Percorse tutta avenida Conde D'Eu e attraverso' Praca Pedro II. Le avenidas erano trafficate all'inverosimile, tanto che a piedi Santoro faceva piu' progressi spaziali che le auto in coda. Inoltre ci si metteva la Policia Federal a fermare automobili per controlli. Agenti con divise mimetiche e M16 di nuova generazione a tracolla, le "stupide" calate in testa sopra occhiali da sole da gangster per nulla rassicuranti. Dopo dieci minuti, lungo marciapiedi che ospitavano commerci di ogni tipo, scarpe, borse, cd musicali e qualche Banca de jornais, popolati di giovani pagati a provigione, Santoro si trovo' di fronte alla Cattedrale di San Jose', un enorme edificio adibito a chiesa, di stile coloniale portoghese con riferimenti gotici, senza fronzoli o barocchismi, semplice, lineare, con due enormi comignoli che svettavano verso il cielo come sputnik russi antelitteram e un rosone che pareva una combinazione geometrica di croci celtiche ovalizzate. Sui gradini che davano sull'ingresso dell'enorme complesso edilizio uno strano uccello pascolava tranquillamente beccando qualche seme caduto da sacchi di granaglie trasportati in chiesa poco prima , evidentemente, da distribuire ai poveri. Santoro aveva una propria religione personale, rispettava chi credeva in Dio e anche lui in un certo senso credeva nella sua esistenza. Ma era dell'idea che gli uomini fossero stati lasciati soli nella ricerca della propria felicita' e che Dio avesse dato loro la ragione per far fronte a tutti i loro problemi. La questione si complicava perche' la maggior parte degli uomini sembrava che questa ragione l'avessero persa per strada. Erano rimasti alla fase animale. Santoro amava dire , seguendo i ragionamenti di Freud, alla fase anale.
Passo' oltre, mentre alle sue spalle c'erano dei giardini sulle cui panchine erano seduti dei vecchietti che bevevano cocchi, ascoltavano i terribili e urlanti pappagallini verdi e osservavano l'oceano con la calma serafica di chi filosoficamente aveva compreso che la distanza con l'Europa fosse incolmabile persino in aereo. O in nave. Men che meno e follemente a nuoto. E questo sembrava rafforzare le loro convinzioni statiche.
In lontananza Santoro ammiro' la sagoma esterna di un edificio sul quale campeggiava la scritta icastica Mercado Central. Ricordo' che Vanessa glielo aveva descritto come il regno delle cianfrusaglie per turisti con prodotti tipici , maschere candomble'e collane e collanine, souvenir costosissimi che appena i viaggiatori stranieri si potevano permettere.
A quel punto si diresse verso Dragao do Mar, un'area che a Vanessa piaceva molto, tanto che tutte le volte che lei gli telefonava dal Brasile sembrava che fosse li ... o di li fosse appena tornata a casa . Un luogo magico dedicato a un personaggio del posto, tale Chico de Matilde, che combatte' per l'abolizionismo della schiavitu' dei neri. Era costituito da un vasto complesso di edifici, piazze e ponti, che attraversavano mostre, musei e dove si svolgono spettacoli musicali e culturali. Santoro attraverso' un ponte metallico rosso dal quale si godeva lo splendido panorama di tavolini davanti a locali e ristorantini tipici, dove di solito stazionavano per ore artisti e borghesia culturale della citta', frammista a qualche turista miracolosamente sfuggito all'industria del puttanaggio locale. Spesso Vanessa raccontava che fra quei tavolini poeti di strada declamavano i propri versi . E cantanti girovaghi raccontavano in musica le loro peregrinazioni nell'immenso continente verdeoro.
Stette su quel ponte da dove godeva di un'ottima prospettiva della zona, per un bel po'. Il suo sguardo acuto avrebbe potuto catturare Michel in men che non si fosse detto o pensato. Ma Michel non c'era. O invece c'era ma Santoro non lo scorgeva .Perche' i sensi di Santoro erano ottenebrati dal ricordo nostalgico di una donna che aveva avuto la magia, non sapeva se reale o immaginaria, visto che era una sacerdotessa candomblecista, di catturare il suo cuore e ancorarlo in fondo al mare della propria anima, una volta tanto, sazia d'amore. Si sorprese a pensare questo. Era un carabiniere, ma era anche un uomo. E fare il maschio alfa della situazione persino nel silenzio dei propri pensieri, quando al riparo dal mondo, si poteva restare soli con se stessi davanti allo specchio deformato della propria coscienza reale, gli sembrava quanto meno ridicolo. Ma quello stato d'animo gli toglieva lucidita'. Il ricordo di quella donna amata doveva essere accantonato. Per il momento. Lo richiedeva il lucido raziocinio dell'indagine.
Si mise in movimento verso Praia Iracema. Sentiva che Michel doveva essere andato li. Del resto era la spiaggia del centro citta', dove tutti i Fortalensi andavano a svagarsi, persino durante la settimana, quando in Europa era inverno, e da loro estate. Mentre l'occidente era alle prese con smog , fango, merda e produzione, loro avevano sole, cocchi, sesso, mare e ancora sole. E certo, anche smog , merda e fango. Ma vogliamo mettere? Penso' Santoro . Quanto si sopportano meglio certe cose, se puoi bere una birra gelata in santa pace, mentre sotto un ombrellone osservi l'oceano infinito e una mulatta dallo sguardo malizioso con i suoi occhi da cerbiatta ti scioglie il ghiaccio persino nel bicchiere?
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