Santoro fu condotto dai due uomini in loden oltre il Colonnello
Fonseca e Quaresma. Passando in mezzo ai due uscì dal raggio
del faro che gli puntava contro. Osservò che erano in una specie
di magazzino. Face una ventina di metri, mentre Fonseca e
Quaresma chiudevano il piccolo corteo. Entrarono in una
stanza. Dentro c'erano delle sedie , una scrivania ed una
poltrona dietro la scrivania. Gli uomini che controllavano
Santoro lo invitarono a sedersi davanti alla scrivania. Fonseca
girò a lato e si accomodò sulla poltrona dietro la scrivania.
Quaresma si sedette davanti alla scrivania a fianco al
maresciallo pugliese. Fonseca fece un gesto rivolto ai due
accompagnatori di Santoro indicando si liquefarsi. Poco dopo i
due sparirono dietro alla porta dalla quale poco prima erano
entrati. La richiusero alle loro spalle. Si fece silenzio. Santoro
osservava Fonseca e Quaresma, alternativamente. Con un'aria
interrogativa. Non era preoccupato. Francamente ne aveva gli
zebedei pieni. Almeno ci avrebbe capito qualcosa, di lì a poco, in
quella vicenda.
-Allora? A cosa debbo l'onore, disse in tono ironico, immagino
che questa piccola riunione, ormai, di famiglia, decreterà il mio
futuro!
-E' preoccupato? Disse Fonseca in tono lieve.
-Non particolarmente, disse Santoro.
Fonseca fece un cenno a Quaresma. Erano entrambi in borghese,
spolverini caffellatte e scarpe comode paramilitari.
-Maresciallo, l'abbiamo convocata per spiegarle la situazione,
disse Quaresma.
-Sono tutt'orecchi, fece Santoro.
-Lei ficcando il naso nelle nostre faccende ha rischiato di
mandare a monte le indagini su un grosso traffico di
stupefacenti a cui lavoriamo da anni, disse Quaresma.
-Davvero? Non me lo dite....Disse Santoro ironico.
-Sì, disse Quaresma...Tiago Carvalho stava per scoprire e
incastrare i mandanti di questo traffico...Ed è questo il motivo
per cui è stato ucciso.
-Ma come, non si era suicidato? Disse Santoro.
Quaresma tacque. Evidentemente era il turno di Fonseca, quanto
a parlare.
-Maresciallo, lei lo ha capito subito che Carvalho non si è
suicidato. Dev'essere un ottimo investigatore, nel suo paese. Ha
intuito, non so come, dopo solo un giorno di frequentazione del
sottufficiale Carvalho che non poteva essersi suicidato. Tanto
meno tramite l'uso di droghe.
-Già, disse Santoro.
-Già cosa? Chiese Quaresma.
-Sono un ottimo investigatore...Nel mio paese, ha detto il
colonnello. Ma vedete c'è un errore nella sua frase.
-Quale errore, chiese Fonseca incuriosito.
-Io sono un ottimo investigatore. Punto.
Fonseca sorrise. Quaresma restò serio.
-Non è il momento di scherzare...Disse Quaresma, lei con la sua
sortita al museo d'Oriente, ha corso il rischio di interrompere la
catena umana che trasporta droga sino ai mandanti del traffico,
si rende conto? Non so se il sottufficiale Alves riuscirà, ne',
francamente, come, riuscirà, a far giungere la valigetta con la
merce allo scambio successivo. Per poi seguirne il percorso. Lei
ha creato un problema. Un grosso problema.
-Ma non ci davamo del tu? Disse Santoro.
-Ora non è il momento, rispose Quaresma.
-Ora che avete scoperto cosa so...Be', non vi servo più. Immagino
che mi arresterete per l'affaire di Vanessa Dias.
-Il video del suo amplesso è scomparso, disse Fonseca,
ammiccando.
-Quindi sapete che non sono stato io a uccidere quella ragazza...
Fonseca annuì. Quaresma confermò.
-Chi è stato?
Fonseca e Quaresma tacevano.
-Non ha importanza.
-Ne ha , invece, per me. A proposito, dov'è quel mattacchione di
Botelho? Si sta alcolizzando e impasticcando prima di portare a
termine qualche altro lavoretto per "il gatto e la volpe?"
Fonseca e Quaresma si guardarono interrogativi.
-Il gatto e la volpe? Fece Fonseca.
-Mai letto Pinocchio di Collodi?
-No, disse Fonseca.
-No , disse poco dopo Quaresma.
-Immaginavo, voi due non avete l'aria di passare molto tempo a
leggere, pero Pinocchio usato come sinonimo per voi due,
scommetto che lo capite.
I portoghesi si guardarono.
