uno degli status symbol del brasiliano: piu' grosso era il sound system che mostravi, piu' fico potevi essere considerato . Una musica , colonna sonora, che in tutto il Brasile, andava in onda non richiesta a qualsiasi ora del giorno e della notte e che alla fine, se ti ci abituavi, diventava silenzio, ninna nanna. Poi guardo' davanti a se'. E nel buio percepi l'oceano. L'oceano silenzioso e misterioso, l'oceano degli squali, dei surfisti, dalla acque calde e accoglienti come la vagina di una mulatta. E che come la vagina di una mulatta, era capace di accoglierti fra le sue brame , mostrandoti le meraviglie subacquee...fino a quando sarebbe stato troppo tardi per risalire in superficie.
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