-Le stiamo dicendo la verità.
-Voglio sapere della Dias...e di Bothelo.
Fonseca restò in silenzio. Poi fece un cenno con il capo a Fonseca.
-La Dias faceva parte dell'organizzazione che stiamo studiando
da anni. Era un'intermediaria e curava una sezione
dell'organizzazione dedita allo spaccio. Cocaina, eronia...Ma
anche nuovi tipi di droghe. Sintetiche, a quanto pare. Era una
specialista.
-Uh...E com'è morta si può sapere?
-Mentre la inseguivamo per arrestarla, ha reagito facendo fuoco:
abbiamo dovuto eliminarla.
-Chi l'ha eliminata, Botelho?
-No di certo, disse Quaresma. Botelho è un agente infiltrato. Ha
solo accompagnato altri membri dell'organizzazione a portare il
corpo della Dias lì dov'è stato trovato.
Santoro riflettè qualche secondo sulla veridicità o meno di quello
che i due portoghesi gli avevano fino a quale momento riferito.
-E Merzagora? Che c'entra in tutto questo?
Fonseca lo guardò in modo molto serio:-tutte le polizie de mondo
si servono di ex agenti segreti. Dovevamo essere al corrente di
quello che lei sapeva. Capisce? Non volevamo correre rischi su
Carvalho. Non doveva venire fuori che stava indagando su una
pista buona e che stava per scoprire chi fosse il capo di questa
organizzazione. Per stampa e opinione pubblica doveva
sembrare che Carvalho fosse morto per droga. Il contrario di
com'era morto. E cioè ucciso perchè si era avvicinato molto a
questo Cartello, chiamiamolo così. Nessuno doveva sapere.
Merzagora era deputato al suo controllo, Maresciallo.
-Certo, quelli del Cartello sapevano la verità, ma non dovevano
capire se altri oltre a Carvalho sapevano qualcosa o stavano
indagando nella stessa direzione, continuò Quaresma...Le
circostanze in cui è stato ucciso, comunque sono reali. Qualcuno
gli ha iniettato una dose letale di eroina purissima...Il cuore non
ha retto. Ovviamente era legato e imbavagliato, durante
l'operazione.
-Marzagora mi controllava, dite. Ma, al tempo stesso, mi usava!
E anche lei, Quaresma!
-Mi dica una cosa, gli chiese a quel punto Fonseca, cambiando
discorso, com'è arrivato lei alla valigetta e al museo d'Oriente?
-Vi ho seguiti. Come avrebbe fatto qualunque detective che
avesse sentito puzza di bruciato...Lo so dove vuole arrivare. Vuol
sapere se so di Thompson....
Fonseca osservò Quaresma. I due comunicavano
telepaticamente, pensò Santoro.
-Lei deve andarsene stasera. Le abbiamo già riservato un volo
sulla Tap. Per Milano. Quaresma stesso la accompagnerà
all'aeroporto. E si assicurerà che prenda quel volo. Vero? Disse
con espressione severa, Fonseca.
Santoro non disse niente. Dopotutto aveva fatto il possibile, per
Carvalho. Il suo recente defunto amico.
-Non mi sembra che la mia presenza non vi sia stata utile, disse
Santoro.
-Si, ma ha corso il rischio di rivelare che Carvalho non era morto
per droga. Creando un disturbo nell'indagine. Lei ha idea di
quanti giornalisti investigativi e bloggers avremmo avuto alle
calcagna? Impossibile svolgere un'indagine seria, in questo
modo, disse ancora Fonseca.
Poi il colonnello fece un gesto verso Quaresma. Era ora di
andare. Di accompagnare Santoro all'aeroporto.
Mentre era in macchina con Quaresma, diretti all'aeroporto di
Lisbona, Santoro rifletteva. Era tutto molto strano. Il racconto
dei due, momentaneamete soprannominati, il gatto e la volpe,
poteva essere plausibile. Ma perchè togliersi lui dai piedi, con
quella fretta? Dopotutto avrebbe potuto fargli comodo. Ora che
sapeva come stavano le cose, avrebbe potuto indagare nella
direzione giusta. La sua impressione era che non si trattasse di
semplice gelosia professionale , ne' di un qualche conflitto di
attribuzioni. No. Ci doveva essere dell'altro. Ma se avesse preso
l'aereo per Milano, non l'avrebbe mai scoperto.
-Spero che quando concluderete l'inchiesta, riabiliterete
Carvalho?...Disse improvvisamente Santoro ad un, fino a quel
momento, silenzioso, Quaresma.
-Naturale, disse Quaresma. Ma il tono usato dal sottufficiale
portoghese, parve a Santoro, opposto al significato di quella
parola.